lunedì 3 novembre 2025

Il Vangelo del Martedì 4 Novembre 2025

 

Della 31° settimana del Tempo Ordinario.

San Carlo Borromeo, Vescovo.

Prima Lettura.

Siamo membra gli uni degli altri.

Dalla lettera di san Paolo

apostolo ai Romani (12,5-16a)

Fratelli, noi, pur essendo molti, così

anche noi, pur essendo molti, siamo

un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la

sua parte, siamo membra gli uni degli altri.

Abbiamo doni diversi secondo la grazia

data a ciascuno di noi: chi ha il dono

della profezia la eserciti secondo ciò

che detta la fede; chi ha un ministero

attenda al ministero; chi insegna si

dedichi all'insegnamento; chi esorta

si dedichi all'esortazione.

Chi dona, lo faccia con semplicità; chi

presiede, presieda con diligenza; chi fa

opere di misericordia, le compia con gioia.

La carità non sia ipocrita: detestate il male,

attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri

con affetto fraterno, gareggiate nello

stimarvi a vicenda.

Non siate pigri nel fare il bene, siate invece

ferventi nello spirito; servite il Signore.

Siate lieti nella speranza, costanti nella

tribolazione, perseveranti nella preghiera.

Condividete le necessità dei santi; siate

premurosi nell'ospitalità.

Benedite coloro che vi perseguitano,

benedite e non maledite.

Rallegratevi con quelli che sono nella

gioia; piangete con quelli che sono

nel pianto.

Abbiate i medesimi sentimenti gli uni

verso gli altri; non nutrite desideri di

grandezza; volgetevi piuttosto a ciò

che è umile.

Non stimatevi sapienti da voi stessi.

Parola di Dio.

Vangelo.

Esci per le strade e lungo le siepi

e costringili ad entrare, perché la

mia casa si riempia.

Dal Vangelo secondo

Luca (14,15-24) anno dispari.

In quel tempo, uno dei commensali,

avendo udito questo, gli disse: "Beato

chi prenderà cibo nel regno di Dio!".

Gli rispose: "Un uomo diede una grande

cena e fece molti inviti.

All'ora della cena, mandò il suo servo

a dire agli invitati: "Venite, è pronto".

Ma tutti, uno dopo l'altro, cominciarono

a scusarsi.

Il primo gli disse: "Ho comprato un

campo e devo andare a vederlo;

ti prego di scusarmi".

Un altro disse: "Ho comprato cinque

paia di buoi e vado a provarli;

ti prego di scusarmi".

Un altro disse: "Mi sono appena

sposato e perciò non posso venire".

Al suo ritorno il servo riferì tutto

questo al suo padrone.

Allora il padrone di casa, adirato,

disse al servo: "Esci subito per le

piazze e per le vie della città e conduci

qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi".

Il servo disse: "Signore, è stato fatto

come hai ordinato, ma c'è ancora posto".

Il padrone allora disse al servo: "Esci

per le strade e lungo le siepi e costringili

ad entrare, perché la mia casa si riempia.

Perché io vi dico: nessuno di quelli che

erano stati invitati gusterà la mia cena".

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

‘Beato chi mangerà il pane nel Regno

di Dio!’ esclama uno dei commensali,

come se fosse una cosa difficile,

irraggiungibile, riservata ai pochi.

Accedere a Dio, pensano in molti, è

difficile, ostico, riservato a pochi eletti.

Gesù, invece, svela una realtà diversa,

entusiasmante ed inquietante; Dio

desidera che tutti ne facciano parte,

che tutti, pronti o meno, capaci o meno,

degni o meno, partecipino alla grande festa.

Il problema non è Dio, ma noi.

Accampiamo mille scuse, troviamo mille

impegni prima di dedicarci all’essenziale.

Le cose di fede? Certo!

Quando sarò in pensione me ne occuperò!

E, così, ci perdiamo la vita con Dio,

perdiamo la felicità di credere.

È vero; è difficile, oggi, trovare del tempo,

avere la testa per pregare, crearsi delle

occasioni per tacere e meditare, ma

quanto ci è necessario!

La preghiera quotidiana può diventare,

ad esempio, uno strumento per fare

memoria di noi e di Dio.

Se l’invito è aperto a tutti, ma lo accolgono

solo, però, coloro che hanno il coraggio

di investire, di lottare, in questa lotta,

il dubbio, che ci impedisce di essere

travolti dalla quotidianità, che ci apre

uno spiraglio per accorgerci che siamo

già a tavola

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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