Della 33° Domenica del Tempo Ordinario.
Santa Margherita di Scozia, regina e vedova.
Prima Lettura.
Sorgerà per voi il sole di giustizia.
Dal libro del profeta Malachìa (3,19-20a)
Ecco: sta per venire il giorno rovente
come un forno.
Allora tutti i superbi e tutti coloro che
commettono ingiustizia saranno come
paglia; quel giorno, venendo, li
brucerà-dice il Signore degli
eserciti-fino a non lasciar loro
né radice né germoglio.
Per voi, che avete timore del mio
nome, sorgerà con raggi benefici
il sole di giustizia.
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale dal Sal 97 (98)
Ripetiamo. Il Signore giudicherà
il mondo con giustizia.
Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a
corde; con le trombe e al suono del
corno acclamate davanti al re, il Signore. R.
Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani, esultino insieme
le montagne davanti al Signore che
viene a giudicare la terra. R.
Giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine. R.
Seconda Lettura
Chi non vuole lavorare, neppure mangi.
Dalla seconda lettera di san Paolo
apostolo ai Tessalonicési (3,7-2)
Fratelli, sapete in che modo dovete
prenderci a modello: noi infatti non
siamo rimasti oziosi in mezzo a voi,
né abbiamo mangiato gratuitamente
il pane di alcuno, ma abbiamo
lavorato duramente, notte e giorno,
per non essere di peso ad alcuno di voi.
Non che non ne avessimo diritto, ma per
darci a voi come modello da imitare.
E infatti quando eravamo presso di voi,
vi abbiamo sempre dato questa regola:
chi non vuole lavorare, neppure mangi.
Sentiamo infatti che alcuni fra voi
vivono una vita disordinata, senza
fare nulla e sempre in agitazione.
A questi tali, esortandoli nel Signore
Gesù Cristo, ordiniamo di guadagnarsi
il pane lavorando con tranquillità.
Parola di Dio.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Risollevatevi e alzate il capo, perché la
vostra liberazione è vicina. (Lc 21,28)
Alleluia, alleluia.
Vangelo
Con la vostra perseveranza
salverete la vostra vita.
Dal Vangelo secondo
Luca (21,5-19) anno C.
In quel tempo, mentre alcuni parlavano
del tempio, che era ornato di belle pietre
e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno
giorni nei quali, di quello che vedete,
non sarà lasciata pietra su pietra che
non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando
dunque accadranno queste cose e quale
sarà il segno, quando esse staranno
per accadere?».
Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare.
Molti infatti verranno nel mio nome
dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”.
Non andate dietro a loro!
Quando sentirete di guerre e di
rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché
prima devono avvenire queste cose,
ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione
contro nazione e regno contro regno,
e vi saranno in diversi luoghi terremoti,
carestie e pestilenze; vi saranno anche
fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le
mani su di voi e vi perseguiteranno,
consegnandovi alle sinagoghe e alle
prigioni, trascinandovi davanti a re
e governatori, a causa del mio nome.
Avrete allora occasione di
dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non
preparare prima la vostra difesa; io vi
darò parola e sapienza, cosicché tutti
i vostri avversari non potranno resistere
né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai
fratelli, dai parenti e dagli amici,
e uccideranno alcuni di voi; sarete
odiati da tutti a causa del mio nome.
Ma nemmeno un capello del vostro
capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete
la vostra vita».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
È
proprio che non va, lo sapete bene.
L’altro
giorno, per diletto, mi chiedevo
se
questa sensazione è legata al mio
fortunato
invecchiamento o alle
vicissitudini
della vita.
Ho
concluso che, da quando ho memoria,
è
sempre stato così.
Insomma;
l’aria che si respira è pesante.
Da
sempre.
Le
vicende del mondo inquietano,
un
poco rimpiango la beata ignoranza
dei
tempi che furono e il rassegnato
fatalismo
di chi, ad esempio, riceveva
a
mezzo posta la notizia di dover andare
a
morire sul Carso per una guerra
pensata
da qualche genio della politica
e
cultore del nazionalismo.
Oggi,
invece, se sei proprio sadico ti
inviano
le notizie anche sul cellulare;
il
Medio Oriente è in fiamme, la folle
in
Ukraina e la strage nella striscia di
Gaza,
è una catastrofe, il clima
impazzisce,
l’economia stagna, i tuoi
risparmi
da difendere come se fossi
assediato
a Fort Alamo.
Il
piccolo villaggio globale ormai incide
anche
sulla pelle del singolo cittadino;
alla
pompa di benzina devi arrivare col
libretto
degli assegni, la stragrande
maggioranza
delle persone non ha
un
lavoro degno di questo nome
e
vorrebbero imbracciare un fucile
se
solo sapessero a chi sparare,
l’immigrazione
selvaggia ci porta
alla
disperazione, e qualcuno anche
alla
morte, come stà succedendo nelle
nostre
città, mentre le persone
ammalate
non riescono a curarsi.
Eppoi
le vicende personali.
Ricevo
qualche mail ogni giorno,
cerco
di rispondere a tutti, in maniera
insufficiente,
vi chiedo scusa, ma tutti
porto
nella mia povera preghiera quotidiana.
E
allora divento una discarica di disgrazie,
ma
affido al Signore il cancro di Sandra,
giovane
mamma con un figlio piccolo,
l’ansia
di G. e M. per il loro figlio che
manifesta
sofferenza psichica, lo
scoraggiamento
di G., che vede il suo
figlio
adottivo, ormai adulto,
completamente
folle.
(I nomi sono di fantasia, naturalmente).
Poi
ho anche i problemi di salute di mia
moglie,
che ha bisogno di tutto e assorbe
la
maggior parte del mio tempo.
È
proprio che non va, diciamocelo.
Chi
vive con un minimo di consapevolezza
e
magari si sta convertendo (non tutto
di
colpo che ha delle pesanti
controindicazioni!),
dopo anni passati
a
combattere per il Vangelo, è ancora
più
stordito.
Le
cose non vanno nella Chiesa;
lentezze,
rigidità, incoerenze degli
uomini
di Chiesa, che la stanno rovinando,
abbiamo
sentito le esternazioni del
card.
Zuppi, che vuole riconoscere le
famiglie
multicolore, forse non conosce
a
fondo il vero Vangelo.
E
questo sport che d’ogni tanto emerge
della
caccia al cattolico (noi prestiamo
molto
il fianco!) ripercorrendo i buoni
vecchi
stereotipi della Chiesa reazionaria
e
cloroalclero e il potere del Vaticano
(e
finiamola lì e basta! Anche con dolore).
Ma,
a livello più profondo, emerge
birichina
la domanda; e se ci fossimo
davvero
sbagliati?
E
se Dio si fosse sbagliato?
E
se la vita fosse davvero un coacervo
inestricabile
di luce e di tenebre che
mastica
e tritura ogni emozione
e
ogni sogno?
E
se Dio avesse esagerato con l’idea
della
libertà degli uomini e del fatto
che
l’uomo può farcela da solo?
No,
dice Gesù, state sereni.
Non
sono questi i segni della fine,
come
qualche predicatore insiste nel dire,
poi
smentito, che a Settembre ci sarebbero
stati
dei fatti catastrofici inerenti ai
segreti
di Medjugorie.
Non
sono questi i segnali di un mondo
che
precipita nel caos.
Già
il Signore ha dovuto confrontarsi
con
questa follia, in un mondo-il suo-ben
più
aggressivo del nostro.
E,
sorridendo, ci dice; cambia il tuo sguardo.
Guarda
alle cose positive, al tanto amore
che
l’umanità, nonostante tutto, riesce
a
produrre, allo stupore che suscita il
Creato
e che tutto ridimensiona,
al
Regno che avanza nei cuori, timido,
discreto,
pacifico, disarmato.
Guarda
a te stesso, amico mio, a quanto
il
Signore è riuscito a compiere in tutti
gli
anni della tua vita, nonostante tutto.
A
tutto l’amore che hai donato
e
ricevuto, nonostante tutto.
Guarda
a te e all’opera splendida di Dio,
alla
sua manifestazione solare, al bene
e
al bello che ha creato in te.
Guarda
e non ti scoraggiare.
Di
più; la fatica può essere l’occasione
di
crescere, di credere.
La
fede si affina nella prova, diventa
più
trasparente, il tuo sguardo si rende
più
trasparente, diventi testimone di Dio
quando
ti giudicano, diventi santo
davvero
(non quelli zuccherosi della
nostra
malata devozione!) e non te
ne
accorgi, ti scopri credente.
Se
il mondo ci critica e ci giudica,
se
ci attacca, non mettiamoci sulle
difensive,
non ragioniamo con la
logica
di questo mondo: affidiamoci
allo
Spirito.
Quando
il mondo parla troppo della
Chiesa,
la Chiesa deve parlare
maggiormente
di Cristo!
Lo
dico ufficialmente e pubblicamente;
a
me questa cosa non piace affatto.
Preferisco
crogiolarmi nelle mie vere
o
presunte disgrazie, preferisco
lamentarmi
di tutto e di tutti,
vivere
nella rabbia cronica.
Preferisco
cento volte lamentarmi del
mondo
brutto sporco e cattivo ed
eventualmente
costruirmi una piccola
setta
cattolica molto devota in cui ci
troviamo
bene (almeno all’inizio poi,
è
statistico, facciamo come il mondo cattivo!).
Preferisco
fare a modo mio, accipicchia!
Ma se proprio devo fare come vuoi Tu,
Signore, allora libera il mio cuore dal peso
del peccato, dall’incoerenza profonda,
dalla tendenza all’autolesionismo che
mi contraddistingue e rendimi libero,
in attesa del tuo Regno.
Buona Domenica, amici, Fausto.

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