mercoledì 11 marzo 2026

Il Vangelo del Giovedì 12 Marzo 2026

 

Della 3° settimana di Quaresima.

San Luigi Orione, sacerdote e fondatore.

Prima lettura.

Questa è la nazione che non ascolta

la voce del Signore, suo Dio.

Dal libro del profeta Geremìa (7,23-28)

Così dice il Signore: «Questo ordinai

loro: "Ascoltate la mia voce, e io sarò

il vostro Dio e voi sarete il mio popolo;

camminate sempre sulla strada che vi

prescriverò, perché siate felici".

Ma essi non ascoltarono né prestarono

orecchio alla mia parola; anzi,

procedettero ostinatamente secondo

il loro cuore malvagio e, invece di

rivolgersi verso di me, mi hanno

voltato le spalle.

Da quando i vostri padri sono usciti

dall'Egitto fino ad oggi, io vi ho inviato

con assidua premura tutti i miei servi,

i profeti; ma non mi hanno ascoltato

né prestato orecchio, anzi hanno reso

dura la loro cervìce, divenendo

peggiori dei loro padri.

Dirai loro tutte queste cose, ma non ti

ascolteranno; li chiamerai, ma non

ti risponderanno.

Allora dirai loro: Questa è la nazione

che non ascolta la voce del Signore,

suo Dio, né accetta la correzione.

La fedeltà è sparita, è stata bandita

dalla loro bocca».

Parola di Dio.

Vangelo.

Chi non è con me è contro di me.

Dal Vangelo secondo

Luca (11,14-23) anno pari.

In quel tempo, Gesù stava scacciando

un demonio che era muto.

Uscito il demonio, il muto cominciò a

parlare e le folle furono prese da stupore.

Ma alcuni dissero: «È per mezzo di

Beelzebùl, capo dei demòni, che egli

scaccia i demòni».

Altri poi, per metterlo alla prova, gli

domandavano un segno dal cielo.

Egli, conoscendo le loro intenzioni,

disse: «Ogni regno diviso in se stesso

va in rovina e una casa cade sull'altra.

Ora, se anche satana è diviso in se stesso,

come potrà stare in piedi il suo regno?

Voi dite che io scaccio i demòni per

mezzo di Beelzebùl.

Ma se io scaccio i demòni per mezzo

di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo

di chi li scacciano?

Per questo saranno loro i vostri giudici.

Se invece io scaccio i demòni con il dito

di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

Quando un uomo forte, bene armato,

fa la guardia al suo palazzo, ciò che

possiede è al sicuro.

Ma se arriva uno più forte di lui e lo

vince, gli strappa via le armi nelle quali

confidava e ne spartisce il bottino.

Chi non è con me è contro di me, e chi

non raccoglie con me, disperde».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

L’atteggiamento dei contemporanei di

Gesù si rivela sciocco e senza spirito;

essi chiedono dei segni, pur sapendo in

cuor loro che non c’è miracolo che possa

guarire la loro cecità, infatti hanno già

deciso dentro di sé di non credere al Maestro.

Per cui qualsiasi cosa Egli possa dire

o fare non riuscirà a convincerli.

Ci sono persone che, per quanti aiuti

e grazie ricevano dal cielo, restano

sempre indifferenti; sembra quasi che

Dio sia debitore nei loro confronti.

Per queste persone, l’unico miracolo

possibile è quello di una sincera e

profonda conversione, che li aiuti

a vedere come stanno realmente le

cose; Dio ama gratuitamente e chiede

a coloro che lo seguono un cuore

fedele, se non c’è questo, non c’è

 niente che possa aprire il cuore.

Perciò, dobbiamo essere sempre fedeli

e con il cuore aperto, per riuscirci,

aiutiamoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 10 marzo 2026

Il Vangelo del Mercoledì 11 Marzo 2026

 

Della 3° settimana di Quaresima.

San Costantino, re e martire.

Prima lettura.

Osserverete le leggi e le metterete in pratica.

Dal libro del Deuteronòmio (4,1.5-9)

Mosè parlò al popolo e disse: «Ora,

Israele, ascolta le leggi e le norme che

io vi insegno, affinché le mettiate in

pratica, perché viviate ed entriate in

possesso della terra che il Signore,

Dio dei vostri padri, sta per darvi.

Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme

come il Signore, mio Dio, mi ha ordinato,

perché le mettiate in pratica nella terra in

cui state per entrare per prenderne possesso.

Le osserverete dunque, e le metterete in

pratica, perché quella sarà la vostra

saggezza e la vostra intelligenza agli

occhi dei popoli, i quali, udendo parlare

di tutte queste leggi, diranno: "Questa

grande nazione è il solo popolo saggio

e intelligente".

Infatti quale grande nazione ha gli dèi

così vicini a sé, come il Signore, nostro

Dio, è vicino a noi ogni volta che

lo invochiamo?

E quale grande nazione ha leggi e norme

giuste come è tutta questa legislazione

che io oggi vi do?

Ma bada a te e guàrdati bene dal

dimenticare le cose che i tuoi occhi

hanno visto, non ti sfuggano dal cuore

per tutto il tempo della tua vita:

le insegnerai anche ai tuoi figli e ai

figli dei tuoi figli».

Parola di Dio.

Vangelo.

Chi insegnerà e osserverà i precetti,

sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo

Matteo (5,17-19) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi

discepoli: «Non crediate che io sia

venuto ad abolire la Legge o i Profeti;

non sono venuto ad abolire, ma a

dare pieno compimento.

In verità io vi dico: finché non siano

passati il cielo e la terra, non passerà

un solo iota o un solo trattino della

Legge, senza che tutto sia avvenuto.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi

minimi precetti e insegnerà agli altri a

fare altrettanto, sarà considerato minimo

nel regno dei cieli.

Chi invece li osserverà e li insegnerà,

sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Non è un anarchico Gesù, non vuole

radere al suolo la fede da cui proviene,

non si pone in contrapposizione

all’esperienza del popolo ebraico.

Non condivide la proliferazione delle

norme, la cosiddetta Legge orale, che

prescrive fin nei dettagli la vita del

credente, organizzandola in oltre

seicento precetti.

Più volte il Signore ridicolizza certi

eccessi o, meglio, fa vedere come

l’osservanza non è nulla senza

lo spirito giusto.

Non è venuto a cambiare ma a portare

a compimento, a lasciar fiorire e portare

frutto, a completare la Legge che Dio

ha donato agli uomini perché possano

conoscerlo e conoscersi.

Gesù è un rivoluzionario perché rispetta

dal di dentro le norme, perché ne coglie

l’anima, perché non fa il soldatìno ma

l’uomo realizzato e pienamente maturo.

Anche noi possiamo vivere le norme

legate alla fede riportandole alla propria

origine, al significato profondo.

Anche noi perciò, dobbiamo maturare

aiutandoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 9 marzo 2026

Il Vangelo del Martedì 10 Marzo 2026

 

Della 3° settimana di Quaresima.

San Macario di Gerusalemme, vescovo.

Prima lettura.

Accoglici, Signore, con il cuore

contrito e con lo spirito umiliato.

Dal libro del profeta Daniele (3,25.34-43)

In quei giorni, Azarìa si alzò e fece questa

preghiera in mezzo al fuoco e aprendo

la bocca disse: «Non ci abbandonare fino

in fondo, per amore del tuo nome, non

infrangere la tua alleanza;

non ritirare da noi la tua misericordia,

per amore di Abramo, tuo amico, di

Isacco, tuo servo, di Israele, tuo santo,

ai quali hai parlato, promettendo di

moltiplicare la loro stirpe come le stelle

del cielo, come la sabbia sulla spiaggia

del mare.

Ora invece, Signore, noi siamo diventati

più piccoli di qualunque altra nazione,

oggi siamo umiliati per tutta la terra a

causa dei nostri peccati.

Ora non abbiamo più né principe, né

profeta né capo né olocàusto né sacrificio

né oblazione né incenso né luogo per

presentarti le primizie e trovare misericordia.

Potessimo essere accolti con il cuore

contrito e con lo spirito umiliato, come

olocàusti di montoni e di tori, come

migliaia di grassi agnelli.

Tale sia oggi il nostro sacrificio davanti

a te e ti sia gradito, perché non c'è

delusione per coloro che confidano in te.

Ora ti seguiamo con tutto il cuore, ti

temiamo e cerchiamo il tuo volto,

non coprirci di vergogna.

Fa' con noi secondo la tua clemenza,

secondo la tua grande misericordia.

Salvaci con i tuoi prodigi, da' gloria

al tuo nome, Signore».

Parola di Dio.

Vangelo.

Se non perdonerete di cuore, ciascuno al

proprio fratello, il Padre non vi perdonerà.

Dal Vangelo secondo

Matteo (18,21-35) anno pari.

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù

e gli disse: «Signore, se il mio fratello

commette colpe contro di me, quante

volte dovrò perdonargli?

Fino a sette volte?».

E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a

sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Per questo, il regno dei cieli è simile a

un re che volle regolare i conti con

i suoi servi.

Aveva cominciato a regolare i conti,

quando gli fu presentato un tale che

gli doveva diecimila talenti.

Poiché costui non era in grado di

restituire, il padrone ordinò che fosse

venduto lui con la moglie, i figli e quanto

possedeva, e così saldasse il debito.

Allora il servo, prostrato a terra, lo

supplicava dicendo: "Abbi pazienza

con me e ti restituirò ogni cosa". 

Il padrone ebbe compassione di quel

servo, lo lasciò andare e gli condonò

il debito.

Appena uscito, quel servo trovò uno dei

suoi compagni, che gli doveva cento denari.

Lo prese per il collo e lo soffocava,

dicendo: "Restituisci quello che devi!".

Il suo compagno, prostrato a terra, lo

pregava dicendo: "Abbi pazienza con

me e ti restituirò".

Ma egli non volle, andò e lo fece gettare

in prigione, fino a che non avesse

pagato il debito.

Visto quello che accadeva, i suoi compagni

furono molto dispiaciuti e andarono a

riferire al loro padrone tutto l'accaduto.

Allora il padrone fece chiamare

quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio,

io ti ho condonato tutto quel debito

perché tu mi hai pregato.

Non dovevi anche tu aver pietà del tuo

compagno, così come io ho avuto

pietà di te?".

Sdegnato, il padrone lo diede in mano

agli aguzzini, finché non avesse

restituito tutto il dovuto.

Così anche il Padre mio celeste farà

con voi se non perdonerete di cuore,

ciascuno al proprio fratello».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Diecimila talenti è una cifra talmente

spropositata che al tempo di Gesù tutti

capivano il senso di quella parabola;

siamo debitori nei confronti di Dio.

Egli ci perdona continuamente dai nostri

peccati, per cui questo dovrebbe farci

vivere in un atteggiamento di continua umiltà.

Il problema sorge quando noi dobbiamo

fare partecipi gli altri di questo stesso

atteggiamento di perdono e di pazienza

di Dio; noi che abbiamo avuto un

condono enorme non siamo poi in grado

di perdonare le piccole offese quotidiane

che gli altri ci riservano.

Gesù sottolinea il controsenso di

quest’atteggiamento; per tale motivo,

vigiliamo attentamente sul nostro

comportamento, e facciamo del perdono

uno stile di comportamento; e così saremo

davvero figlio del Padre che è nei cieli.

Non è per niente facile, ma attraverso

la preghiera possiamo riuscirci.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

Il Vangelo del Giovedì 12 Marzo 2026

  Della 3° settimana di Quaresima. San Luigi Orione, sacerdote e fondatore. Prima lettura. Questa è la nazione che non ascolta la vo...