venerdì 12 settembre 2025

Il Vangelo del Sabato 13 Settembre 2025

 

Della 23° settimana del Tempo Ordinario.

San Giovanni Crisostomo,

Vescovo e dottore della Chiesa.

Prima Lettura.

Cristo Gesù è venuto nel mondo

per salvare i peccatori.

Dalla prima lettera di san Paolo

apostolo a Timòteo (1,15-17)

Figlio mio, questa parola è sicura

e degna di essere accolta da tutti:

Cristo Gesù è venuto nel mondo

per salvare i peccatori, il primo

dei quali sono io.

Ma appunto per questo ho ottenuto

misericordia, perché Cristo Gesù ha

voluto in me, per primo, dimostrare

tutta quanta la sua magnanimità,

e io fossi di esempio a quelli che

avrebbero creduto in lui per avere

la vita eterna.

Al Re dei secoli, incorruttibile,

invisibile e unico Dio, onore e gloria

nei secoli dei secoli. Amen.

Parola di Dio.

Vangelo.

Perché mi invocate: “Signore,

Signore!” e non fate quello che dico?

Dal Vangelo secondo

Luca (6,43-49) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi

discepoli: «Non vi è albero buono che

produca un frutto cattivo, né vi è

d’altronde albero cattivo che produca

un frutto buono.

Ogni albero infatti si riconosce dal suo

frutto: non si raccolgono fichi dagli

spini, né si vendemmia uva da un rovo.

L’uomo buono dal buon tesoro del suo

cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo

dal suo cattivo tesoro trae fuori il male:

la sua bocca infatti esprime ciò che dal

cuore sovrabbonda.

Perché mi invocate: “Signore, Signore!”

e non fate quello che dico?

Chiunque viene a me e ascolta le mie

parole e le mette in pratica, vi mostrerò

a chi è simile: è simile a un uomo che,

costruendo una casa, ha scavato molto

profondo e ha posto le fondamenta

sulla roccia.

Venuta la piena, il fiume investì quella

casa, ma non riuscì a smuoverla perché

era costruita bene.

Chi invece ascolta e non mette in pratica,

è simile a un uomo che ha costruito una

casa sulla terra, senza fondamenta.

Il fiume la investì e subito crollò; e la

distruzione di quella casa fu grande».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Non si raccoglie uva da un rovo!

Gesù chiede di giudicare noi stessi e le

persone che ci stanno accanto dai frutti

che portiamo.

Non basta professare la propria fede,

declamare i princìpi, affermare con forza

le scelte evangeliche se poi siamo delle

pessime persone.

E, ahimé, quante volte ho visto avverarsi

questa tristissima situazione!

Cristiani impegnati, religiosi addirittura,

comportarsi in maniera disumana nei

confronti del proprio confratello ammalato

o rispetto ai propri dipendenti.

E, viceversa, vedere persone sédicenti

non credenti o agnostiche, comportarsi

con una correttezza e una compassione che

difficilmente ho trovato fra noi discepoli.

Gesù è molto realista e aperto allo stupore;

non siamo noi a dire a Dio cosa deve fare,

è Lui che suscita torrenti di bene anche in

persone all’apparenza lontane dalla fede.

Guardiamo ai frutti allora, anche se

provengono da alberi all’apparenza

rinsecchiti o belli contorti, e, quando ci

mettiamo alla presenza del Signore, alla

luce del Vangelo, misuriamo la nostra

crescita spirituale dalle buone opere di

giustizia e di misericordia che sappiamo

fare, perché abbiamo costruito la casa

sulla roccia e sulla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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