mercoledì 22 aprile 2026

Il Vangelo del Giovedì 23 Aprile 2026

 

Della 3° settimana di Pasqua.

San Giorgio, martire di Lydda.

Prima lettura.

Ecco, qui c'è dell'acqua; che cosa

impedisce che io sia battezzato?

Dagli Atti degli Apostoli (8,26-40)

In quei giorni, un angelo del Signore parlò

a Filippo e disse: «Àlzati e va' verso il

mezzogiorno, sulla strada che scende

da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta».

Egli si alzò e si mise in cammino,

quand'ecco un Etíope, eunùco, funzionario

di Candàce, regina di Etiòpia,

amministratore di tutti i suoi tesori, che

era venuto per il culto a Gerusalemme,

stava ritornando, seduto sul suo carro,

e leggeva il profeta Isaìa.

Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va'

avanti e accòstati a quel carro».

Filippo corse innanzi e, udito che leggeva

il profeta Isaìa, gli disse: «Capisci quello

che stai leggendo?».

Egli rispose: «E come potrei capire,

se nessuno mi guida?».

E invitò Filippo a salire e a sedere

accanto a lui.

Il passo della Scrittura che stava leggendo

era questo: "Come una pecora egli fu

condotto al macello e come un agnello

senza voce innanzi a chi lo tosa, così

egli non apre la sua bocca.

Nella sua umiliazione il giudizio gli è

stato negato, la sua discendenza chi

potrà descriverla?

Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita".

Rivolgendosi a Filippo, l'eunùco disse:

«Ti prego, di quale persona il profeta

dice questo?

Di se stesso o di qualcun altro?».

Filippo, prendendo la parola e partendo

da quel passo della Scrittura,

annunciò a lui Gesù.

Proseguendo lungo la strada, giunsero

dove c'era dell'acqua e l'eunùco disse:

«Ecco, qui c'è dell'acqua; che cosa

impedisce che io sia battezzato?».

Fece fermare il carro e scesero tutti

e due nell'acqua, Filippo e l'eunùco,

ed egli lo battezzò.

Quando risalirono dall'acqua, lo Spirito

del Signore rapì Filippo e l'eunùco non

lo vide più; e, pieno di gioia, proseguiva

la sua strada.

Filippo invece si trovò ad Azoto ed

evangelizzava tutte le città che

attraversava, finché giunse a Cesarèa.

Parola di Dio.

Vangelo.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

Dal Vangelo secondo

Giovanni (6,44-51) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù alla folla:

«Nessuno può venire a me, se non lo

attira il Padre che mi ha mandato;

e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

Sta scritto nei profeti: E tutti saranno

istruiti da Dio.

Chiunque ha ascoltato il Padre e ha

imparato da lui, viene a me.

Non perché qualcuno abbia visto il Padre;

solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.

In verità, in verità io vi dico: chi crede

ha la vita eterna.

Io sono il pane della vita.

I vostri padri hanno mangiato la manna

nel deserto e sono morti; questo è il pane

che discende dal cielo, perché chi ne

mangia non muoia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.

Se uno mangia di questo pane vivrà in

eterno e il pane che io darò è la mia

carne per la vita del mondo".

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

La promessa di Gesù è davvero esaltante;

chi si nutrirà della sua carne vivrà in eterno.

Cioè, non conoscerà la morte e il suo

effetto deleterio.

Ma chi, oggi, accoglie con serietà questa

promessa e questo invito?

Quanti cristiani si nutrono del corpo

di Cristo con una superficialità

davvero scandalosa?

Eppure, dovremmo riflettere su un dato

di fatto; noi, che abbiamo la possibilità

di nutrirci di Lui, abbiamo un privilegio

che molti non hanno.

Quante persone, in tante parti del mondo,

desidererebbero partecipare a una

Eucaristia e nutrirsi di Lui, ma non

possono, per tanti motivi?

Allora, almeno noi dimostriamo di dare

la giusta importanza a questo dono che

ci viene fatto e ringraziamo con la vita,

consapevoli del dono e del privilegio

che abbiamo, e che tanti non hanno.

Perciò ringraziamo il Signore con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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