sabato 28 febbraio 2026

Il Vangelo d iDomenica 1 Marzo 2026

 

Della 2° Domenica di Quaresima.

Sant'Albino di Angers, vescovo francese.

Prima lettura.

Vocazione di Abramo,

padre del popolo di Dio.

Dal libro della Gènesi (12,1-4a)

In quei giorni, il Signore disse ad Abram:

«Vàttene dalla tua terra, dalla tua parentela

e dalla casa di tuo padre, verso la terra

che io ti indicherò.

Farò di te una grande nazione e ti

benedirò, renderò grande il tuo nome

e possa tu essere una benedizione.

Benedirò coloro che ti benediranno e

coloro che ti malediranno maledirò,

e in te si diranno benedette tutte le

famiglie della terra».

Allora Abram partì, come gli aveva

ordinato il Signore.

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 32 (33)

Ripetiamo. Donaci, Signore,

il tuo amore: in te speriamo.

 

Retta è la parola del Signore

e fedele ogni sua opera.

Egli ama la giustizia e il diritto;

dell'amore del Signore è piena la terra. R.

 

Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo

teme, su chi spera nel suo amore,

per liberarlo dalla morte

e nutrirlo in tempo di fame. R.

 

L'anima nostra attende il Signore:

egli è nostro aiuto e nostro scudo.

Su di noi sia il tuo amore, Signore,

come da te noi speriamo. R.

 

Seconda Lettura

Dio ci chiama e ci illumina.

Dalla seconda lettera di san

Paolo apostolo a Timòteo (1,8b-10)

Figlio mio, con la forza di Dio, soffri

con me per il Vangelo.

Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati

con una vocazione santa, non già in base

alle nostre opere, ma secondo il suo

progetto e la sua grazia.

Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin

dall'eternità, ma è stata rivelata ora,

con la manifestazione del salvatore

nostro Cristo Gesù.

Egli ha vinto la morte e ha fatto

risplendere la vita e l'incorruttibilità

per mezzo del Vangelo.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Lode e onore a te, Signore Gesù!

 

Dalla nube luminosa, si udì la voce del

Padre: «Questi è il mio Figlio,

l'amato: ascoltatelo!». (Cf. Mc 9,7)

 

Lode e onore a te, Signore Gesù!

 

Vangelo.

Il suo volto brillò come il sole.

Dal Vangelo secondo

Matteo (17,1-9) anno A.

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro,

Giacomo e Giovanni suo fratello e li

condusse in disparte, su un alto monte.

E fu trasfigurato davanti a loro: il suo

volto brillò come il sole e le sue vesti

divennero candide come la luce.

Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia,

che conversavano con lui.

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù:

«Signore, è bello per noi essere qui!

Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te,

una per Mosè e una per Elia».

Egli stava ancora parlando, quando una

nube luminosa li coprì con la sua ombra.

Ed ecco una voce dalla nube che diceva:

«Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho

posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».

All'udire ciò, i discepoli caddero con la

faccia a terra e furono presi da

grande timore.

Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse:

«Alzatevi e non temete».

Alzando gli occhi non videro nessuno,

se non Gesù solo.

Mentre scendevano dal monte, Gesù

ordinò loro: «Non parlate a nessuno

di questa visione, prima che il Figlio

dell'uomo non sia risorto dai morti».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Nel silenzio.

La mente, ora, va al Tabor.

E lì, c’è una luce insostenibile,

come annota oggi Matteo.

Benvenuti nella bellezza di Dio.

Lungo come una Quaresima.

Quand’ero più giovane, nel secolo scorso,

dopo il mio approccio alla fede, ero

intimamente convinto che tutti i cristiani

conoscessero la bellezza di Dio e che

fosse la bellezza a spingerli a credere.

Beata stupidità.

Crescendo, mi sono accorto di come,

invece, la stragrande maggioranza dei

cristiani non trovi nulla di bello nella fede.

Molti la trovano giusta, o doverosa,

o necessaria ma bella no, per cortesia.

Anzi, le leggende metropolitane (dure

a morire), ci fanno credere che, al

contrario, è proprio la trasgressione

ad essere bella.

Beata stupidità.

No, non credo che una religione così

complessa come il cristianesimo,

avrebbe attraversato più di duemila anni

di vicissitudini basandosi sul senso di

colpa e sul senso del dovere.

Non credo che dodici paurosi pescatori

e peccatori di un buco di paese occupato

avrebbe potuto scavalcare lo steccato di

Israele per giungere fino a noi.

Non credo che i nostri genitori e i loro

genitori fossero più stupidi di noi.

Forse abbiamo smarrito il Tabor,

prendendoci troppo sul serio.

Lo so, Dio solo sa quanto, che ci

sono persone che nascono e

muoiono in Quaresima.

Lo so che ci sono periodi nella vita

sanguinanti in cui tutto sembra perso

e Dio assente o crudele. Lo so.

Ma mi rifiuto di credere che tutti i

cristiani siano sempre in croce e che

rimandino la gioia ad un ipotetico aldilà.

La Chiesa, briccona, nella liturgia

Quaresimale ci invita a non prenderci

troppo sul serio.

Se entriamo nel deserto è per salire sul

Tabor, non per indossare la maschera

seriosa del penitente.

Pietro e gli altri sono esterrefatti da

quanto accade.

Gesù maestro, profeta affascinante, si

rivela per quello che è; ed è un’esperienza

travolgente, di bellezza sconfinata.

Gli apostoli, inaspettatamente, si ritrovano

a contemplare Gesù di Nazareth che si

rivela loro nella sua forma più autentica

di Figlio di Dio, quasi un’anticipazione

della Resurrezione che, forse, nell’intento

del Signore, serve a dare agli ignari

apostoli quel pò di coraggio necessario

per affrontare il grande scandalo della croce.

Alla fine della trasfigurazione gli apostoli

non vedono che ‘Gesù solo’.

Quando raggiungiamo, attraverso la

preghiera e la contemplazione, il volto

di Gesù Risorto, vivo qui e adesso,

e siamo travolti, scossi e scombussolati

da una tale manifestazione, non

vediamo che Gesù solo.

Solo Lui nelle nostre scelte, nei nostri

amici, nelle nostre giornate.

La fede non è semplice adesione

intellettuale, è coinvolgimento radicale,

non stanca è rispettosa osservanza di

un’abitudine culturale; è esperienza

misteriosa di Dio che è altro da noi

(non sentimento, non impressione,

non scelta ma manifestazione).

Senza Tabor, il cristianesimo manca

della sua dimensione essenziale;

la bellezza di Dio.

Sapete perché credo, amici?

Perché, nella mia vita, non ho trovato

nulla di più bello di Cristo.

Dovremo forse ricuperare questo aspetto

nella nostra vita cristiana, e ripartire

dalla bellezza.

Le nostre periferie sono orrende, orrende

le città, orribili le finte-vacanze che ci

sono proposte in mezzo a finti paesaggi

immacolati, orribile il linguaggio e le

persone che ci raggiungono dal mondo

della politica e dello spettacolo.

Abbiamo urgente bisogno di bellezza,

della bellezza di Dio che è verità,

bene e bontà.

I cristiani, in cuor loro, pensano che

sia noioso credere.

Giusto-certo-ma immensamente noioso.

Il Vangelo di oggi ci dice, al contrario,

che credere può essere splendido.

Varrebbe la pena di recuperare il senso

dello stupore e della bellezza, l’ascolto

dell’interiorità che ci porta in alto, sul

monte, a fissare lo sguardo su Cristo.

Facciamo delle nostre Messe opache,

dei luoghi di bellezza.

Il silenzio, il canto, la fede, il luogo in cui

preghiamo, può riportare un briciolo di

bellezza nella nostra quotidianità.

Belli sono i gesti di gratuità e di gentilezza,

di attenzione e di compassione, belli i gesti

autentici e di amore, belle le carezze e i

giochi, bella la verità e la tenerezza di Dio.

Bella la vita, quando impariamo

a viverla e a donarla.

Vivete, amici, una bella Domenica,

ed una fantastica settimana in Cristo,

da viandanti Fausto.

venerdì 27 febbraio 2026

Il Vangelo del Sabato 28 Febbraio 2026

 

Della 1° settimana di Quaresima.

San Romano di Condat, abate.

Prima lettura.

Sarai un popolo consacrato

al Signore tuo Dio.

Dal libro del Deuteronòmio (26,16-19)

Mosè parlò al popolo, e disse: «Oggi il

Signore, tuo Dio, ti comanda di mettere

in pratica queste leggi e queste norme.

Osservale e mettile in pratica con tutto

il cuore e con tutta l’anima.

Tu hai sentito oggi il Signore dichiarare

che egli sarà Dio per te, ma solo se tu

camminerai per le sue vie e osserverai

le sue leggi, i suoi comandi, le sue norme

e ascolterai la sua voce.

Il Signore ti ha fatto dichiarare oggi che

tu sarai il suo popolo particolare, come

egli ti ha detto, ma solo se osserverai

tutti i suoi comandi.

Egli ti metterà, per gloria, rinomanza e

splendore, sopra tutte le nazioni che ha

fatto e tu sarai un popolo consacrato al

Signore, tuo Dio, come egli ha promesso».

Parola di Dio.

Vangelo.

Siate perfetti come il Padre vostro celeste.

Dal Vangelo secondo

Matteo (5,43-48) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi

discepoli: «Avete inteso che fu detto:

“Amerai il tuo prossimo” e odierai

il tuo nemico.

Ma io vi dico: amate i vostri nemici e

pregate per quelli che vi perseguitano,

affinché siate figli del Padre vostro che

è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui

cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti

e sugli ingiusti.

Infatti, se amate quelli che vi amano,

quale ricompensa ne avete?

Non fanno così anche i pubblicani?

E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli,

che cosa fate di straordinario? Non fanno

così anche i pagani?

Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto

il Padre vostro celeste».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

La via del superamento proposta da

Gesù è quella di un amore sovrabbondante.

Il male non si vince con altro male,

ma con il bene.

Tutto, insomma, viene capovolto; il

discepolo non solo bandisce la vendetta

dal suo comportamento, ma deve

porgere l’altra guancia.

Non è ovviamente una nuova regola, né

tantomeno un atteggiamento masochista.

È piuttosto un nuovo modo di vivere

tutto centrato sull’amore.

È l’amore che rinnova il cuore e che

rende nuova la vita.

Se uno ama offre anche il mantello a chi

glielo chiede ed è pronto a compiere

anche il doppio dei chilometri a chi gli

domanda compagnia.

L’amore, il primo dei comandamenti,

è il cuore della vita del discepolo

e della Chiesa.

Gesù giunge sino al paradosso di amare

anche i nemici.

Tale sconvolgente novità Egli l’ha

praticata per primo; dall’alto della

croce prega per i suoi carnefici.

Un amore così non viene da noi,

nasce dall’alto.

È il Signore che ce lo dona, per questo

può chiedere: «Siate perfetti come il

Padre vostro celeste».

Amiamo amici, Dio non ci deluderà,

è difficile, si riesce con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

Il Vangelo d iDomenica 1 Marzo 2026

  Della 2° Domenica di Quaresima. Sant'Albino di Angers, vescovo francese. Prima lettura. Vocazione di Abramo, padre del popolo ...