Il Vangelo del Sabato 6 Giugno 2026
Della 9° settimana del Tempo Ordinario.
San Norberto, vescovo.
Prima Lettura.
Compi la tua opera di annunciatore
del Vangelo.
Io sto già per essere versato in offerta
e il Signore mi consegnerà la corona
di giustizia.
Dalla seconda lettera di san Paolo
apostolo a Timòteo (4,1-8)
Figlio mio, ti scongiuro davanti a Dio
e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare
i vivi e i morti, per la sua manifestazione
e il suo regno: annuncia la Parola, insisti
al momento opportuno e non opportuno,
ammonisci, rimprovera, esorta con ogni
magnanimità e insegnamento.
Verrà giorno, infatti, in cui non si
sopporterà più la sana dottrina, ma, pur
di udire qualcosa, gli uomini si
circonderanno di maestri secondo
i propri capricci, rifiutando di dare ascolto
alla verità per perdersi dietro alle favole.
Tu però vigila attentamente, sopporta le
sofferenze, compi la tua opera di
annunciatore del Vangelo, adempi
il tuo ministero.
Io infatti sto già per essere versato in
offerta ed è giunto il momento che io
lasci questa vita.
Ho combattuto la buona battaglia, ho
terminato la corsa, ho conservato la fede.
Ora mi resta soltanto la corona di giustizia
che il Signore, il giudice giusto, mi
consegnerà in quel giorno; non solo
a me, ma anche a tutti coloro che hanno
atteso con amore la sua manifestazione.
Parola di Dio.
Vangelo.
Questa vedova, così povera, ha
gettato nel tesoro più di tutti gli altri.
Dal Vangelo secondo
Marco (12,38-44) anno pari.
In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva
alla folla nel suo insegnamento:
«Guardatevi dagli scribi, che amano
passeggiare in lunghe vesti, ricevere
saluti nelle piazze, avere i primi seggi
nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.
Divorano le case delle vedove e pregano
a lungo per farsi vedere.
Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava
come la folla vi gettava monete.
Tanti ricchi ne gettavano molte.
Ma, venuta una vedova povera, vi gettò
due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli,
disse loro: «In verità io vi dico: questa
vedova, così povera, ha gettato nel tesoro
più di tutti gli altri.
Tutti infatti hanno gettato parte del
loro superfluo.
Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato
tutto quello che aveva, tutto quanto aveva
per vivere».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
I sacerdoti del tempio e la vedova; Gesù
non ha timore di contrapporre i due
atteggiamenti che caratterizzano i
protagonisti del Vangelo di oggi.
I sacerdoti hanno recuperato il potere
perso da secoli; il nuovo tempio è
diventato il motore spirituale ed
economico del paese, nel tempio
i sacrifici e i riti si susseguono a
ritmi impressionanti e la nuova
casta sacerdotale fa sentire la sua voce.
E, come sempre accade, accanto
all’essenziale cresce anche la
scenografia; vestiti, palazzi, riti
e denaro, tanto denaro, ‘santo’,
che entra nelle casse del tempio
e nelle tasche dei sommi sacerdoti.
Forse è inevitabile, forse succede
sempre così, ma è curioso il fatto che
Gesù, invece, proponga a noi discepoli
il modello della vedova senza soldi
che sacrifica i pochi spiccioli che ha
per la cassa del tempio.
Un’inezia, per l’economia del tempio.
Un grande sacrificio, per la donna
costretta a vivere di elemosine.
Gesù richiama tutti all’essenziale,
alla verità dei gesti, a non lasciare che
l’apparenza prevalga sulla sostanza
come accade, a volte, anche nella
nostra Chiesa.
Imitiamo la vedova, oggi, diamo a Dio
ciò che ci è vitale e più caro e prezioso,
con l’aiuto della preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato
il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta
la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
rimetti a noi i nostri debiti come anche
noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e
benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per
noi peccatori, adesso e nell'ora della
nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e
allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e
sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

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