Della 4° settimana del Tempo Ordinario.
Presentazione del Signore.
La Candelora.
Prima Lettura.
Entrerà nel suo tempio il Signore
che voi cercate.
Dal libro del profeta Malachìa (3,1-4)
Così dice il Signore Dio: «Ecco,
io manderò un mio messaggero a
preparare la via davanti a me e subito
entrerà nel suo tempio il Signore che
voi cercate; e l'angelo dell'alleanza,
che voi sospirate, eccolo venire, dice
il Signore degli eserciti.
Chi sopporterà il giorno della sua venuta?
Chi resisterà al suo apparire?
Egli è come il fuoco del fonditore
e come la lisciva dei lavandai.
Siederà per fondere e purificare l'argento;
purificherà i figli di Levi, li affinerà come
oro e argento, perché possano offrire al
Signore un'offerta secondo giustizia.
Allora l'offerta di Giuda e di Gerusalemme
sarà gradita al Signore come nei giorni
antichi, come negli anni lontani».
Parola di Dio.
Vangelo.
I miei occhi hanno visto la tua salvezza.
Dal Vangelo secondo
Luca (2,22-32) anno pari.
Quando furono compiuti i giorni della
loro purificazione rituale, secondo la
legge di Mosè, Maria e Giuseppe
portarono il bambino a Gerusalemme
per presentarlo al Signore-come è scritto
nella legge del Signore: «Ogni maschio
primogenito sarà sacro al Signore»-e per
offrire in sacrificio una coppia di tortore
o due giovani colombi, come prescrive
la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c'era un uomo di
nome Simeone, uomo giusto e pio, che
aspettava la consolazione d'Israele,
e lo Spirito Santo era su di lui.
Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato
che non avrebbe visto la morte senza
prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e,
mentre i genitori vi portavano il bambino
Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva
a suo riguardo, anch'egli lo accolse tra
le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora
puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua
salvezza, preparata da te davanti a tutti
i popoli: luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il
Vangelo ci descrive una scena
ordinaria,
come se ne vedevano tutti
i
giorni nel tempio di Gerusalemme.
Una
giovane coppia di persone povere
che
offre il proprio figlio primogenito
al
Dio altissimo, proprio come comandato
da
Mosè nella legge sinaitica.
Ma
per chi sa leggere i segni di dio, in
questa
scena vi è in realtà il compimento
di
profezie antiche; Simeone, il vegliardo,
comprende
che in quel bambino
finalmente
trova compimento tutta
l’attesa
di Israele e di tutte le genti.
Dio
è tornato nel suo tempio, per cui il
giorno
della liberazione sta per iniziare.
Ma
questa liberazione non avrà i toni
trionfalistici
che tutti attendevano;
la
redenzione passa attraverso il silenzio,
il
nascondimento, il rifiuto e la croce stessa.
Ecco
cosa vuol dire umiltà, vuol dire
nascondersi
per operare, noi sappiamo
fare
altrettanto? Se facciamo fatica.
Facciamoci
aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato
il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta
la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
rimetti a noi i nostri debiti come anche
noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e
benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per
noi peccatori, adesso e nell'ora della
nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e
allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e
sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

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