mercoledì 4 marzo 2026

Il Vangelo del Mercoledì 4 Marzo 2026

 

Della 2° settimana di Quaresima.

San Casimiro, principe polacco.

Prima lettura.

Chi adempie i comandamenti

offre un sacrificio che salva.

Dal libro del Siràcide (35,1-15)

Chi osserva la legge vale quanto molte

offerte; chi adempie i comandamenti

offre un sacrificio che salva.

Chi ricambia un favore offre fior di farina,

chi pratica l’elemosina fa sacrifici di lode.

Cosa gradita al Signore è tenersi lontano

dalla malvagità, sacrificio di espiazione

è tenersi lontano dall’ingiustizia.

Non presentarti a mani vuote davanti al

Signore, perché tutto questo è comandato.

L’offerta del giusto arricchisce l’altare,

il suo profumo sale davanti all’Altissimo.

Il sacrificio dell’uomo giusto è gradito,

il suo ricordo non sarà dimenticato.

Glorifica il Signore con occhio contento,

non essere avaro nelle primizie

delle tue mani.

In ogni offerta mostra lieto il tuo volto,

con gioia consacra la tua decima.

Da’ all’Altissimo secondo il dono da

lui ricevuto, e con occhio contento,

secondo la tua possibilità,

perché il Signore è uno che ripaga

e ti restituirà sette volte tanto.

Non corromperlo con doni, perché non

li accetterà, e non confidare in un sacrificio

ingiusto, perché il Signore è giudice

e per lui non c’è preferenza di persone.

Parola di Dio.

Vangelo.

Riceverete in questo tempo cento volte

tanto insieme a persecuzioni, e la vita

eterna nel tempo che verrà.

Dal Vangelo secondo

Marco (10,28-31) anno pari.

In quel tempo, Pietro prese a dire a

Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato

tutto e ti abbiamo seguito».

Gesù gli rispose: «In verità io vi dico:

non c’è nessuno che abbia lasciato

casa o fratelli o sorelle o madre

o padre o figli o campi per causa mia

e per causa del Vangelo, che non

riceva già ora, in questo tempo, cento

volte tanto in case e fratelli e sorelle

e madri e figli e campi, insieme a

persecuzioni, e la vita eterna nel

tempo che verrà.

Molti dei primi saranno ultimi

e gli ultimi saranno primi».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Pietro e gli altri sono rimasti sconcertati

dalla dura reazione di Gesù all’abbandono

del giovane ricco che pensa di avere troppo

da rinunciare per seguire davvero il

Signore (notiamo bene; ha chiesto a

Gesù la ricetta per la felicità, il Signore

gliela da e a lui non va bene!).

Gesù, sconsolato, ci confida che la

ricchezza è un grande rischio, un pericolo

per chi voglia davvero trovare la felicità.

Sconcerto tra gli apostoli; non che

nessuno abbia problemi di ricchezza;

l’unico, Matteo, ha venduto tutto e non

gli importa più nulla del denaro.

Pietro, timidamente chiede conferma di

questa teoria; loro hanno lasciato tutto,

quindi sono a posto, no?

No, Pietro, anch’io sono dalla tua parte,

ma non è proprio così.

La ricchezza è questione di atteggiamento

del cuore, non di spessore del portafoglio,

la ricchezza può essere un attaccamento

eccessivo ad un pensiero, ad una persona,

ad un progetto e Gesù dice; l’unico che

può colmare davvero il cuore sono Io.

Non è una minaccia, quella del Maestro,

è una promessa; Lui pretende di essere

più di ogni bene, più di ogni affetto,

più di ogni desiderio.

La ricchezza, in questo, è perniciosa e

ingannevole perché difficilmente

realizza quella felicità che promette.

Gesù incoraggia Pietro; se davvero hai

lasciato tutto, Pietro, riceverai cento

volte tanto.

Pietro non sa se essere contento o

preoccupato, non sa ancora che dovrà

staccarsi dalla cosa più difficile;

l’immagine di se stesso buon apostolo,

apostolo fedele.

Certo, amici, ha faticato Pietro che è

stato vicino a Gesù, pensiamo agli

sforzi che dobbiamo fare noi, però,

noi abbiamo la preghiera che

ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.

Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.

Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 3 marzo 2026

Il Vangelo del Martedì 3 Marzo 2026

 

Della 2° settimana di Quaresima.

San Tiziano di Brescia, vescovo.

Prima lettura.

Imparate a fare il bene, cercate la giustizia.

Dal libro del profeta Isaìa (1,10.16-20)

Ascoltate la parola del Signore, capi di

Sòdoma; prestate orecchio all'insegnamento

del nostro Dio, popolo di Gomorra!

«Lavatevi, purificatevi, allontanate dai

miei occhi il male delle vostre azioni.

Cessate di fare il male, imparate a fare il

bene, cercate la giustizia, soccorrete

l'oppresso, rendete giustizia all'orfano,

difendete la causa della vedova».

«Su, venite e discutiamo - dice il Signore.

Anche se i vostri peccati fossero come

scarlatto, diventeranno bianchi come neve.

Se fossero rossi come porpora,

diventeranno come lana.

Se sarete docili e ascolterete, mangerete

i frutti della terra.

Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete

divorati dalla spada, perché la bocca

del Signore ha parlato».

Parola di Dio.

Vangelo.

Dicono e non fanno.

Dal Vangelo secondo

Matteo (23,1-12) anno pari.

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla

e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla

cattedra di Mosè si sono seduti gli

scribi e i farisei.

Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono,

ma non agite secondo le loro opere, perché

essi dicono e non fanno.

Legano infatti fardelli pesanti e difficili da

portare e li pongono sulle spalle della gente,

ma essi non vogliono muoverli neppure

con un dito.

Tutte le loro opere le fanno per essere

ammirati dalla gente: allargano i loro

filattèri e allungano le frange; si

compiacciono dei posti d'onore nei

banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe,

dei saluti nelle piazze, come anche di

essere chiamati "rabbì" dalla gente.

Ma voi non fatevi chiamare "rabbì",

perché uno solo è il vostro Maestro

e voi siete tutti fratelli.

E non chiamate "padre" nessuno di voi

sulla terra, perché uno solo è il Padre

vostro, quello celeste.

E non fatevi chiamare "guide", perché

uno solo è la vostra Guida, il Cristo.

Chi tra voi è più grande, sarà vostro

servo; chi invece si esalterà, sarà

umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

È davvero triste pensare che ci siano delle

persone che compiono le opere della fede

solo per essere ammirati dagli altri.

Significa che ci si accontenta davvero di

poco, se si preferisce l’applauso degli

uomini, piuttosto che quello di Dio.

Eppure, tanti cristiani ancor oggi agiscono

così; la fede vissuta e partecipata è un fatto

che resta loro estraneo, se non nella misura

in cui ciò può mettere in evidenza le loro

buone qualità davanti agli altri.

Nei confronti di tali persone, il giudizio

di Gesù è spietato; solo se avremo il

coraggio di essere umili, saremo

esaltati da Dio.

Essere umili significa, scegliere

consapevolmente di non apparire e non

voler essere al centro dell’attenzione,

soprattutto quando si tratta di

manifestare la propria fede.

Per mantenersi umili occorre tanta

preghiera; attraverso di essa si può

percepire il proprio limite e,

confrontandoci con l’unico Maestro,

a non ritenersi superiori agli altri.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 2 marzo 2026

Il Vangelo del Lunedì 2 Marzo 2026

 

Della 2° settimana di Quaresima.

Sant’Agnese di Boemia,

Principessa e badessa.

Prima lettura.

Abbiamo peccato e abbiamo

operato da malvagi.

Dal libro del profeta Daniele (9,4b-10)

«Signore Dio, grande e tremendo, che sei

fedele all'alleanza e benevolo verso coloro

che ti amano e osservano i tuoi

comandamenti, abbiamo peccato

e abbiamo operato da malvagi e da

empi, siamo stati ribelli, ci siamo

allontanati dai tuoi comandamenti

e dalle tue leggi!

Non abbiamo obbedito ai tuoi servi,

i profeti, i quali nel tuo nome hanno

parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi,

ai nostri padri e a tutto il popolo del paese.

A te conviene la giustizia, o Signore,

a noi la vergogna sul volto, come avviene

ancora oggi per gli uomini di Giuda, per

gli abitanti di Gerusalemme e per tutto

Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi

dove tu li hai dispersi per i delitti che

hanno commesso contro di te.

Signore, la vergogna sul volto a noi, ai

nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri,

perché abbiamo peccato contro di te; al

Signore, nostro Dio, la misericordia e il

perdono, perché ci siamo ribellati contro

di lui, non abbiamo ascoltato la voce del

Signore, nostro Dio, né seguito quelle

leggi che egli ci aveva dato per mezzo

dei suoi servi, i profeti».

Parola di Dio.

Vangelo.

Perdonate e sarete perdonati.

Dal Vangelo secondo

Luca (6,36-38) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi

discepoli: «Siate misericordiosi,

come il Padre vostro è misericordioso.

Non giudicate e non sarete giudicati;

non condannate e non sarete condannati;

perdonate e sarete perdonati.

Date e vi sarà dato: una misura buona,

pigiata, colma e traboccante vi sarà

versata nel grembo, perché con la

misura con la quale misurate, sarà

misurato a voi in cambio».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Sapete cosa sono i giudizi temerari?

Sono quelli che si fanno basandoci solo

su ciò che è in apparenza, senza

approfondire quanto diciamo e vedere se

quanto abbiamo detto è vero oppure no.

Questo tipo di giudizio, in genere, è senza

appello; chi è cattivo ai nostri occhi

rimane tale per sempre.

Ma l’invito perentorio di Gesù, oggi,

è proprio quello di rinunciare a condannare

le persone, anche quando ci sembra che

esse sbaglino apertamente.

Lasciamo a Dio il compito di giudicare,

di condannare o di assolvere; il primo che

ci guadagna, secondo il Maestro, siamo

proprio noi.

Infatti, il Signore pone come criterio di

giudizio del nostro comportamento

proprio il modo di giudicare che noi

usiamo verso gli altri.

Quindi, meglio esser indulgenti

con gli altri.

Le parole uccidono più di un coltello,

impariamo a tenere la lingua fra i denti,

piuttosto di mormorare o giudicare

è meglio pregare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

Il Vangelo del Mercoledì 4 Marzo 2026

  Della 2° settimana di Quaresima. San Casimiro, principe polacco. Prima lettura. Chi adempie i comandamenti offre un sacrificio che...