Della 2° settimana di Quaresima.
San Casimiro, principe polacco.
Prima lettura.
Chi adempie i comandamenti
offre un sacrificio che salva.
Dal libro del Siràcide (35,1-15)
Chi osserva la legge vale quanto molte
offerte; chi adempie i comandamenti
offre un sacrificio che salva.
Chi ricambia un favore offre fior di farina,
chi pratica l’elemosina fa sacrifici di lode.
Cosa gradita al Signore è tenersi lontano
dalla malvagità, sacrificio di espiazione
è tenersi lontano dall’ingiustizia.
Non presentarti a mani vuote davanti al
Signore, perché tutto questo è comandato.
L’offerta del giusto arricchisce l’altare,
il suo profumo sale davanti all’Altissimo.
Il sacrificio dell’uomo giusto è gradito,
il suo ricordo non sarà dimenticato.
Glorifica il Signore con occhio contento,
non essere avaro nelle primizie
delle tue mani.
In ogni offerta mostra lieto il tuo volto,
con gioia consacra la tua decima.
Da’ all’Altissimo secondo il dono da
lui ricevuto, e con occhio contento,
secondo la tua possibilità,
perché il Signore è uno che ripaga
e ti restituirà sette volte tanto.
Non corromperlo con doni, perché non
li accetterà, e non confidare in un sacrificio
ingiusto, perché il Signore è giudice
e per lui non c’è preferenza di persone.
Parola di Dio.
Vangelo.
Riceverete in questo tempo cento volte
tanto insieme a persecuzioni, e la vita
eterna nel tempo che verrà.
Dal Vangelo secondo
Marco (10,28-31) anno pari.
In quel tempo, Pietro prese a dire a
Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato
tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico:
non c’è nessuno che abbia lasciato
casa o fratelli o sorelle o madre
o padre o figli o campi per causa mia
e per causa del Vangelo, che non
riceva già ora, in questo tempo, cento
volte tanto in case e fratelli e sorelle
e madri e figli e campi, insieme a
persecuzioni, e la vita eterna nel
tempo che verrà.
Molti dei primi saranno ultimi
e gli ultimi saranno primi».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Pietro e gli altri sono rimasti sconcertati
dalla dura reazione di Gesù all’abbandono
del giovane ricco che pensa di avere troppo
da rinunciare per seguire davvero il
Signore (notiamo bene; ha chiesto a
Gesù la ricetta per la felicità, il Signore
gliela da e a lui non va bene!).
Gesù, sconsolato, ci confida che la
ricchezza è un grande rischio, un pericolo
per chi voglia davvero trovare la felicità.
Sconcerto tra gli apostoli; non che
nessuno abbia problemi di ricchezza;
l’unico, Matteo, ha venduto tutto e non
gli importa più nulla del denaro.
Pietro, timidamente chiede conferma di
questa teoria; loro hanno lasciato tutto,
quindi sono a posto, no?
No, Pietro, anch’io sono dalla tua parte,
ma non è proprio così.
La ricchezza è questione di atteggiamento
del cuore, non di spessore del portafoglio,
la ricchezza può essere un attaccamento
eccessivo ad un pensiero, ad una persona,
ad un progetto e Gesù dice; l’unico che
può colmare davvero il cuore sono Io.
Non è una minaccia, quella del Maestro,
è una promessa; Lui pretende di essere
più di ogni bene, più di ogni affetto,
più di ogni desiderio.
La ricchezza, in questo, è perniciosa e
ingannevole perché difficilmente
realizza quella felicità che promette.
Gesù incoraggia Pietro; se davvero hai
lasciato tutto, Pietro, riceverai cento
volte tanto.
Pietro non sa se essere contento o
preoccupato, non sa ancora che dovrà
staccarsi dalla cosa più difficile;
l’immagine di se stesso buon apostolo,
apostolo fedele.
Certo, amici, ha faticato Pietro che è
stato vicino a Gesù, pensiamo agli
sforzi che dobbiamo fare noi, però,
noi abbiamo la preghiera che
ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato
il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta
la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
rimetti a noi i nostri debiti come anche
noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e
benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per
noi peccatori, adesso e nell'ora della
nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e
allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e
sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


