venerdì 6 marzo 2026

Il Vangelo del Sabato 7 Marzo 2026

 

Della 2° settimana di Quaresima.

Sante Perpetua e Felicita, martiri.

Prima lettura.

Il nostro Dio viene a salvarci.

Dal libro del profeta Michèa (7,14-15.18-20)

Pasci il tuo popolo con la tua verga,

il gregge della tua eredità, che sta solitario

nella foresta tra fertili campagne;

pascolino in Basan e in Gàlaad come

nei tempi antichi.

Come quando sei uscito dalla terra

d'Egitto, mostraci cose prodigiose.

Quale dio è come te, che toglie l'iniquità

e perdona il peccato al resto della

sua eredità?

Egli non serba per sempre la sua ira,

ma si compiace di manifestare il

suo amore.

Egli tornerà ad avere pietà di noi,

calpesterà le nostre colpe.

Tu getterai in fondo al mare tutti

i nostri peccati.

Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà,

ad Abramo il tuo amore, come hai

giurato ai nostri padri

fin dai tempi antichi.

Parola di Dio.

Vangelo.

Questo tuo fratello era morto

ed è tornato in vita.

Dal Vangelo secondo

Luca (15,1-3.11-32) anno pari.

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù

tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.

I farisei e gli scribi mormoravano

dicendo: «Costui accoglie i peccatori

e mangia con loro».

Ed egli disse loro questa parabola:

«Un uomo aveva due figli.

Il più giovane dei due disse al padre:

“Padre, dammi la parte di patrimonio

che mi spetta”.

Ed egli divise tra loro le sue sostanze.

Pochi giorni dopo, il figlio più giovane,

raccolte tutte le sue cose, partì per un

paese lontano e là sperperò il suo

patrimonio vivendo in modo dissoluto.

Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse

in quel paese una grande carestia ed

egli cominciò a trovarsi nel bisogno.

Allora andò a mettersi al servizio di uno

degli abitanti di quella regione, che lo

mandò nei suoi campi a pascolare i porci.

Avrebbe voluto saziarsi con le carrube

di cui si nutrivano i porci; ma nessuno

gli dava nulla.

Allora ritornò in sé e disse: “Quanti

salariati di mio padre hanno pane in

abbondanza e io qui muoio di fame!

Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò:

Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti

a te; non sono più degno di essere

chiamato tuo figlio.

Trattami come uno dei tuoi salariati”.

Si alzò e tornò da suo padre.

Quando era ancora lontano, suo padre lo

vide, ebbe compassione, gli corse incontro,

gli si gettò al collo e lo baciò.

Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso

il Cielo e davanti a te; non sono più degno

di essere chiamato tuo figlio”.

Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate

qui il vestito più bello e fateglielo indossare,

mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi.

Prendete il vitello grasso, ammazzatelo,

mangiamo e facciamo festa, perché questo

mio figlio era morto ed è tornato in vita,

era perduto ed è stato ritrovato”.

E cominciarono a far festa.

Il figlio maggiore si trovava nei campi.

Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì

la musica e le danze; chiamò uno dei

servi e gli domandò che cosa fosse

tutto questo.

Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui

e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello

grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”.

Egli si indignò, e non voleva entrare.

Suo padre allora uscì a supplicarlo.

Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti

servo da tanti anni e non ho mai

disobbedito a un tuo comando, e tu non

mi hai mai dato un capretto per far festa

con i miei amici.

Ma ora che è tornato questo tuo figlio,

il quale ha divorato le tue sostanze con

le prostitute, per lui hai ammazzato

il vitello grasso”.

Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre

con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma

bisognava far festa e rallegrarsi, perché

questo tuo fratello era morto ed è tornato

in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Coloro che ascoltavano Gesù, sicuramente

saranno rimasti sconcertati da questa

parabola, per il fatto che Egli aveva

completamente rovesciato la loro

concezione di Dio.

In effetti, presentare loro un Dio che va

in cerca di chi è perduto e che fa festa a

tal punto da non voler nemmeno

spiegazioni quando essi tornano a Lui,

era davvero qualcosa che non

corrispondeva affatto a quanto essi

sapevano di Dio.

Chissà quante volte anche noi restiamo

scandalizzati da quella che, a noi,

sembra eccessiva misericordia da parte

di Dio nei confronti dei peccatori; eppure,

Gesù vuole farci capire proprio questo.

La sua misericordia va ben oltre la nostra

capacità di pentirci o di chiedere scusa;

Egli vuole semplicemente che noi

torniamo a Lui, al resto ci pensa Lui.

Perciò, non meravigliamoci del perdono

del Signore ai peccatori, nessuno di noi

è immune dal peccato, ma il peccato ci

serve per avvicinarci sempre più a Lui.

Per questo dobbiamo ringraziarlo

sempre, attraverso la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

Il Vangelo del Venerdì 6 Marzo 2026

 

Della 2° settimana di Quaresima.

Santa Rosa da Viterbo, vergine.

Prima lettura.

Eccolo! È arrivato il signore dei sogni!

Orsù, uccidiamolo!

Dal libro della Gènesi (37,3-4.12-13a.17b-28)

Israele amava Giuseppe più di tutti i

suoi figli, perché era il figlio avuto in

vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica

con maniche lunghe.

I suoi fratelli, vedendo che il loro padre

amava lui più di tutti i suoi figli,

lo odiavano e non riuscivano a parlargli

amichevolmente.

I suoi fratelli erano andati a pascolare

il gregge del loro padre a Sichem.

Israele disse a Giuseppe: «Sai che i tuoi

fratelli sono al pascolo a Sichem?

Vieni, ti voglio mandare da loro».

Allora Giuseppe ripartì in cerca dei

suoi fratelli e li trovò a Dotan.

Essi lo videro da lontano e, prima che

giungesse vicino a loro, complottarono

contro di lui per farlo morire.

Si dissero l’un l’altro: «Eccolo!

È arrivato il signore dei sogni!

Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in

una cisterna!

Poi diremo: “Una bestia feroce

l’ha divorato!”.

Così vedremo che ne sarà dei suoi sogni!».

Ma Ruben sentì e, volendo salvarlo dalle

loro mani, disse: «Non togliamogli la vita».

Poi disse loro: «Non spargete il sangue,

gettatelo in questa cisterna che è nel

deserto, ma non colpitelo con la vostra

mano»: egli intendeva salvarlo dalle loro

mani e ricondurlo a suo padre.

Quando Giuseppe fu arrivato presso

i suoi fratelli, essi lo spogliarono della

sua tunica, quella tunica con le maniche

lunghe che egli indossava, lo afferrarono

e lo gettarono nella cisterna: era una

cisterna vuota, senz’acqua.

Poi sedettero per prendere cibo.

Quand’ecco, alzando gli occhi, videro

arrivare una carovana di Ismaeliti

provenienti da Gàlaad, con i cammelli

carichi di rèsina, balsamo e làudano,

che andavano a portare in Egitto.

Allora Giuda disse ai fratelli: «Che

guadagno c’è a uccidere il nostro fratello

e a coprire il suo sangue?

Su, vendiamolo agli Ismaeliti e la nostra

mano non sia contro di lui, perché è

nostro fratello e nostra carne».

I suoi fratelli gli diedero ascolto.

Passarono alcuni mercanti madianiti; essi

tirarono su ed estrassero Giuseppe dalla

cisterna e per venti sicli d’argento

vendettero Giuseppe agli Ismaeliti.

Così Giuseppe fu condotto in Egitto.

Parola di Dio.

Vangelo.

Costui è l’erede. Su, uccidiamolo!

Dal Vangelo secondo

Matteo (21,33-43.45-46) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei

sacerdoti e agli anziani del popolo:

«Ascoltate un’altra parabola: c’era un

uomo che possedeva un terreno e vi

piantò una vigna.

La circondò con una siepe, vi scavò una

buca per il torchio e costruì una torre.

La diede in affitto a dei contadini e se

ne andò lontano.

Quando arrivò il tempo di raccogliere i

frutti, mandò i suoi servi dai contadini

a ritirare il raccolto.

Ma i contadini presero i servi e uno lo

bastonarono, un altro lo uccisero,

un altro lo lapidarono.

Mandò di nuovo altri servi, più numerosi

dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio

dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”.

Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra

loro: “Costui è l’erede.

Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”.

Lo presero, lo cacciarono fuori dalla

vigna e lo uccisero.

Quando verrà dunque il padrone della

vigna, che cosa farà a quei contadini?».

Gli risposero: «Quei malvagi, li farà

morire miseramente e darà in affitto la

vigna ad altri contadini, che gli

consegneranno i frutti a suo tempo».

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto

nelle Scritture: “La pietra che i costruttori

hanno scartato è diventata la pietra

d’angolo; questo è stato fatto dal

Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?

Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno

di Dio e sarà dato a un popolo che ne

produca i frutti».

Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti

e i farisei capirono che parlava di loro.

Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura

della folla, perché lo considerava un profeta.

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Non sa che fare, il Signore Gesù.

Ha raccontato il vero volto di Dio,

ha accompagnato le sue parole con

gesti profetici ed eclatanti, con una

commovente coerenza.

Ma non è servito; una crescente ostilità

sta mettendo in discussione ogni sua

parola, ogni sua scelta.

La rinata classe sacerdotale e i devoti

del tempo lo osteggiano perché non

amano mettersi in discussione.

La tensione nei confronti del Nazareno

cresce, giorno per giorno, fino a far

presagire una tragica fine come,

purtroppo, avverrà.

Non si aspettava una tale reazione,

il Maestro, e si interroga su cosa fare.

Prende in prestito la tragica parabola

della vigna, che il suo uditorio conosce

bene, e chiede loro un consiglio;

cosa deve fare il padrone?

Stoltil Non si accorgono che proprio di

loro e della loro durezza sta parlando,

che sono proprio loro i vignaioli che

non riconoscono né i servi né il figlio.

Attenzione però, anche noi possiamo

fare la stessa cosa dei vignaioli, perciò

apriamo gli occhi attraverso la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

Il Vangelo del Sabato 7 Marzo 2026

  Della 2° settimana di Quaresima. Sante Perpetua e Felicita, martiri. Prima lettura. Il nostro Dio viene a salvarci. Dal libro del ...