domenica 15 marzo 2026

Il Vangelo del Lunedì 16 Marzo 2026

 

Della 4° settimana di Quaresima.

Santa Luisa de Marillac, vedova e religiosa.

Prima lettura.

Non si udranno più voci di

pianto e grida di angoscia.

Dal libro del profeta Isaìa (65,17-21)

Così dice il Signore: «Ecco, io creo nuovi

cieli e nuova terra; non si ricorderà più

il passato, non verrà più in mente, poiché

si godrà e si gioirà sempre di quello che

sto per creare, poiché creo Gerusalemme

per la gioia, e il suo popolo per il gaudio.

Io esulterò di Gerusalemme, godrò del

mio popolo.

Non si udranno più in essa voci di

pianto, grida di angoscia.

Non ci sarà più un bimbo che viva solo

pochi giorni, né un vecchio che dei

suoi giorni

non giunga alla pienezza, poiché il più

giovane morirà a cento anni e chi non

raggiunge i cento anni sarà

considerato maledetto.

Fabbricheranno case e le abiteranno,

pianteranno vigne e ne mangeranno

il frutto».

Parola di Dio.

Vangelo.

Va', tuo figlio vive.

Dal Vangelo secondo

Giovanni (4,43-54) anno pari.

In quel tempo, Gesù partì [dalla

Samarìa] per la Galilea.

Gesù stesso infatti aveva dichiarato

che un profeta non riceve onore nella

propria patria.

Quando dunque giunse in Galilea,

i Galilei lo accolsero, perché avevano

visto tutto quello che aveva fatto a

Gerusalemme, durante la festa;

anch'essi infatti erano andati alla festa.

Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea,

dove aveva cambiato l'acqua in vino.

Vi era un funzionario del re, che aveva

un figlio malato a Cafàrnao.

Costui, udito che Gesù era venuto dalla

Giudea in Galilea, si recò da lui e gli

chiedeva di scendere a guarire suo figlio,

perché stava per morire.

Gesù gli disse: «Se non vedete segni

e prodigi, voi non credete».

Il funzionario del re gli disse: «Signore,

scendi prima che il mio bambino muoia».

Gesù gli rispose: «Va', tuo figlio vive».

Quell'uomo credette alla parola che Gesù

gli aveva detto e si mise in cammino.

Proprio mentre scendeva, gli vennero

incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo

figlio vive!».

Volle sapere da loro a che ora avesse

cominciato a star meglio.

Gli dissero: «Ieri, un'ora dopo mezzogiorno,

la febbre lo ha lasciato».

Il padre riconobbe che proprio a quell'ora

Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive»,

e credette lui con tutta la sua famiglia.

Questo fu il secondo segno, che Gesù fece

quando tornò dalla Giudea in Galilea.

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

I1 Vangelo di Giovanni, in questo

periodo di Quaresima, è quantomai

opportuno per farci riflettere sul nostro

cammino di fede.

Quest’oggi un esempio di tale fede nella

Parola di Gesù ce lo dà il funzionario

del re; egli si fida ciecamente del Signore,

senza vedere nessun segno esterno.

Tale conferma della sua fiducia in Lui

l’avrà soltanto il giorno dopo.

Intanto, dice I’evangelista, egli si

mette in cammino.

È un camminare simbolico verso la

luce piena della fede.

Ci sono persone che prima di arrivare

alla luce della verità, che è Gesù,

devono compiere un cammino che ha

bisogno di tempo e di riflessione.

L’importante è arrivare alla meta,

anche se spesso ciò avviene per strade

o tempi differenti.

Camminiamo verso una fede matura con

la nostra costante fiducia in Gesù,

aiutandoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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