giovedì 14 maggio 2026

Il Vangelo del Venerdì 15 Maggio 2026

 

Della 6° settimana di Pasqua.

Sant’Isidoro l’agricoltore, laico.

Prima Lettura.

In questa città io ho un popolo numeroso.

Dagli Atti degli Apostoli (18,9-18)

[Mentre Paolo era a Corìnto,] una notte,

in visione, il Signore gli disse: «Non aver

paura; continua a parlare e non tacere,

perché io sono con te e nessuno cercherà

di farti del male: in questa città io ho

un popolo numeroso».

Così Paolo si fermò un anno e mezzo,

e insegnava fra loro la parola di Dio.

Mentre Gallione era proconsole dell'Acàia,

i Giudei insorsero unanimi contro Paolo

e lo condussero davanti al tribunale

dicendo: «Costui persuade la gente

a rendere culto a Dio in modo

contrario alla Legge».

Paolo stava per rispondere, ma Gallione

disse ai Giudei: «Se si trattasse di un

delitto o di un misfatto, io vi ascolterei,

o Giudei, come è giusto.

Ma se sono questioni di parole o di nomi

o della vostra Legge, vedetevela voi: io

non voglio essere giudice di queste faccende».

E li fece cacciare dal tribunale.

Allora tutti afferrarono Sòstene, capo

della sinagoga, e lo percossero davanti

al tribunale, ma Gallione non si curava

affatto di questo.

Paolo si trattenne ancora diversi giorni,

poi prese congedo dai fratelli e s'imbarcò

diretto in Siria, in compagnia

di Priscilla e Aquila.

A Cencre si era rasato il capo a causa

di un voto che aveva fatto.

Parola di Dio.

Vangelo.

Nessuno potrà togliervi la vostra gioia.

Dal Vangelo secondo

Giovanni (16,20-23a) anno pari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi

discepoli: «In verità, in verità io vi

dico: voi piangerete e gemerete,

ma il mondo si rallegrerà.

Voi sarete nella tristezza, ma la vostra

tristezza si cambierà in gioia.

La donna, quando partorisce, è nel dolore,

perché è venuta la sua ora; ma, quando ha

dato alla luce il bambino, non si ricorda

più della sofferenza, per la gioia che è

venuto al mondo un uomo.

Così anche voi, ora, siete nel dolore;

ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore

si rallegrerà e nessuno potrà togliervi

la vostra gioia.

Quel giorno non mi domanderete più nulla.

In verità, in verità io vi dico: se chiederete

qualche cosa al Padre nel mio nome,

egli ve la darà.

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Il dolore e il pianto hanno a che

fare con il parto.

Anche il dolore che gli amici del Signore

proveranno, quando Egli verrà sottratto

ai loro occhi, è in realtà il preludio di

una nuova nascita; diventeranno adulti

nella fede, capaci di scelte mature e di

donare persino la vita per il Signore.

Perciò nella vita cristiana il dolore ha un

significato importante; non è fine a se

stesso e non ci rende inconsolabili,

ma prepara nuove strade e nuove

prospettive che ci permettono di vedere

il Signore ancora più vivo e operante

di prima in noi e negli altri.

Quando si permette a Dio di compiere

quest’opera, tutto diventa chiaro e non

abbiamo bisogno di chiedere più

alcuna spiegazione, ma solo pregare.

Diventiamo cioè tanto capaci di cogliere

i desideri di Dio da sapere cosa gli fa

piacere e cosa ci fa crescere

nella sua amicizia.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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