venerdì 29 agosto 2025

Il Vangelo del Sabato 30 Agosto 2025

 

Della 21° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Felice e Adautto, martiri.

Prima Lettura.

Avete imparato da Dio ad amarvi

gli uni gli altri.

Dalla prima lettera di san Paolo

apostolo ai Tessalonicési (4,9-11)

Fratelli, riguardo all’amore fraterno,

non avete bisogno che ve ne scriva; voi

stessi infatti avete imparato da Dio ad

amarvi gli uni gli altri, e questo lo fate

verso tutti i fratelli dell’intera Macedònia.

Ma vi esortiamo, fratelli, a progredire

ancora di più e a fare tutto il possibile

per vivere in pace, occuparvi delle

vostre cose e lavorare con le vostre

mani, come vi abbiamo ordinato.

Parola di Dio.

Vangelo.

Sei stato fedele nel poco, prendi

parte alla gioia del tuo padrone.

Dal Vangelo secondo

Matteo (25,14-30) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi

discepoli questa parabola: «Avverrà

come a un uomo che, partendo per un

viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò

loro i suoi beni.

A uno diede cinque talenti, a un altro

due, a un altro uno, secondo le capacità

di ciascuno; poi partì.

Subito colui che aveva ricevuto cinque

talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò

altri cinque.

Così anche quello che ne aveva ricevuti

due, ne guadagnò altri due.

Colui invece che aveva ricevuto un solo

talento, andò a fare una buca nel terreno

e vi nascose il denaro del suo padrone.

Dopo molto tempo il padrone di quei

servi tornò e volle regolare i conti con loro.

Si presentò colui che aveva ricevuto

cinque talenti e ne portò altri cinque,

dicendo: “Signore, mi hai consegnato

cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati

altri cinque”. “Bene, servo buono

e fedele-gli disse il suo padrone-,

sei stato fedele nel poco, ti darò potere

su molto; prendi parte alla gioia del

tuo padrone”.

Si presentò poi colui che aveva ricevuto

due talenti e disse: “Signore, mi hai

consegnato due talenti; ecco, ne ho

guadagnati altri due”. “Bene, servo

buono e fedele-gli disse il suo

padrone-, sei stato fedele nel poco,

ti darò potere su molto; prendi parte

alla gioia del tuo padrone”.

Si presentò infine anche colui che aveva

ricevuto un solo talento e disse: “Signore,

so che sei un uomo duro, che mieti dove

non hai seminato e raccogli dove non

hai sparso.

Ho avuto paura e sono andato a

nascondere il tuo talento sotto terra:

ecco ciò che è tuo”.

Il padrone gli rispose: “Servo malvagio

e pigro, tu sapevi che mieto dove non

ho seminato e raccolgo dove non ho

sparso; avresti dovuto affidare il mio

denaro ai banchieri e così, ritornando,

avrei ritirato il mio con l’interesse.

Toglietegli dunque il talento, e datelo

a chi ha i dieci talenti.

Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà

nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà

tolto anche quello che ha.

E il servo inutile gettatelo fuori nelle

tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Viviamo nell’attesa del ritorno dello

sposo, come ci ricordava la parabola

delle vergini di ieri.

Un ritorno glorioso, nella pienezza della

storia, dopo la prima venuta nella carne

e quella intermedia in ciascuno di noi.

Siamo invitati ad attendere, ci dicevamo.

Ma senza oziare, aggiunge Matteo.

Il discepolo cui viene affidato l’annuncio

del Regno non resta con le mani in mano

in attesa del disfacimento del mondo,

ma realizza succursali del Regno là dove

vive, piccole esperienze di Chiesa che

anticipano e accelerano la venuta

del Signore.

La parabola dei talenti dice due cose

fondamentali; a ciascuno di noi è dato

tantissimo e a ciascuno sarà chiesto in

proporzione a ciò che ha

abbondantemente ricevuto.

Un talento d’oro ha un valore enorme,

sono quasi trenta chilogrammi di

metallo prezioso!

Valiamo molto perché molto ci è stato

donato, valiamo molto e siamo chiamati

a scoprire di quali doni il Signore ci ha

ricolmati perché siano messi a

disposizione dei fratelli.

Passare il tempo a lamentarsi di ciò

che non si ha, invece di gioire per ciò

che si è, è fare un grave torto alla

straordinaria generosità di Dio nei

nostri confronti.

Ringraziamolo pregando.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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