mercoledì 22 ottobre 2025

Il Vangelo del Mercoledì 22 Ottobre 20025

 

Della 29° settimana del Tempo Ordinario.

San Giovanni Paolo II, Papa.

Prima Lettura.

Offrite voi stessi a Dio come

viventi, ritornati dai morti.

Dalla lettera di san Paolo

apostolo ai Romani 86,12-189

Fratelli, il peccato dunque non regni più

nel vostro corpo mortale, così da

sottomettervi ai suoi desideri.

Non offrite al peccato le vostre membra

come strumenti di ingiustizia, ma offrite

voi stessi a Dio come viventi, ritornati

dai morti, e le vostre membra a Dio

come strumenti di giustizia.

Il peccato infatti non dominerà su di voi,

perché non siete sotto la Legge,

ma sotto la grazia.

Che dunque?

Ci metteremo a peccare perché non

siamo sotto la Legge, ma sotto la grazia?

È assurdo!

Non sapete che, se vi mettete a servizio

di qualcuno come schiavi per obbedirgli,

siete schiavi di colui al quale obbedite:

sia del peccato che porta alla morte,

sia dell'obbedienza che conduce

alla giustizia?

Rendiamo grazie a Dio, perché eravate

schiavi del peccato, ma avete obbedito

di cuore a quella forma di insegnamento

alla quale siete stati affidati.

Così, liberati dal peccato, siete stati

resi schiavi della giustizia.

Parola di Dio.

Vangelo.

A chiunque fu dato molto,

molto sarà chiesto.

Dal Vangelo secondo

Luca (12,39-48) anno dispari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi

discepoli: “Cercate di capire questo:

se il padrone di casa sapesse a quale

ora viene il ladro, non si lascerebbe

scassinare la casa.

Anche voi tenetevi pronti perché,

nell'ora che non immaginate, viene

il Figlio dell'uomo”.

Allora Pietro disse: "Signore, questa

parabola la dici per noi o anche per tutti?".

Il Signore rispose: "Chi è dunque

l'amministratore fidato e prudente,

che il padrone metterà a capo della

sua servitù per dare la razione di cibo

a tempo debito?

Beato quel servo che il padrone,

arrivando, troverà ad agire così.

Davvero io vi dico che lo metterà

a capo di tutti i suoi averi.

Ma se quel servo dicesse in cuor suo:

"Il mio padrone tarda a venire" e

cominciasse a percuotere i servi e le

serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi,

il padrone di quel servo arriverà un

giorno in cui non se l'aspetta e a un'ora

che non sa, lo punirà severamente e gli

infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.

Il servo che, conoscendo la volontà del

padrone, non avrà disposto o agito

secondo la sua volontà, riceverà

molte percosse;

quello invece che, non conoscendola,

avrà fatto cose meritevoli di percosse,

ne riceverà poche.

A chiunque fu dato molto, molto sarà

chiesto; a chi fu affidato molto, sarà

richiesto molto di più.

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Ma quel ‘state pronti’ a chi è rivolto?

Agli altri, vero?

Io sono un buon cattolico, insomma più

o meno nella media; vado a messa ogni

Domenica, firmo l'8x1000 alla Chiesa

cattolica, compro pure e uso d’ogni

tanto ‘Parola e preghiera’, insomma,

non un santo ma nemmeno uno

sciagurato come quelli che si

vedono in giro!

Pietro pone la domanda a Gesù,

leggermente spaventato.

E forse era decisamente meglio tacere.

Gesù rincara la dose; è vero, tutti devono

stare pronti, ma molto di più coloro che

già hanno ricevuto, che sono di casa,

che conoscono bene lo sposo.

A chi ha molto ricevuto sarà chiesto

molto di più, a chi ascolta la Parola,

verrà chiesto se l’ha vissuta

nella quotidianità.

Gesù è esigente, buono, non bonaccione.

Incontrarlo non significa avere un posto

garantito, ma impegnarsi a vivere con

intensità e con tutte le nostre forze

la logica del Regno.

Il rischio, di sempre, per i credenti,

è quello di sedersi sulle proprie

acquisite convinzioni, sentirsi almeno

un pò garantiti per la vita eterna.

La logica di Dio, invece, è diversa,

stordente, inquietante; proprio noi che

abbiamo avuto la gioia di conoscerlo

bene, il Cristo di Dio, siamo chiamati

ad aspettarlo con maggiore convinzione.

Stiamo pronti nella preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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