Della 3° settimana del Tempo Ordinario.
San Tommaso d'Aquino,
sacerdote e Dottore della Chiesa.
Prima Lettura.
Io susciterò un tuo discendente dopo
di te e renderò stabile il suo regno.
Dal secondo libro di Samuèle (7,4-17)
In quei giorni, fu rivolta a Natan questa
parola del Signore: «Va’ e di’ al mio
servo Davide: Così dice il Signore: “Forse
tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti?
Io infatti non ho abitato in una casa da
quando ho fatto salire Israele dall’Egitto
fino ad oggi; sono andato vagando sotto
una tenda, in un padiglione.
Durante tutto il tempo in cui ho camminato
insieme con tutti gli Israeliti, ho forse mai
detto ad alcuno dei giudici d’Israele, a cui
avevo comandato di pascere il mio popolo
Israele: Perché non mi avete edificato una
casa di cedro?”.
Ora dunque dirai al mio servo Davide:
Così dice il Signore degli eserciti: “Io ti
ho preso dal pascolo, mentre seguivi il
gregge, perché tu fossi capo del mio
popolo Israele.
Sono stato con te dovunque sei andato,
ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a
te e renderò il tuo nome grande come
quello dei grandi che sono sulla terra.
Fisserò un luogo per Israele, mio popolo,
e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi
più e i malfattori non lo opprimano come
in passato e come dal giorno in cui avevo
stabilito dei giudici sul mio popolo Israele.
Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici.
Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e
tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò
un tuo discendente dopo di te, uscito dalle
tue viscere, e renderò stabile il suo regno.
Egli edificherà una casa al mio nome e io
renderò stabile il trono del suo regno
per sempre.
Io sarò per lui padre ed egli sarà per
me figlio.
Se farà il male, lo colpirò con verga
d’uomo e con percosse di figli d’uomo,
ma non ritirerò da lui il mio amore, come
l’ho ritirato da Saul, che ho rimosso
di fronte a te.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi
per sempre davanti a te, il tuo trono sarà
reso stabile per sempre”».
Natan parlò a Davide secondo tutte queste
parole e secondo tutta questa visione.
Parola di Dio.
Vangelo.
Il seminatore uscì a seminare.
Dal Vangelo secondo
Marco (4,1-20) anno pari.
In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo
a insegnare lungo il mare.
Si riunì attorno a lui una folla enorme,
tanto che egli, salito su una barca, si mise
a sedere stando in mare, mentre tutta la
folla era a terra lungo la riva.
Insegnava loro molte cose con parabole
e diceva loro nel suo insegnamento:
«Ascoltate.
Ecco, il seminatore uscì a seminare.
Mentre seminava, una parte cadde lungo la
strada; vennero gli uccelli e la mangiarono.
Un’altra parte cadde sul terreno sassoso,
dove non c’era molta terra; e subito
germogliò perché il terreno non era
profondo, ma quando spuntò il sole, fu
bruciata e, non avendo radici, seccò.
Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi
crebbero, la soffocarono e non diede frutto.
Altre parti caddero sul terreno buono e
diedero frutto: spuntarono, crebbero e
resero il trenta, il sessanta, il cento per uno».
E diceva: «Chi ha orecchi per
ascoltare, ascolti!».
Quando poi furono da soli, quelli che
erano intorno a lui insieme ai Dodici
lo interrogavano sulle parabole.
Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato
il mistero del regno di Dio; per quelli
che sono fuori invece tutto avviene in
parabole, affinché guardino, sì, ma non
vedano, ascoltino, sì, ma non
comprendano, perché non si convertano
e venga loro perdonato».
E disse loro: «Non capite questa parabola,
e come potrete comprendere tutte le parabole?
Il seminatore semina la Parola.
Quelli lungo la strada sono coloro nei
quali viene seminata la Parola, ma,
quando l’ascoltano, subito viene Satana
e porta via la Parola seminata in loro.
Quelli seminati sul terreno sassoso sono
coloro che, quando ascoltano la Parola,
subito l’accolgono con gioia, ma non
hanno radice in se stessi, sono incostanti
e quindi, al sopraggiungere di qualche
tribolazione o persecuzione a causa della
Parola, subito vengono meno.
Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi
sono coloro che hanno ascoltato la Parola,
ma sopraggiungono le preoccupazioni del
mondo e la seduzione della ricchezza e
tutte le altre passioni, soffocano la Parola
e questa rimane senza frutto.
Altri ancora sono quelli seminati sul
terreno buono: sono coloro che ascoltano
la Parola, l’accolgono e portano frutto:
il trenta, il sessanta, il cento per uno».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il seminatore della parabola di Gesù rivela
alcune lezioni spirituali di primaria
importanza, anche se il suo comportamento
potrebbe sembrare anomalo; chi è così
folle da gettare del seme buono sulla
strada o sulle pietre o in mezzo ai rovi?
Questo paradosso ci fa comprendere che
nel rapporto tra noi e la Parola di Dio il
problema è uno solo; la nostra poca
disponibilità a cambiare, lasciandoci
trasformare da essa.
Il cuore buono, di cui si parla spesso
nella Sacra Scrittura, altro non è che
quella disposizione interiore che ci
permette di ascoltare la Parola con
cuore aperto ed accogliere la grazia
che porta con sé.
Adesso sta a noi decidere; si tratta di
lasciarsi conquistare da questo seme
della Parola, lasciandolo crescere dentro
di noi affinchè porti frutti di vita eterna,
oppure continuare a far finta di niente.
Apriamo finalmente il nostro cuore
definitivamente, perché così aperto
il Signore può depositare la sua Parola
ed infiammarlo, aiutandoci con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato
il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta
la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
rimetti a noi i nostri debiti come anche
noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e
benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per
noi peccatori, adesso e nell'ora della
nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e
allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e
sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

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