venerdì 17 aprile 2026

Il Vangelo del Venerdì 17 Aprile 2026

 

Della seconda settimana di Pasqua.

San Roberto di La Chaise-Dieu, abate.

Prima lettura.

Gli apostoli se ne andarono dal sinedrio,

lieti di essere stati giudicati degni di

subire oltraggi per il nome di Gesù.

Dagli Atti degli Apostoli (5,34-42)

In quei giorni, si alzò nel sinedrio un

fariseo, di nome Gamalièle, dottore della

Legge, stimato da tutto il popolo.

Diede ordine di far uscire [gli apostoli]

per un momento e disse: «Uomini di

Israele, badate bene a ciò che state

per fare a questi uomini.

Tempo fa sorse Tèuda, infatti, che

pretendeva di essere qualcuno, e a lui si

aggregarono circa quattrocento uomini.

Ma fu ucciso, e quelli che si erano lasciati

persuadére da lui furono dissolti e

finirono nel nulla.

Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al

tempo del censimento, e indusse gente

a seguirlo, ma anche lui finì male,

e quelli che si erano lasciati persuadére

da lui si dispersero.

Ora perciò io vi dico: non occupatevi

di questi uomini e lasciateli andare.

Se infatti questo piano o quest'opera

fosse di origine umana, verrebbe

distrutta; ma, se viene da Dio, non

riuscirete a distruggerli.

Non vi accada di trovarvi addirittura

a combattere contro Dio!».

Seguirono il suo parere e, richiamati

gli apostoli, li fecero flagellare

e ordinarono loro di non parlare

nel nome di Gesù.

Quindi li rimisero in libertà.

Essi allora se ne andarono via dal

sinedrio, lieti di essere stati giudicati

degni di subire oltraggi per il

nome di Gesù.

E ogni giorno, nel tempio e nelle case,

non cessavano di insegnare e di

annunciare che Gesù è il Cristo.

Parola di Dio.

Vangelo.

Gesù distribuì i pani a quelli che

erano seduti, quanto ne volevano.

Dal Vangelo secondo

Giovanni (6,1-15) anno pari.

In quel tempo, Gesù passò all'altra riva

del mare di Galilea, cioè di Tiberìade,

e lo seguiva una grande folla, perché

vedeva i segni che compiva sugli infermi.

Gesù salì sul monte e là si pose a sedere

con i suoi discepoli.

Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che

una grande folla veniva da lui e disse

a Filippo: «Dove potremo comprare il

pane perché costoro abbiano da mangiare?».

Diceva così per metterlo alla prova;

egli infatti sapeva quello che stava

per compiere.

Gli rispose Filippo: «Duecento denari

di pane non sono sufficienti neppure

perché ognuno possa riceverne un pezzo».

Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea,

fratello di Simon Pietro: «C'è qui un

ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due

pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?».

Rispose Gesù: «Fateli sedere».

C'era molta erba in quel luogo.

Si misero dunque a sedere ed erano

circa cinquemila uomini.

Allora Gesù prese i pani e, dopo aver

reso grazie, li diede a quelli che erano

seduti, e lo stesso fece dei pesci,

quanto ne volevano.

E quando furono saziati, disse ai suoi

discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati,

perché nulla vada perduto».

Li raccolsero e riempirono dodici canestri

con i pezzi dei cinque pani d'orzo,

avanzati a coloro che avevano mangiato.

Allora la gente, visto il segno che egli

aveva compiuto, diceva: «Questi è

davvero il profeta, colui che viene

nel mondo!».

Ma Gesù, sapendo che venivano a

prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo

sul monte, lui da solo.

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù si ritira da solo sul monte appena

comprende che la gente vuole farlo re.

Egli, che conosce la folla, sa bene che il

miracolo compiuto è stato del tutto frainteso.

Spesso anche noi fraintendiamo il Signore;

quando infatti cerchiamo da Lui semplici

soluzioni immediate ai nostri problemi,

senza renderci conto che è venuto per

darci ben più di quanto chiediamo.

Lo riduciamo a un idolo o a un amuleto

portafortuna; questo è il motivo per cui,

a volte, non ci esaudisce.

Come nostro Padre, Dio vuole il nostro

vero bene, e spesso tale bene passa per

vie che non implicano la soluzione

immediata di certe situazioni che

viviamo e che ci sembra urgente risolvere.

È importante chiedere a Dio di intervenire

nella soluzione dei nostri problemi,

attraverso la preghiera, ma è anche

importante aprirci alla sua volontà che,

a volte, ci chiede di aspettare per

ricevere grazie ancora più grandi.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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