mercoledì 10 dicembre 2025

Il Vangelo del Giovedì 11 Dicembre 2025

 

Della 2° settimana di Avvento.

San Damaso I, Papa.

Prima Lettura.

Io sono il tuo redentore, il Santo d'Israele.

Dal libro del profeta Isaìa (41,13-20)

Io sono il Signore, tuo Dio, che ti tengo

per la destra e ti dico: «Non temere,

io ti vengo in aiuto».

Non temere, vermiciattolo di Giacobbe,

larva d'Israele; io vengo in tuo

aiuto-oràcolo del Signore-, tuo

redentore è il Santo d'Israele.

Ecco, ti rendo come una trebbia

acuminata, nuova, munita di molte

punte; tu trebbierai i monti e li stritolerai,

ridurrai i colli in pula.

Li vaglierai e il vento li porterà via,

il turbine li disperderà.

Tu, invece, gioirai nel Signore,

ti vanterai del Santo d'Israele.

I miseri e i poveri cercano acqua ma non

c'è; la loro lingua è riarsa per la sete.

Io, il Signore, risponderò loro, io,

Dio d'Israele, non li abbandonerò.

Farò scaturire fiumi su brulle colline,

fontane in mezzo alle valli; cambierò

il deserto in un lago d'acqua, la terra

arida in zona di sorgenti.

Nel deserto pianterò cedri, acacie, mirti

e ulivi; nella steppa porrò cipressi, olmi

e abeti; perché vedano e sappiano,

considerino e comprendano a un tempo

che questo ha fatto la mano del Signore,

lo ha creato il Santo d'Israele.

Parola di Dio.

Vangelo.

Non ci fu uomo più

grande di Giovanni Battista.

Dal Vangelo secondo

Matteo (11,11-15) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse alle folle:

«In verità io vi dico: fra i nati da

donna non è sorto alcuno più grande

di Giovanni il Battista; ma il più

piccolo nel regno dei cieli è più

grande di lui.

Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad

ora, il regno dei cieli subisce violenza

e i violenti se ne impadroniscono.

Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno

profetato fino a Giovanni.

E, se volete comprendere, è lui

quell'Elìa che deve venire.

Chi ha orecchi, ascolti!».

Parola del Signore.

Riflessine personale sul Vangelo di oggi.

Nel Vangelo, Giovanni il Battista

ha un ruolo di primo piano.

Secondo Gesù, è posto come spartiacque

tra l’Antico e il Nuovo Testamento;

egli, infatti, è l’ultimo dei profeti che

chiamano i popoli a conversione,

in vista dell’avvento del Signore.

Ma è anche il primo che vede, con

i suoi occhi, l’Agnello di Dio

annunciato sin dai tempi antichi.

Gesù pronuncia una frase su cui è bene

soffermarsi; Giovanni è il più grande tra

i nati da donna, eppure chi accoglie il

regno dei cieli è ancora più grande di lui.

Dunque anche noi, come ogni battezzato,

nel momento in cui accogliamo e

facciamo spazio nelle nostre giornate

a Gesù e alla sua grazia, abbiamo

questo privilegio.

È un dono a cui possiamo rispondere

con gioia e con l’impegno della

testimonianza e della preghiera

nella nostra vita.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.

Il Vangelo del Mercoledì 4 Febbraio 2026

  Della 4° settimana del Tempo Ordinario. San Giuseppe da Leonessa, cappuccino. Prima Lettura. Io ho peccato facendo il censimento; ...