martedì 10 marzo 2026

Il Vangelo del Mercoledì 11 Marzo 2026

 

Della 3° settimana di Quaresima.

San Costantino, re e martire.

Prima lettura.

Osserverete le leggi e le metterete in pratica.

Dal libro del Deuteronòmio (4,1.5-9)

Mosè parlò al popolo e disse: «Ora,

Israele, ascolta le leggi e le norme che

io vi insegno, affinché le mettiate in

pratica, perché viviate ed entriate in

possesso della terra che il Signore,

Dio dei vostri padri, sta per darvi.

Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme

come il Signore, mio Dio, mi ha ordinato,

perché le mettiate in pratica nella terra in

cui state per entrare per prenderne possesso.

Le osserverete dunque, e le metterete in

pratica, perché quella sarà la vostra

saggezza e la vostra intelligenza agli

occhi dei popoli, i quali, udendo parlare

di tutte queste leggi, diranno: "Questa

grande nazione è il solo popolo saggio

e intelligente".

Infatti quale grande nazione ha gli dèi

così vicini a sé, come il Signore, nostro

Dio, è vicino a noi ogni volta che

lo invochiamo?

E quale grande nazione ha leggi e norme

giuste come è tutta questa legislazione

che io oggi vi do?

Ma bada a te e guàrdati bene dal

dimenticare le cose che i tuoi occhi

hanno visto, non ti sfuggano dal cuore

per tutto il tempo della tua vita:

le insegnerai anche ai tuoi figli e ai

figli dei tuoi figli».

Parola di Dio.

Vangelo.

Chi insegnerà e osserverà i precetti,

sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo

Matteo (5,17-19) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi

discepoli: «Non crediate che io sia

venuto ad abolire la Legge o i Profeti;

non sono venuto ad abolire, ma a

dare pieno compimento.

In verità io vi dico: finché non siano

passati il cielo e la terra, non passerà

un solo iota o un solo trattino della

Legge, senza che tutto sia avvenuto.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi

minimi precetti e insegnerà agli altri a

fare altrettanto, sarà considerato minimo

nel regno dei cieli.

Chi invece li osserverà e li insegnerà,

sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Non è un anarchico Gesù, non vuole

radere al suolo la fede da cui proviene,

non si pone in contrapposizione

all’esperienza del popolo ebraico.

Non condivide la proliferazione delle

norme, la cosiddetta Legge orale, che

prescrive fin nei dettagli la vita del

credente, organizzandola in oltre

seicento precetti.

Più volte il Signore ridicolizza certi

eccessi o, meglio, fa vedere come

l’osservanza non è nulla senza

lo spirito giusto.

Non è venuto a cambiare ma a portare

a compimento, a lasciar fiorire e portare

frutto, a completare la Legge che Dio

ha donato agli uomini perché possano

conoscerlo e conoscersi.

Gesù è un rivoluzionario perché rispetta

dal di dentro le norme, perché ne coglie

l’anima, perché non fa il soldatìno ma

l’uomo realizzato e pienamente maturo.

Anche noi possiamo vivere le norme

legate alla fede riportandole alla propria

origine, al significato profondo.

Anche noi perciò, dobbiamo maturare

aiutandoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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