giovedì 7 maggio 2026

Il Vangelo del Venerdì 8 Maggio 2026

 

Della 5° settimana di Pasqua.

Madonna del Rosario

di Pompei, apparizione

Prima Lettura.

È parso bene, allo Spirito Santo e a noi,

di non imporvi altro obbligo al di fuori

di queste cose necessarie.

Dagli Atti degli Apostoli (15,22-31)

In quei giorni, agli apostoli e agli anziani,

con tutta la Chiesa, parve bene di scegliere

alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia

insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda,

chiamato Barsabba, e Sila, uomini di

grande autorità tra i fratelli.

E inviarono tramite loro questo scritto:

«Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli,

ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di

Cilicia, che provengono dai pagani, salute!

Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai

quali non avevamo dato nessun incarico,

sono venuti a turbarvi con discorsi che

hanno sconvolto i vostri animi.

Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo,

di scegliere alcune persone e inviarle a

voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba

e Paolo, uomini che hanno rischiato la

loro vita per il nome del nostro

Signore Gesù Cristo.

Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila,

che vi riferiranno anch'essi, a voce,

queste stesse cose.

È parso bene, infatti, allo Spirito Santo

e a noi, di non imporvi altro obbligo al

di fuori di queste cose necessarie:

astenersi dalle carni offerte agli idoli,

dal sangue, dagli animali soffocati

e dalle unioni illegittime.

Farete cosa buona a stare lontani da

queste cose. State bene!».

Quelli allora si congedarono e scesero

ad Antiòchia; riunita l'assemblea,

consegnarono la lettera.

Quando l'ebbero letta, si rallegrarono

per l'incoraggiamento che infondeva.

Parola di Dio.

Vangelo.

Gv 15,12-17

Questo vi comando: che vi

amiate gli uni gli altri.

Dal Vangelo secondo

Giovanni (15,12-17) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Questo è il mio comandamento: che vi

amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.

Nessuno ha un amore più grande di questo:

dare la sua vita per i propri amici.

Voi siete miei amici, se fate ciò che

io vi comando.

Non vi chiamo più servi, perché il servo

non sa quello che fa il suo padrone; ma

vi ho chiamati amici, perché tutto ciò

che ho udito dal Padre mio l'ho fatto

conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto

voi e vi ho costituiti perché andiate e

portiate frutto e il vostro frutto rimanga;

perché tutto quello che chiederete al

Padre nel mio nome, ve lo conceda.

Questo vi comando: che vi amiate

gli uni gli altri».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Si può dire che tutto il discorso dell’ultima

Cena è una preparazione a questa

raccomandazione di Gesù ai suoi amici.

Amarsi gli uni gli altri proprio come ha

fatto Lui; è questa l’essenza del messaggio

cristiano, e tutto acquista significato sulla

base di questa Parola di Gesù.

Il suo amore nei confronti dei discepoli

è così grande che li chiama amici;

il motivo è dato dal fatto che ha rivelato

loro ogni segreto che intercorre tra Lui e il

Padre, per cui essi hanno accesso pieno

a Dio con la stessa confidenza del Figlio.

Quei segreti sono stati rivelati anche a

noi; quante volte Gesù, durante

la giornata, ci chiama amici?

Tantissime volte.

Egli si fida di noi e non c’è infedeltà

o tradimento che possa scalfire questa

fiducia; nel nostro cuore dev’esserci

gratitudine, ringraziamento e preghiera,

per ciò che Cristo ha compiuto e compie

quotidianamente per noi.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

Il Vangelo del Giovedì 7 Maggio 2026

 

Della 5° settimana di Pasqua.

Santa Flavia Domitilla, martire.

Prima Lettura.

Ritengo che non si debbano importunare

quelli che dalle nazioni si convertono a Dio.

Dagli Atti degli Apostoli (15,7-21)

In quei giorni, poiché era sorta una grande

discussione, Pietro si alzò e disse loro:

«Fratelli, voi sapete che, già da molto

tempo, Dio in mezzo a voi ha scelto che

per bocca mia le nazioni ascoltino la

parola del Vangelo e vengano alla fede.

E Dio, che conosce i cuori, ha dato

testimonianza in loro favore, concedendo

anche a loro lo Spirito Santo, come a noi;

e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi

e loro, purificando i loro cuori con la fede.

Ora dunque, perché tentate Dio, imponendo

sul collo dei discepoli un giogo che né i

nostri padri né noi siamo stati in grado

di portare?

Noi invece crediamo che per la grazia

del Signore Gesù siamo salvati,

così come loro».

Tutta l’assemblea tacque e stettero ad

ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano

quali grandi segni e prodigi Dio aveva

compiuto tra le nazioni per mezzo loro.

Quando essi ebbero finito di parlare,

Giacomo prese la parola e disse:

«Fratelli, ascoltatemi.

Simone ha riferito come fin da principio

Dio ha voluto scegliere dalle genti un

popolo per il suo nome.

Con questo si accordano le parole dei

profeti, come sta scritto: “Dopo queste

cose ritornerò e riedificherò la tenda di

Davide, che era caduta; ne riedificherò

le rovine e la rialzerò, perché cerchino

il Signore anche gli altri uomini e tutte

le genti sulle quali è stato invocato il

mio nome, dice il Signore, che fa

queste cose, note da sempre”.

Per questo io ritengo che non si debbano

importunare quelli che dalle nazioni si

convertono a Dio, ma solo che si ordini

loro di astenersi dalla contaminazione

con gli idoli, dalle unioni illegittime,

dagli animali soffocati e dal sangue.

Fin dai tempi antichi, infatti, Mosè ha chi

lo predica in ogni città, poiché viene

letto ogni sabato nelle sinagoghe».

Parola di Dio.

Vangelo.

Rimanete nel mio amore, perché

la vostra gioia sia piena.

Dal Vangelo secondo

Giovanni (15,9-11) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi

discepoli: «Come il Padre ha amato

me, anche io ho amato voi.

Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti,

rimarrete nel mio amore, come io ho

osservato i comandamenti del Padre

mio e rimango nel suo amore.

Vi ho detto queste cose perché la mia

gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

È strano sentire Gesù che parla della sua

gioia la sera prima di essere crocifisso.

Evidentemente, c’è ancora qualcosa che

non abbiamo capito ma che è urgente

comprendere per la nostra vita cristiana.

Ci sono tanti tipi di gioia, ma non tutti

ci portano a Dio.

Gesù, pur nell’imminenza della sua

passione, è nella pace perché sa che

il Padre accoglie il suo atto d’amore

nel dono di se sulla croce.

Questo non gli toglie né la paura e

nemmeno l’angoscia.

Anche nella nostra vita sapere che Dio

è con noi ci dà la forza necessaria per

compiere ciò che, a prima vista, ci

sembra impossibile.

Ci ricordiamo che Dio ci ama di un

amore personale e speciale?

Questa verità è davvero bella e consolante,

e può davvero cambiare le nostre giornate.

Tutto sta ad avere dentro il cuore il

ricordo costante e la preghiera.

Egli non si dimentica mai di noi

e gioisce con noi.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 6 maggio 2026

Il Vangelo del Mercoledì 6 Maggio 2026

 

Della 5° settimana di Pasqua.

San Domenico Savio, adolescente.

Prima Lettura.

Fu stabilito che salissero a Gerusalemme

dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.

Dagli Atti degli Apostoli (15,1-6)

In quei giorni, alcuni, venuti [ad Antiòchia]

dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se

non vi fate circoncidere secondo l'usanza

di Mosè, non potete essere salvati».

Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano

e discutevano animatamente contro

costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba

e alcuni altri di loro salissero a

Gerusalemme dagli apostoli e dagli

anziani per tale questione.

Essi dunque, provveduti del necessario

dalla Chiesa, attraversarono la Fenìcia

e la Samarìa, raccontando la conversione

dei pagani e suscitando grande gioia

in tutti i fratelli.

Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti

dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani,

e riferirono quali grandi cose Dio aveva

compiuto per mezzo loro.

Ma si alzarono alcuni della setta dei

farisei, che erano diventati credenti,

affermando: «È necessario circonciderli

e ordinare loro di osservare la legge di Mosè».

Allora si riunirono gli apostoli e gli

anziani per esaminare questo problema.

Parola di Dio.

Vangelo.

Chi rimane in me, e io in lui,

porta molto frutto.

Dal Vangelo secondo

Giovanni (15,1-8) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi

discepoli: «Io sono la vite vera e il

Padre mio è l'agricoltore.

Ogni tralcio che in me non porta frutto,

lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto,

lo pota perché porti più frutto.

Voi siete già puri, a causa della parola

che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi.

Come il tralcio non può portare frutto

da se stesso se non rimane nella vite,

così neanche voi se non rimanete in me.

Io sono la vite, voi i tralci.

Chi rimane in me, e io in lui, porta

molto frutto, perché senza di me

non potete far nulla.

Chi non rimane in me viene gettato via

come il tralcio e secca; poi lo raccolgono,

lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole

rimangono in voi, chiedete quello che

volete e vi sarà fatto.

In questo è glorificato il Padre mio:

che portiate molto frutto e diventiate

miei discepoli».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

L’unico sforzo che ogni cristiano deve

fare, secondo Gesù, sembra essere

esclusivamente quello di restare in Lui.

Ciò significa, in maniera concreta, fare

di tutto affinchè egli possa vivere in noi

con la sua grazia.

Tale grazia è come la linfa che nutre e

permette la sopravvivenza ai tralci della

vite; è strano vedere come anche oggi

ci siano tanti cristiani che s’impegnano

a vivere una vita cristiana fatta di regole

e precetti, quando tutte le nostre forze

devono essere utilizzate per poter

restare in Lui.

Solo in un rapporto vitale e intimo con

Lui c’è la chiave della nostra felicità.

Parlare con Lui, stare con Lui e vivere

di Lui; quest’amicizia e comunione con

il Signore diventa, piano piano,

l’unica ragione di vita.

Ecco cosa manca al cristiano di oggi,

manca la familiarità con il Signore,

cioè; dialogare con Lui attraverso la

sua Parola, ci riusciremo meglio

se ci aiutiamo con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

Il Vangelo del Venerdì 8 Maggio 2026

  Della 5° settimana di Pasqua. Madonna del Rosario di Pompei, apparizione Prima Lettura. È parso bene, allo Spirito Santo e a noi, ...