venerdì 1 maggio 2026

Il Vangelo del Sabato 2 Maggio 2026

 

Della 4° settimana di Pasqua.

Sant'Atanasio, vescovo

e dottore della Chiesa.

Prima Lettura.

Noi ci rivolgiamo ai pagani.

Dagli Atti degli Apostoli (13,44-52)

Il sabato seguente quasi tutta la città

[di Antiòchia] si radunò per ascoltare

la parola del Signore.

Quando videro quella moltitudine,

i Giudei furono ricolmi di gelosia

e con parole ingiuriose contrastavano

le affermazioni di Paolo.

Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza

dichiararono: «Era necessario che fosse

proclamata prima di tutto a voi la parola

di Dio, ma poiché la respingete e non

vi giudicate degni della vita eterna,

ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani.

Così infatti ci ha ordinato il Signore: "Io

ti ho posto per essere luce delle genti,

perché tu porti la salvezza sino

all'estremità della terra"».

Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano

e glorificavano la parola del Signore,

e tutti quelli che erano destinati alla

vita eterna credettero.

La parola del Signore si diffondeva

per tutta la regione.

Ma i Giudei sobillarono le pie donne

della nobiltà e i notabili della città e

suscitarono una persecuzione contro

Paolo e Bàrnaba e li cacciarono

dal loro territorio.

Allora essi, scossa contro di loro la

polvere dei piedi, andarono a Icònio.

I discepoli erano pieni di gioia

e di Spirito Santo.

Parola di Dio.

Vangelo.

Chi ha visto me, ha visto il Padre.

Dal Vangelo secondo

Giovanni (14,7-14) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi

discepoli: «Se avete conosciuto me,

conoscerete anche il Padre mio: fin

da ora lo conoscete e lo avete veduto».

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci

il Padre e ci basta».

Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono

con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?

Chi ha visto me, ha visto il Padre.

Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"?

Non credi che io sono nel Padre e il

Padre è in me?

Le parole che io vi dico, non le dico da

me stesso; ma il Padre, che rimane in me,

compie le sue opere.

Credete a me: io sono nel Padre

e il Padre è in me.

Se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità io vi dico: chi crede in

me, anch'egli compirà le opere che io

compio e ne compirà di più grandi di

queste, perché io vado al Padre.

E qualunque cosa chiederete nel mio

nome, la farò, perché il Padre sia

glorificato nel Figlio.

Se mi chiederete qualche cosa nel

mio nome, io la farò.

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Dietro la richiesta di Filippo vi è

l’aspirazione di ogni uomo, quella di

vedere il volto di Dio.

Ma quello che Filippo non ha ancora

capito è che per vedere Dio non ci si deve

costringere a chissà quali privazioni o

ascese su monti altissimi, come avveniva

per i profeti nell’Antico Testamento.

Ora, per contemplare il volto di Dio

basta guardare la persona di Gesù.

È Lui la rivelazione definitiva dell’amore

di Dio; è la Parola vivente, cioè tutto ciò

che avevamo bisogno di ascoltare da

parte del Padre.

Quindi, adesso, l’unica cosa da fare è mettere

in pratica quanto abbiamo ascoltato.

Gli apostoli hanno capito questa verità

quando lo Spirito Santo li ha illuminati

sul mistero di Cristo.

Anche a noi Dio fa questo dono con amore

e benevolenza, attraverso la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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