mercoledì 19 novembre 2025

Il Vangelo del Giovedì 20 Novembre 2025

 

Della 33° settimana del Tempo Ordinario.

Sant' Edmondo, Re degli

Angli Orientali, martire.

Prima Lettura.

Cammineremo nell'alleanza dei nostri padri.

Dal primo libro dei Maccabèi (2,15-29)

In quei giorni, i messaggeri del re,

incaricati di costringere all'apostasia,

vennero nella città di Modin per indurre

a offrire sacrifici.

Molti Israeliti andarono con loro; invece

Mattatìa e i suoi figli si raccolsero in disparte.

I messaggeri del re si rivolsero a Mattatìa

e gli dissero: «Tu sei uomo autorevole,

stimato e grande in questa città e sei

sostenuto da figli e fratelli.

Su, fatti avanti per primo e adempi il

comando del re, come hanno fatto tutti

i popoli e gli uomini di Giuda e quelli

rimasti a Gerusalemme; così tu e i tuoi

figli passerete nel numero degli amici

del re e tu e i tuoi figli avrete in premio

oro e argento e doni in quantità».

Ma Mattatìa rispose a gran voce: «Anche

se tutti i popoli che sono sotto il dominio

del re lo ascoltassero e ognuno

abbandonasse la religione dei propri

padri e volessero tutti aderire alle sue

richieste, io, i miei figli e i miei fratelli

cammineremo nell'alleanza dei nostri padri.

Non sia mai che abbandoniamo la

legge e le tradizioni.

Non ascolteremo gli ordini del re per

deviare dalla nostra religione a destra

o a sinistra».

Quando ebbe finito di pronunciare queste

parole, si avvicinò un Giudeo alla vista

di tutti per sacrificare sull'altare di Modin

secondo il decreto del re.

Ciò vedendo, Mattatìa arse di zelo;

fremettero le sue viscere e fu preso

da una giusta collera.

Fattosi avanti di corsa, lo uccise sull'altare;

uccise nel medesimo tempo il messaggero

del re, che costringeva a sacrificare,

e distrusse l'altare.

Egli agiva per zelo verso la legge,

come aveva fatto Fineès con Zambrì,

figlio di Salom.

La voce di Mattatìa tuonò nella città:

«Chiunque ha zelo per la legge e vuole

difendere l'alleanza mi segua!».

Fuggì con i suoi figli tra i monti,

abbandonando in città quanto

possedevano.

Allora molti che ricercavano la

giustizia e il diritto scesero nel

deserto, per stabilirvisi.

Parola di Dio.

Vangelo.

Se avessi compreso quello che

porta alla pace!

Dal Vangelo secondo

Luca (19,41-44) anno dispari.

In quel tempo, Gesù, quando fu vicino

a Gerusalemme, alla vista della città

pianse su di essa dicendo:

«Se avessi compreso anche tu, in questo

giorno, quello che porta alla pace!

Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi.

Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici

ti circonderanno di trincee, ti assedieranno

e ti stringeranno da ogni parte;

distruggeranno te e i tuoi figli dentro

di te e non lasceranno in te pietra su

pietra, perché non hai riconosciuto il

tempo in cui sei stata visitata».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Piange, il Signore.

Piange di dolore, perché vede rifiutato

l’annuncio, piange singhiozzando,

perché sa che la sua fine è vicina.

Non è bastata la sua predicazione, la sua

presenza misericordiosa, la sua opera

di guarigione degli infermi.

Gerusalemme è rimasta ostile, la classe

dirigente del neonato tempio è sorda ai

suoi richiami deliranti e profetici.

Piange, Dio, ieri e oggi, perché vede che

rifiutiamo il suo amore, che ci condanniamo

con le nostre stesse mani, perché,

allontanandoci da Lui, la nostra vita

è caligine e tenebra.

Piange, il Signore, perché l’umanità

preferisce ostinarsi nello stare lontana

da Lui, insensibile ai suoi richiami.

La gloria di Gerusalemme scomparirà,

travolta dalla violenza degli arroganti,

vittima della sua stessa arroganza, di ieri

e di oggi, niente è diverso da allora.

Riporre fiducia nelle pietre non servirà,

credere che Dio combatterà col popolo

è pura illusione.

L’aquila di Roma imperiale sostituirà

la stella di Davide e il tempio, l’islam

farà lo stesso con la Chiesa di oggi, anzi,

lo stà già facendo, complici degli uomini

di Chiesa, ed il luogo che Dio abita, verrà

raso al suolo come tutte le nostre città.

Piange, il Signore, perché vede la

piccolezza dei nostri cuori, la presunzione

di chi pensa di potere fare a meno di Dio,

come il nostro mondo arrogante e vanitoso.

Piange Dio.

Gesù ha deciso; darà la sua vita, preghiamo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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