Della 25° settimana del Tempo Ordinario.
San Vincenzo De Paoli, presbitero.
Prima Lettura.
Io vengo ad abitare in mezzo a te.
Dal libro del profeta Zaccarìa (2,5-9.14-15a)
Alzai gli occhi, ed ecco un uomo con
una fune in mano per misurare.
Gli domandai: «Dove vai?».
Ed egli: «Vado a misurare Gerusalemme
per vedere qual è la sua larghezza e
qual è la sua lunghezza».
Allora l’angelo che parlava con me
uscì e incontrò un altro angelo, che gli
disse: «Corri, va’ a parlare a quel
giovane e digli: “Gerusalemme sarà
priva di mura, per la moltitudine di
uomini e di animali che dovrà accogliere.
Io stesso-oracolo del Signore-le farò
da muro di fuoco all’intorno e sarò
una gloria in mezzo ad essa”.
Rallégrati, esulta, figlia di Sion, perché,
ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te.
Oracolo del Signore.
Nazioni numerose aderiranno in quel
giorno al Signore e diverranno suo
popolo, ed egli dimorerà in mezzo a te».
Parola di Dio.
Vangelo.
Il Figlio dell’uomo sta per
essere consegnato.
Avevano timore di interrogarlo
su questo argomento.
Dal Vangelo secondo
Luca (9,43b-45) anno dispari.
In quel giorno, mentre tutti erano
ammirati di tutte le cose che faceva,
Gesù disse ai suoi discepoli:
«Mettetevi bene in mente queste
parole: il Figlio dell’uomo sta per essere
consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole:
restavano per loro così misteriose che
non ne coglievano il senso, e avevano
timore di interrogarlo su questo argomento.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Chi
può chiedere qualcosa al Signore?
Chiedergli
spiegazioni della sua scelta
sconcertante,
del suo volere, con durezza,
portare
a compimento la sua missione
anche
a costo della propria vita?
Cosa
ne sappiamo noi, paurosi, fragili,
che
viviamo una fede di poltrona
e
pantofole, che misuriamo la bontà di
Dio
dal successo della nostra vita?
Fanno
bene gli apostoli, e noi, a tacere;
davanti
a Gesù sperimentiamo l’inaudita
distanza
fra le nostre paurose visuali e la
sua
ardente passione di salvare gli uomini.
L’assoluto
di Dio svela la nostra mediocrità,
la
nostra fede fatta solo di applausi e di
soddisfazione,
mai disposta a mettersi in
gioco,
mai capace di immaginare che un
fallimento
può celare una sconcertante
e
liberatoria scelta d’amore, noi che
viviamo
una vita mai veramente convertita.
Tacciono
gli apostoli e avvertiamo quasi
plasticamente
la solitudine assoluta in cui
sprofonda
Gesù davanti alla scelta che
vuole
compiere per salvare l’umanità.
Non
sono bastate le parole, i miracoli,
la
coerenza, la misericordia a piegare
il
cuore dell’uomo.
Forse
lasciarsi andare fino in fondo,
abbandonarsi,
donarsi e pregare,
cambierà
qualcosa.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato
il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta
la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
rimetti a noi i nostri debiti come anche
noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e
benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per
noi peccatori, adesso e nell'ora della
nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e
allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e
sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

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