mercoledì 21 gennaio 2026

Il Vangelo del Giovedì 22 Gennaio 2026

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

San Vincenzo di Saragozza,

diacono e martire.

Prima Lettura.

Saul, mio padre, cerca di ucciderti.

Dal primo libro di Samuèle (18,6-9;19,1-7)

In quei giorni, mentre Davide tornava

dall'uccisione del Filisteo, uscirono le

donne da tutte le città d'Israele a cantare

e a danzare incontro al re Saul,

accompagnandosi con i tamburelli, c

on grida di gioia e con sistri.

Le donne cantavano danzando e

dicevano: «Ha ucciso Saul i suoi

mille e Davide i suoi diecimila».

Saul ne fu molto irritato e gli parvero

cattive quelle parole.

Diceva: «Hanno dato a Davide diecimila,

a me ne hanno dati mille.

Non gli manca altro che il regno».

Così da quel giorno in poi Saul

guardava sospettoso Davide.

Saul comunicò a Giònata, suo figlio, e ai

suoi ministri di voler uccidere Davide.

Ma Giònata, figlio di Saul, nutriva grande

affetto per Davide. Giònata informò

Davide dicendo: «Saul, mio padre,

cerca di ucciderti.

Sta' in guardia domani, sta' al riparo

e nasconditi.

Io uscirò e starò al fianco di mio padre

nella campagna dove sarai tu e parlerò

in tuo favore a mio padre.

Ciò che vedrò te lo farò sapere».

Giònata parlò dunque a Saul, suo padre,

in favore di Davide e gli disse: «Non

pecchi il re contro il suo servo, contro

Davide, che non ha peccato contro di te,

che anzi ha fatto cose belle per te.

Egli ha esposto la vita, quando abbatté il

Filisteo, e il Signore ha concesso una

grande salvezza a tutto Israele.

Hai visto e hai gioito.

Dunque, perché pecchi contro un

innocente, uccidendo Davide

senza motivo?».

Saul ascoltò la voce di Giònata e giurò:

«Per la vita del Signore, non morirà!».

Giònata chiamò Davide e gli riferì

questo colloquio.

Poi Giònata introdusse presso Saul

Davide, che rimase alla sua presenza

come prima.

Parola di Dio.

Vangelo.

Gli spiriti impuri gridavano: «Tu sei

il Figlio di Dio!».

Ma egli imponeva loro severamente

di non svelare chi egli fosse.

Dal Vangelo secondo

Marco (3,7-12) anno pari.

In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli

si ritirò presso il mare e lo seguì molta

folla dalla Galilea.

Dalla Giudea e da Gerusalemme,

dall’Idumea e da oltre il Giordano

e dalle parti di Tiro e Sidòne, una

grande folla, sentendo quanto

faceva, andò da lui.

Allora egli disse ai suoi discepoli di

tenergli pronta una barca, a causa della

folla, perché non lo schiacciassero.

Infatti aveva guarito molti, cosicché

quanti avevano qualche male si

gettavano su di lui per toccarlo.

Gli spiriti impuri, quando lo vedevano,

cadevano ai suoi piedi e gridavano:

«Tu sei il Figlio di Dio!».

Ma egli imponeva loro severamente

di non svelare chi egli fosse.

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Il Signore ci chiede di tenergli pronta una

barca, per evitare che la folla lo schiacci.

La sua fama si è diffusa e, nonostante

la crescente tensione dei farisei nei suoi

confronti, Gesù continua ad annunciare

il Vangelo della salvezza e della liberazione.

Anche oggi è così; quando sentiamo una

buona notizia corriamo ad ascoltare chi

ce ne parla nella speranza di farci

guarire nel profondo.

Noi, suoi discepoli, siamo chiamati a

mettere la barca della nostra vita a

disposizione del Signore.

Poco importa se la userà o se resteremo

in attesa; Egli sa che può fare di noi

ciò che vuole.

Il Signore ha bisogno di noi, servi

inutili, anche solo per avere spazio in

mezzo alla folla.

Siamo collaboratori di Dio, nel nostro

piccolo, il Signore ci rende discepoli

e apostoli, ci usa come strumento per

la sua gloria, per l'annuncio della

sua salvezza.

È Lui che opera in noi, è Lui che

raggiunge i cuori attraverso la nostra

disponibilità e l’amore che siamo

chiamati a dare è lo stesso che abbiamo

ricevuto abbondantemente

incontrando il Signore.

Ancora oggi milioni di uomini e donne

cercano salvezza, senza sapere a

chi rivolgersi.

Mettiamo a disposizione del Signore la

barca e la preghiera, della nostra vita,

casomai ne avesse bisogno.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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