lunedì 19 gennaio 2026

Il Vangelo del Martedì 20 Gennaio 2026

 

Della 2° settimana del Tempo Ordinario.

San Fabiano, papa e martire;

San Sebastiano, martire.

Prima Lettura.

Samuèle unse Davide in mezzo ai

suoi fratelli, e lo spirito del Signore

irruppe su di lui.

Dal primo libro di Samuèle (16,1-13a)

In quei giorni, il Signore disse a Samuèle:

«Fino a quando piangerai su Saul, mentre

io l’ho ripudiato perché non regni su Israele?

Riempi d’olio il tuo corno e parti.

Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché

mi sono scelto tra i suoi figli un re».

Samuèle rispose: «Come posso andare?

Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà».

Il Signore soggiunse: «Prenderai con

te una giovenca e dirai: “Sono venuto

per sacrificare al Signore”.

Inviterai quindi Iesse al sacrificio.

Allora io ti farò conoscere quello che

dovrai fare e ungerai per me colui

che io ti dirò».

Samuèle fece quello che il Signore gli

aveva comandato e venne a Betlemme;

gli anziani della città gli vennero incontro

trepidanti e gli chiesero: «È pacifica

la tua venuta?».

Rispose: «È pacifica. Sono venuto

per sacrificare al Signore.

Santificatevi, poi venite con me al sacrificio».

Fece santificare anche Iesse e i suoi

figli e li invitò al sacrificio.

Quando furono entrati, egli vide Eliàb

e disse: «Certo, davanti al Signore sta

il suo consacrato!».

Il Signore replicò a Samuèle: «Non

guardare al suo aspetto né alla sua

alta statura.

Io l’ho scartato, perché non conta quel

che vede l’uomo: infatti l’uomo vede

l’apparenza, ma il Signore vede il cuore».

Iesse chiamò Abinadàb e lo presentò a

Samuèle, ma questi disse: «Nemmeno

costui il Signore ha scelto».

Iesse fece passare Sammà e quegli disse:

«Nemmeno costui il Signore ha scelto».

Iesse fece passare davanti a Samuèle i

suoi sette figli e Samuèle ripeté a Iesse:

«Il Signore non ha scelto nessuno di questi».

Samuèle chiese a Iesse: «Sono qui

tutti i giovani?».

Rispose Iesse: «Rimane ancora il più

piccolo, che ora sta a pascolare il gregge».

Samuèle disse a Iesse: «Manda a prenderlo,

perché non ci metteremo a tavola prima

che egli sia venuto qui».

Lo mandò a chiamare e lo fece venire.

Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto.

Disse il Signore: «Àlzati e ungilo: è lui!».

Samuèle prese il corno dell’olio e lo unse

in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del

Signore irruppe su Davide da quel

giorno in poi.

Parola di Dio.

Vangelo.

Il sabato è stato fatto per l'uomo

e non l'uomo per il sabato!

Dal Vangelo secondo

Marco (2,23-28) anno pari.

In quel tempo, di sabato Gesù passava

fra campi di grano e i suoi discepoli,

mentre camminavano, si misero a

cogliere le spighe.

I farisei gli dicevano: «Guarda!

Perché fanno in giorno di sabato

quello che non è lecito?».

Ed egli rispose loro: «Non avete mai

letto quello che fece Davide quando si

trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni

ebbero fame?

Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò

nella casa di Dio e mangiò i pani

dell'offerta, che non è lecito mangiare

se non ai sacerdoti, e ne diede anche

ai suoi compagni!».

E diceva loro: «Il sabato è stato fatto

per l'uomo  e non l'uomo per il sabato!

Perciò il Figlio dell'uomo è signore

anche del sabato».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Non è lecito, è proibito, è vietato.

Quante volte confondiamo la fede con

il rispetto scrupoloso di infinite norme

attribuite a Dio!

Come se credere, in fondo, coincidesse

col comportarsi bene, da bravi ragazzi,

irreprensibilmente.

Certo; quando incontriamo Dio la nostra

vita si trasforma, si trasfigura, acquista

una nuova dimensione ed è difficile

credere senza che la fede cambi di

conseguenza il nostro comportamento.

Ma, sinceramente, fra noi cattolici vedo

molto più diffuso il rischio del giudizio

impietoso, dello scrupolo, della riduzione

della fede a etica piuttosto che a motore

del cambiamento.

Gesù è accusato di trasgredire le regole.

E Gesù, che ben conosce la Scrittura

e la Legge, fatta per gli uomini, per

donare loro libertà, non certo per

opprimerli!, replica ai devoti

scandalizzati citando un noto episodio

di trasgressione compiuto dal re Davide

col beneplacito dei sacerdoti del tempo.

Come a dire; una norma va sempre letta

nel suo contesto, soprattutto una norma

rituale, salvaguardando il principio,

ma cogliendone le eccezioni.

No, Gesù non fonda un movimento

anarchico, ma riconduce all’essenziale

le norme attribuite a Dio,

relativizzandole all’Assoluto.

Impariamo da Lui a vivere da figli

e non da contabili, chiedendo

aiuto alla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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