sabato 1 novembre 2025

Il Vangelo di Domenica 2 Novembre 2025

 

Della 31° Domenica del Tempo Ordinario.

Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

Prima Lettura.

Io lo so che il mio redentore è vivo.

Dal libro di Giobbe (19,1.23-27a)

Rispondendo Giobbe prese a dire: «Oh,

se le mie parole si scrivessero, se si

fissassero in un libro,

fossero impresse con stilo di ferro

e con piombo, per sempre s'incidessero

sulla roccia!

Io so che il mio redentore è vivo e che,

ultimo, si ergerà sulla polvere!

Dopo che questa mia pelle sarà strappata

via, senza la mia carne, vedrò Dio.

Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo

contempleranno e non un altro».

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 26 (27)

Ripetiamo.

R. Sono certo di contemplare la bontà

del Signore nella terra dei viventi.

 

Il Signore è mia luce e mia salvezza:

di chi avrò timore?

Il Signore è difesa della mia vita:

di chi avrò paura? R.

 

Una cosa ho chiesto al Signore,

questa sola io cerco: abitare nella

casa del Signore tutti i giorni della mia

vita, per contemplare la bellezza del

Signore e ammirare il suo santuario. R.

 

Ascolta, Signore, la mia voce.

Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!

Il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto. R.

 

Sono certo di contemplare la bontà

del Signore nella terra dei viventi.

Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi

il tuo cuore e spera nel Signore. R.

 

Seconda Lettura

Giustificàti nel suo sangue, saremo

salvati dall'ira per mezzo di lui.

Dalla lettera di san Paolo

apostolo ai Romani (5,5-11)

Fratelli, la speranza non delude, perché

l'amore di Dio è stato riversato nei nostri

cuori per mezzo dello Spirito Santo

che ci è stato dato.

Infatti, quando eravamo ancora deboli,

nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi.

Ora, a stento qualcuno è disposto a morire

per un giusto; forse qualcuno oserebbe

morire per una persona buona.

Ma Dio dimostra il suo amore verso di

noi nel fatto che, mentre eravamo ancora

peccatori, Cristo è morto per noi.

A maggior ragione ora, giustificàti nel

suo sangue, saremo salvati dall'ira per

mezzo di lui.

Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo

stati riconciliati con Dio per mezzo

della morte del Figlio suo, molto più,

ora che siamo riconciliati, saremo

salvati mediante la sua vita.

Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio,

per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo,

grazie al quale ora abbiamo ricevuto

la riconciliazione.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

 

Questa è la volontà del Padre mio: che

chiunque vede il Figlio e crede in lui

abbia la vita eterna; e io lo risusciterò

nell’ultimo giorno, dice il Signore. (Gv 6,40)

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo.

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna;

e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

Dal Vangelo secondo

Giovanni (6,37-40) anno C.

In quel tempo, Gesù disse alla folla:

«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me:

colui che viene a me, io non lo caccerò

fuori, perché sono disceso dal cielo non

per fare la mia volontà, ma la volontà

di colui che mi ha mandato.

E questa è la volontà di colui che mi

ha mandato: che io non perda nulla

di quanto egli mi ha dato, ma che lo

risusciti nell'ultimo giorno.

Questa infatti è la volontà del Padre

mio: che chiunque vede il Figlio e

crede in lui abbia la vita eterna;

e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Dal primo istante della nostra vita, fino

al momento supremo della nostra

esistenza, noi siamo nelle mani di Dio.

Questo vuol dire che Egli, come Padre

amorevole, si prende cura di noi in ogni

momento del nostro pellegrinaggio terreno.

Per questo, anche se il pensiero della

morte ci lascia un pò tristi, non dobbiamo

temere; se Dio si è preso cura di noi

nella vita, ci abbandonerà proprio nel

momento della morte?

No amici; piuttosto, quello che dobbiamo

curare, nella nostra quotidianità, è questo

rapporto di fiducioso abbandono nelle

mani del nostro Dio.

Il nostro compito perciò, sarà quello di

assicurarci di non cadere giù dalle sue

mani, perché sarebbero guai

grossi per noi.

Gesù stesso, prima di spirare sulla croce,

affidò la sua anima e la sua vita alla cura

amorevole di suo Padre.

Non ci sarà nessuna paura, al momento

del nostro trapasso, se ci saremo esercitati

tutta la vita in questo continuo atto di

fiducia nell’amore del Padre Celeste.

Ed allora, cosa troveremo dopo la morte?

Queste sono domande che ogni uomo si

porta dentro, sin dalla notte dei tempi.

Giovanni, nell’Apocalisse, ci dice che

la storia è nelle mani di Dio e che dopo

la grande tribolazione a cui la Chiesa

sarà sottoposta, e vediamo che sta

avvenendo ad opera proprio di uomini

di Chiesa, tutti vedranno il trionfo

dell’Agnello immolato.

Perciò, non solo la morte non è la fine,

ma è piuttosto l’inizio della vita vera.

Quella vita, cioè, nella quale ognuno

potrà vedere con i propri occhi il trionfo

del Redentore Risorto, sul male

e sulla morte.

Questa fede ci deve rafforzare nel nostro

itinerario quotidiano e ci deve aiutare

a non temere la morte.

Piuttosto, dobbiamo sentirla come parte

integrante della nostra esistenza, perché

un giorno ci aiuterà ad aprirci la

porta dell’eternità.

Nel frattempo, però, la nostra preghiera

serve a far crescere tale fede e a renderla

forte per il giorno della gloria.

Ma purtroppo per noi, spesso pensiamo

alla nostra morte e ci chiediamo quando

essa interverrà a porre fine alla nostra

esistenza, con trepidazione e paura.

Credo, invece, che dovremo chiederci;

come è la nostra vita adesso!

Infatti, il punto è che si muore come

si è vissuti.

Ecco perciò, il grande problema.

Chi ha sempre cercato di vivere per Dio

e per gli altri, vede la morte da un punto

di vista differente da coloro che vivono

continuamente incentrati su se stessi

e sui propri bisogni.

La prima categoria di persone, vive già

nella pienezza dell’amore di Dio,

e quindi la morte non fa altro che

consegnare queste persone beate alla

presenza di Lui, che è l’amore per eccellenza.

Chi invece, ha vissuto all’insegna

dell’egoismo e dell’amor proprio,

in realtà è già morto e non si rende

conto che la morte fisica è soltanto

la manifestazione del vuoto che ha

sempre vissuto nella propria esistenza.

Perciò, amici, cerchiamo di metterci in

riga già da adesso chiedendo aiuto alla

preghiera, pregando anche per i nostri

cari e loro ci aiuteranno.

P.S. Comunque, amici, se vi può

consolare, anch’io ho un pò di paura

della morte, perché non vorrei essermi

dimenticato di non aver fatto tutto

quello che dovevo.

Buona Domenica con i nostri

cari defunti, Fausto  

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