Della 3° settimana del Tempo Ordinario.
San Giovanni Bosco, Presbitero.
Prima Lettura.
Ho peccato contro il Signore!
Dal secondo libro di
Samuèle (12,1-7a.10-17)
In quei giorni, il Signore mandò il profeta
Natan a Davide, e Natan andò da lui e gli
disse: «Due uomini erano nella stessa città,
uno ricco e l’altro povero.
Il ricco aveva bestiame minuto e grosso
in gran numero, mentre il povero non
aveva nulla, se non una sola pecorella
piccina, che egli aveva comprato.
Essa era vissuta e cresciuta insieme con
lui e con i figli, mangiando del suo pane,
bevendo alla sua coppa e dormendo
sul suo seno.
Era per lui come una figlia.
Un viandante arrivò dall’uomo ricco e
questi, evitando di prendere dal suo
bestiame minuto e grosso quanto era da
servire al viaggiatore che era venuto da
lui, prese la pecorella di quell’uomo
povero e la servì all’uomo che era
venuto da lui».
Davide si adirò contro quell’uomo e
disse a Natan: «Per la vita del Signore,
chi ha fatto questo è degno di morte.
Pagherà quattro volte il valore della
pecora, per aver fatto una tal cosa
e non averla evitata».
Allora Natan disse a Davide: «Tu
sei quell’uomo!
Così dice il Signore, Dio d’Israele: “La
spada non si allontanerà mai dalla tua
casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai
preso in moglie la moglie di Urìa l’Ittita”.
Così dice il Signore: “Ecco, io sto per
suscitare contro di te il male dalla tua
stessa casa; prenderò le tue mogli sotto
i tuoi occhi per darle a un altro, che
giacerà con loro alla luce di questo sole.
Poiché tu l’hai fatto in segreto, ma io
farò questo davanti a tutto Israele e alla
luce del sole”».
Allora Davide disse a Natan: «Ho
peccato contro il Signore!».
Natan rispose a Davide: «Il Signore ha
rimosso il tuo peccato: tu non morirai.
Tuttavia, poiché con quest’azione tu hai
insultato il Signore, il figlio che ti è nato
dovrà morire».
Natan tornò a casa.
Il Signore dunque colpì il bambino che
la moglie di Urìa aveva partorito a Davide
e il bambino si ammalò gravemente.
Davide allora fece suppliche a Dio per il
bambino, si mise a digiunare e, quando
rientrava per passare la notte, dormiva
per terra.
Gli anziani della sua casa insistevano
presso di lui perché si alzasse da terra,
ma egli non volle e non prese cibo con loro.
Parola di Dio.
Vangelo.
Chi è costui, che anche il vento
e il mare gli obbediscono?
Dal Vangelo secondo
Marco (4,35-41) anno pari.
In quel medesimo giorno, venuta la sera,
Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo
all'altra riva».
E, congedata la folla, lo presero con sé,
così com'era, nella barca.
C'erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le
onde si rovesciavano nella barca, tanto
che ormai era piena.
Egli se ne stava a poppa, sul cuscino,
e dormiva.
Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro,
non t'importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse
al mare: «Taci, càlmati!».
Il vento cessò e ci fu grande bonaccia.
Poi disse loro: «Perché avete paura?
Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si
dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque
costui, che anche il vento e il mare
gli obbediscono?».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Di fronte a questa manifestazione della
potenza di Gesù, i discepoli rimangono
sconcertati e si pongono domande sulla
sua vera identità.
Essi, in realtà, sono ben lontani dalla fede
autentica in Gesù, vero Dio e vero uomo.
Per adesso, cercano di dare un senso a ciò
che questo profeta ha appena compiuto.
Comandare agli elementi del cosmo era
soltanto prerogativa di Dio, però di fronte
alla manifestazione della divinità di Gesù,
essi non colgono il senso di quanto
hanno vissuto.
Non hanno ancora compreso che avere
fede in Lui vuol dire avere la certezza
che il Signore è presente nella loro barca
e che non può avvenire loro niente di
male, anche se Lui sembra dormire.
È la sua stessa presenza che deve
infonderci pace e sicurezza.
Quella barca, è la barca della nostra vita,
se noi attraverso la fede prendiamo a
bordo Gesù, non ci succederà
assolutamente niente, perciò preghiamo.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato
il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta
la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
rimetti a noi i nostri debiti come anche
noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e
benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per
noi peccatori, adesso e nell'ora della
nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e
allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e
sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


