domenica 5 ottobre 2025

Il Vangelo del Lunedì 6 Ottobre 2025

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

San Bruno di Colonia, monaco.

Prima Lettura.

Giona invece si mise in cammino

per fuggire lontano dal Signore.

Dal libro del profeta Giona (1,1- 2,1.11)

In quei giorni, fu rivolta a Giona, figlio

di Amittài, questa parola del Signore:

«Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città,

e in essa proclama che la loro

malvagità è salita fino a me».

Giona invece si mise in cammino per

fuggire a Tarsis, lontano dal Signore.

Scese a Giaffa, dove trovò una nave

diretta a Tarsis.

Pagato il prezzo del trasporto, s’imbarcò

con loro per Tarsis, lontano dal Signore.

Ma il Signore scatenò sul mare un forte

vento e vi fu in mare una tempesta così

grande che la nave stava per sfasciarsi.

I marinai, impauriti, invocarono ciascuno

il proprio dio e gettarono in mare quanto

avevano sulla nave per alleggerirla.

Intanto Giona, sceso nel luogo più in

basso della nave, si era coricato

e dormiva profondamente.

Gli si avvicinò il capo del- l’equipaggio e

gli disse: «Che cosa fai così addormentato?

Àlzati, invoca il tuo Dio!

Forse Dio si darà pensiero di noi

e non periremo».

Quindi dissero fra di loro: «Venite, tiriamo

a sorte per sapere chi ci abbia causato

questa sciagura».

Tirarono a sorte e la sorte cadde su Giona.

Gli domandarono: «Spiegaci dunque chi

sia la causa di questa sciagura.

Qual è il tuo mestiere?

Da dove vieni?

Qual è il tuo paese?

A quale popolo appartieni?».

Egli rispose: «Sono Ebreo e venero il

Signore, Dio del cielo, che ha fatto

il mare e la terra».

Quegli uomini furono presi da grande

timore e gli domandarono: «Che

cosa hai fatto?».

Infatti erano venuti a sapere che egli

fuggiva lontano dal Signore, perché

lo aveva loro raccontato.

Essi gli dissero: «Che cosa dobbiamo

fare di te perché si calmi il mare,

che è contro di noi?».

Infatti il mare infuriava sempre più.

Egli disse loro: «Prendetemi e gettatemi

in mare e si calmerà il mare che ora è

contro di voi, perché io so che questa

grande tempesta vi ha colto per causa mia».

Quegli uomini cercavano a forza di remi

di raggiungere la spiaggia, ma non ci

riuscivano, perché il mare andava sempre

più infuriandosi contro di loro.

Allora implorarono il Signore e dissero:

«Signore, fa’ che noi non periamo a

causa della vita di quest’uomo e non

imputarci il sangue innocente, poiché

tu, Signore, agisci secondo il tuo volere».

Presero Giona e lo gettarono in mare

e il mare placò la sua furia.

Quegli uomini ebbero un grande timore

del Signore, offrirono sacrifici al Signore

e gli fecero promesse.

Ma il Signore dispose che un grosso

pesce inghiottisse Giona; Giona restò

nel ventre del pesce tre giorni e tre notti.

E il Signore parlò al pesce ed esso

rigettò Giona sulla spiaggia.

Parola di Dio.

Vangelo.

Chi è il mio prossimo?

Dal Vangelo secondo

Luca (10,25-37) anno dispari.

In quel tempo, un dottore della Legge si

alzò per mettere alla prova Gesù e chiese:

«Maestro, che cosa devo fare per ereditare

la vita eterna?».

Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto

nella Legge? Come leggi?».

Costui rispose: «Amerai il Signore tuo

Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la

tua anima, con tutta la tua forza e con

tutta la tua mente, e il tuo prossimo

come te stesso».

Gli disse: «Hai risposto bene;

fa’ questo e vivrai».

Ma quello, volendo giustificarsi,

disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?».

Gesù riprese: «Un uomo scendeva da

Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle

mani dei briganti, che gli portarono

via tutto, lo percossero a sangue e se

ne andarono, lasciandolo mezzo morto.

Per caso, un sacerdote scendeva per

quella medesima strada e, quando

lo vide, passò oltre.

Anche un levìta, giunto in quel luogo,

vide e passò oltre.

Invece un Samaritano, che era in

viaggio, passandogli accanto, vide

e ne ebbe compassione.

Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite,

versandovi olio e vino; poi lo caricò

sulla sua cavalcatura, lo portò in un

albergo e si prese cura di lui.

Il giorno seguente, tirò fuori due denari

e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi

cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo

pagherò al mio ritorno”.

Chi di questi tre ti sembra sia stato

prossimo di colui che è caduto nelle

mani dei briganti?».

Quello rispose: «Chi ha avuto

compassione di lui».

Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Chi è il mio prossimo?

Non è una domanda ingenua quella

rivolta a Gesù, ma una delle tipiche

domande che i discepoli rivolgevano

ai rabbini.

Prossimo è chi ti sta vicino, il tuo

connazionale, quello della tua tribù

e della tua razza.

Quindi lo devi amare e rispettare,

gli altri, pazienza.

Gesù, invece, ribalta la prospettiva,

e ribalta anche lo sprovveduto dottore

della legge!

È il samaritano il protagonista della

parabola, lo straniero, il clandestino che,

nel momento del bisogno, è l’unico

che si ferma.

Non come i devoti e i preti che tirano

diritto, con tutte le loro sane e

sacrosante ragioni.

Ma tirano diritto.

È l’odiato e disprezzato samaritano da

imitare, nel suo prendersi cura, farsi

carico, pagare di persona.

Così è l’amore, amici; lontano dalla

teoria e ben saldo nella pratica,

declinato nelle mille sfumature

che la vita ci propone.

E Gesù provoca il discepolo, e noi: “non

chiederti chi ti è prossimo, ma a chi sei

disposto di farti prossimo”.

Proprio le persone più antipatiche, più

difficili, più meschine, quelli che

consideriamo l’avversario e il nemico

sono il nostro prossimo di cui farci carico.

Lasciamo pure che questa parola ci

imbarazzi, ci giudichi, ci scomodi;

abbiamo la preghiera e tutta la

vita per convertirci!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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