Il Vangelo del Giovedì 4 Giugno 2026

 

Della 9° settimana del Tempo Ordinario.

San Francesco Caracciolo, sacerdote.

Prima Lettura.

Ma la parola di Dio non è incatenata.

Se moriamo con lui, con lui anche vivremo.

Dalla seconda lettera di san

Paolo apostolo a Timòteo (2,8-15).

Figlio mio, ricòrdati di Gesù Cristo,

risorto dai morti, discendente di Davide,

come io annuncio nel mio Vangelo,

per il quale soffro fino a portare le

catene come un malfattore.

Ma la parola di Dio non è incatenata!

Perciò io sopporto ogni cosa per quelli

che Dio ha scelto, perché anch'essi

raggiungano la salvezza che è in

Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.

Questa parola è degna di fede: Se

moriamo con lui, con lui anche

vivremo; se perseveriamo, con lui

anche regneremo; se lo rinneghiamo,

lui pure ci rinnegherà; se siamo infedeli,

lui rimane fedele, perché non può

rinnegare se stesso.

Richiama alla memoria queste cose,

scongiurando davanti a Dio che si

evitino le vane discussioni, le quali

non giovano a nulla se non alla rovina

di chi le ascolta. Sfòrzati di presentarti

a Dio come una persona degna, un

lavoratore che non deve vergognarsi

e che dispensa rettamente la parola

della verità.

Parola di Dio.

Vangelo.

Non c’è altro comandamento

più grande di questi.

Dal Vangelo secondo

Marco (12,28b-34) anno pari.

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno

degli scribi e gli domandò: «Qual è il

primo di tutti i comandamenti?».

Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele!

Il Signore nostro Dio è l'unico Signore;

amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo

cuore e con tutta la tua anima, con tutta

la tua mente e con tutta la tua forza".

Il secondo è questo: "Amerai il tuo

prossimo come te stesso".

Non c'è altro comandamento più

grande di questi».

Lo scriba gli disse: «Hai detto bene,

Maestro, e secondo verità, che Egli è

unico e non vi è altri all'infuori di lui;

amarlo con tutto il cuore, con tutta

l'intelligenza e con tutta la forza e amare

il prossimo come se stesso vale più di

tutti gli olocausti e i sacrifici».

Vedendo che egli aveva risposto

saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei

lontano dal regno di Dio».

E nessuno aveva più il coraggio

di interrogarlo.

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

È sconcertante, al solito, questo Gesù

che affronta uno spinoso tema esistenziale

con una serenità e una semplicità che

fanno rabbrividire.

Cosa vuol dire essere credente?

Discepolo cristiano, in questo nevrotico

ventunesimo secolo?

La risposta di Gesù è diretta; ama.

Ama Dio, lasciati raggiungere dal suo

amore e ricambialo, amalo con tutte le

tue forze, cioè più che riesci, più che

puoi, con i tuoi limiti, non proiettare

addosso a Dio le tue paure e le tue

mediocrità, Dio è grande,

immenso, è Padre.

Amalo e lasciati amare perché questo

amore ti trasformi e ti trasfiguri, rendendoti

capace di amare te stesso e il tuo fratello.

Te stesso; perché scoprendo la relazione

d’amore che ti lega a Dio, non puoi fare

a meno di volerti bene, di prenderti con

serenità, di accettarti senza deliri di

onnipotenza e senza depressioni.

Una volta scopertoti amato, diventerai

capace di amare, non amerai quelli

simpatici, ma amerai tutti dell’amore

con cui sei amato.

Semplice, dice, Gesù, vivere la fede è

semplice e bello, basta amare e ogni

norma, ogni regola, anche nella Chiesa,

ci deve aiutare ad amare o non serve.

E nessuno ha più il coraggio di parlare!

Questo povero scriba voleva solo fare

sfoggio di cultura con una dotta

disquisizione sull’ordine di importanza

degli oltre seicento comandamenti che

il pio israelita era tenuto ad osservare,

per non restare destabilizzato!

A noi, invece serve solo preghiera e amore.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

Commenti

Post popolari in questo blog

Il Vangelo del Sabato 6 Dicembre 2025

Il Vangelo del Mercoledì 4 Febbraio 2026

Il Vangelo del Venerdì 27 Marzo 2026