Della 1° Domenica di Quaresima.
Santa Margherita da Cortona, religiosa.
Prima Lettura.
La creazione dei progenitori e il loro peccato.
Dal libro della Gènesi (2,7-9;3,1-7)
Il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere
del suolo e soffiò nelle sue narici un alito
di vita e l'uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in
Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che
aveva plasmato.
Il Signore Dio fece germogliare dal suolo
ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni
da mangiare, e l'albero della vita in mezzo
al giardino e l'albero della conoscenza del
bene e del male.
Il serpente era il più astuto di tutti gli
animali selvatici che Dio aveva fatto
e disse alla donna: «È vero che Dio ha
detto: "Non dovete mangiare di alcun
albero del giardino"?».
Rispose la donna al serpente: «Dei frutti
degli alberi del giardino noi possiamo
mangiare, ma del frutto dell'albero che
sta in mezzo al giardino Dio ha detto:
"Non dovete mangiarne e non lo dovete
toccare, altrimenti morirete"».
Ma il serpente disse alla donna: «Non
morirete affatto!
Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne
mangiaste si aprirebbero i vostri occhi
e sareste come Dio, conoscendo
il bene e il male».
Allora la donna vide che l'albero era
buono da mangiare, gradevole agli occhi
e desiderabile per acquistare saggezza;
prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne
diede anche al marito, che era con lei,
e anch'egli ne mangiò.
Allora si aprirono gli occhi di tutti e due
e conobbero di essere nudi; intrecciarono
foglie di fico e se ne fecero cinture.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale dal Sal 50 (51)
Ripetiamo. Perdonaci,
Signore: abbiamo peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho
peccato, quello che è male ai tuoi
occhi, io l'ho fatto. R.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode. R.
Seconda Lettura.
Dove ha abbondato il peccato,
ha sovrabbondato la grazia.
Dalla lettera di san Paolo
apostolo ai Romani (5,12.17-19)
Fratelli, come a causa di un solo uomo
il peccato è entrato nel mondo e, con il
peccato, la morte, così in tutti gli uomini
si è propagata la morte, poiché tutti
hanno peccato.
Infatti se per la caduta di uno solo la
morte ha regnato a causa di quel solo
uomo, molto di più quelli che ricevono
l'abbondanza della grazia e del dono
della giustizia regneranno nella vita
per mezzo del solo Gesù Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo
si è riversata su tutti gli uomini la
condanna, così anche per l'opera giusta
di uno solo si riversa su tutti gli uomini
la giustificazione, che dà vita.
Infatti, come per la disobbedienza di un
solo uomo tutti sono stati costituiti
peccatori, così anche per l'obbedienza
di uno solo tutti saranno costituiti giusti.
Parola di Dio.
Acclamazione al Vangelo
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce
dalla bocca di Dio. (Mt 4,4b)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Vangelo.
Gesù digiuna per quaranta giorni
nel deserto ed è tentato.
Dal Vangelo secondo
Matteo (4,1-11) anno A.
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo
Spirito nel deserto, per essere tentato
dal diavolo.
Dopo aver digiunato quaranta giorni
e quaranta notti, alla fine ebbe fame.
Il tentatore gli si avvicinò e gli disse:
«Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste
pietre diventino pane».
Ma egli rispose: «Sta scritto: "Non di
solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni
parola che esce dalla bocca di Dio"».
Allora il diavolo lo portò nella città santa,
lo pose sul punto più alto del tempio e gli
disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù;
sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà
ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno
sulle loro mani perché il tuo piede non
inciampi in una pietra"».
Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: "Non
metterai alla prova il Signore Dio tuo"».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un
monte altissimo e gli mostrò tutti i regni
del mondo e la loro gloria e gli disse:
«Tutte queste cose io ti darò se,
gettandoti ai miei piedi, mi adorerai».
Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana!
Sta scritto infatti: "Il Signore, Dio tuo,
adorerai: a lui solo renderai culto"».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli
angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Inizia la Quaresima, forse.
Forse, perché fatichiamo a gettare le
maschere del carnevale e quelle, molto
più difficili da togliere, che la vita ci
appiccica sull’anima.
Forse, perché cancellare dalla mente la
brutta fama che circonda il tempo
quaresimale pieno zeppo di inutili
fioretti e di finte rinunce e di pesce
al venerdì.
Forse, perché alcuni tra voi vivono la
Quaresima tutto l’anno, e, invece di
mortificarsi, dovrebbero vivificarsi
per dare un senso decente alla propria
vita martoriata.
Forse, se abbiamo ancora il coraggio di
seguire il Nazareno nel deserto per
scegliere, come lui, che uomini e donne
essere, che discepoli diventare, come
Egli ha scelto quale volto di Dio rivelare.
Inizia la Quaresima, amici, il tempo più
asciutto dell’anno, più serio (non triste!),
più vero, il tempo della lotta interiore,
il tempo delle scelte, il tempo della
verità (anche scomoda), il tempo del
perdono e del pentimento.
Siamo condannati a scegliere, siamo
condannati alla libertà.
Segno della nostra immensa dignità,
la libertà è un bene difficile da gestire.
E così siamo tentati di delegare ad altri
le nostre scelte, le nostre opinioni,
oppure a lasciarci scegliere dalla vita,
riducendo ciò che siamo al lavoro che
facciamo, al denaro che guadagniamo,
alle cose che acquistiamo.
Il deserto della Quaresima ci invita a
prendere consapevolezza del nostro
limite, della nostra pochezza, non per
farci piombare in un senso di depressione
cronica, ma per cercare altrove la
sorgente della nostra felicità.
Adamo ed Eva sperimentano l’ambiguità
della libertà; vivono in una situazione
di pienezza, eppure, si fanno sedurre
e decidono di mangiare il frutto
dell’albero della conoscenza.
Così l’uomo pensa di diventare come
Dio, di sapere, di conoscere tutto
perfettamente, ma il risultato sarà una
profonda frattura fra uomo e donna
e la consapevolezza di essere nudi.
Ancora oggi, novelli adami ed eve,
slalomiamo fra i tanti serpenti che ci
incantano facendoci credere che la
soluzione dei nostri problemi è vicina,
evidente, ovvia.
Abbandonata l’oppressione delle
religioni e il rancido potere clericale,
possiamo sperare in un progresso
luminoso e benevolo fondato sulla scienza.
E se poi scoprissimo, ancora, di essere nudi?
Che non basta la tecnica e la scienza per
rendere felice l’insaziabile cuore dell’uomo?
Il deserto ci permette di andare
all’essenziale, di capire chi o che cosa
conduce la nostra vita e verso dove.
E a mettere a fuoco che, nelle scelte che
facciamo, dalle grandi alle quotidiane,
possiamo sbagliarci e prenderci per Dio.
Fare esperienza del limite diventa
l’occasione per guardare altrove, oltre,
per misurare la nostra vita con criteri
che oltrepassano la logica comune.
Adamo ed Eva sperimentano che la
propria arroganza li allontana tra loro,
con il Creato e da Dio.
Gesù, dice san Paolo, ricuce questo
strappo, annulla questa distanza.
Prendere coscienza del proprio peccato
è il primo passo verso l’autenticità.
Nei Vangeli il peccato è il grande assente;
se ne parla solo per dire che è superato,
che è perdonato, che è scomparso a causa
dell’immensa misericordia di Dio.
La Quaresima ci invita guardare alla
nostra nudità per essere rivestiti dalla
veste battesimale, a riconoscere il nostro
peccato per gettarlo nel cuore
incandescente di Dio.
Il peccato, il grande assente della nostra
modernità che l’ha sostituto col rancido
senso di colpa, è segno della possibilità
dell’uomo di scegliere e di sbagliare.
Rispettoso dei nostri tempi e dei nostri
sentimenti, Dio ci propone un superamento
(non ingenuo o miracoloso) del peccato,
per rinascere alla vita nuova di figli.
Ma, per farlo, occorre riconoscere e
superare la tentazione.
La stessa che Gesù ha superato nel
deserto di Giuda.
Gesù ha davanti a sé una strada maestra,
consolidata, preparata dai profeti,
lievitata nel cuore di un popolo servo
e oppresso da secoli da potenze straniere;
che si aspettava un Messia vittorioso.
Un Messia muscoloso, politico,
deciso e condottiero.
La gente si aspetta qualcuno che
magicamente risolva i problemi, che
punisce i malvagi (sempre gli altri,
ovvio) e che ristabilisca un bel governo
come quello del re Davide, magari esentasse.
Ma il demonio arriva.
Più suadente e affascinante di tutte le
rappresentazioni grottesche che ne
abbiamo fatto.
La sua proposta è semplice,
ragionevole, scontata.
Vuoi fare il Messia? Magnifico!
Non esagerare, però; riguardati, affidati
ad un personal trainer, cura l’immagine,
se non fai lo splendido nessuno ti noterà.
Vuoi fare il Messia? Geniale!
Ti toccherà contattare politici e sacerdoti,
ragionare con loro, qualche compromesso
sarà necessario.
Vuoi fare il Messia? Notevole!
Qualche bel miracolo, Gesù, qualche
statua della Madonna che lacrima sangue,
qualche segno prodigioso e vedrai che
le folle si strapperanno i capelli per te!
Ha ragione, il demonio.
Cita pure la Parola di Dio.
Non basta conoscere la Bibbia per fare
la volontà di Dio.
Gesù replica; no, non farò così.
La vita è essenza, non immagine,
foss’anche immagine religiosa.
Andrò al cuore delle persone, sarà il mio
amore, attinto dal Padre, a scavare
i solchi nelle anime.
Il potere è ambiguo; se da, pretende.
Io voglio essere libero di parlare del
vero volto di Dio.
Il miracolo è pericoloso; voglio che la
gente ami Dio per ciò che Dio è,
non per ciò che dà.
Ecco, Dio ha deciso.
In queste parole l’essenza del suo ministero.
E del suo fallimento. Temporaneo.
Gesù, sarà un Messia di basso profilo.
Gesù, non userà nessun altro strumento,
se non l’amore per convincere,
per annunciare e per convertire.
Perciò, amici, ora abbiamo tutto il
Tempo Quaresimale per decidere,
se seguire Dio o le mode del momento,
attenti però, a non sbagliare strategia,
poi sarebbe troppo tardi.
Allora, in questo Tempo, impariamo da
Gesù, che cammino scegliere, buona prima
Domenica di Quaresima, Fausto.
