Il Vangelo di Domenica 5 Luglio 2026

 

Della 14° Domenica del Tempo Ordinario.

Sant'Antonio Maria Zaccaria, sacerdote.

Prima lettura.

Ecco, a te viene il tuo re umile.

Dal libro del profeta Zaccaria (9,9-10)

Così dice il Signore:

"Esulta grandemente, figlia di Sion,

giubila, figlia di Gerusalemme!

Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto

e vittorioso, umile, cavalca un asino,

un puledro figlio d'asina.

Farà sparire i carri da Efraim e i cavalli

da Gerusalemme, l'arco di guerra sarà

spezzato, annunzierà la pace alle genti,

il suo dominio sarà da mare a mare e dal

fiume ai confini della terra".

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal.144

Ripetiamo. Benedirò il tuo nome

per sempre, Signore.

 

O Dio, mio re, voglio esaltarti e benedire

il tuo nome in eterno e per sempre.

Ti voglio benedire ogni giorno,

lodare il tuo nome. R.

 

Paziente e misericordioso è il Signore,

lento all'ira e ricco di grazia.

Buono è il Signore verso tutti, la sua

tenerezza si espande su tutte le creature. R.

 

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere

e ti benedicano i tuoi fedeli.

Dicano la gloria del tuo regno

e parlino della tua potenza. R.

 

Il tuo regno è regno di tutti i secoli, il tuo

dominio si estende ad ogni generazione.

Il Signore sostiene quelli che vacillano

e rialza chiunque è caduto. R.

 

Seconda Lettura.

Se mediante lo Spirito fate

morire le opere del corpo, vivrete.

Dalla lettera di san Paolo

apostolo ai Romani (8,9.11-13)

Fratelli, voi non siete sotto il dominio

della carne, ma dello Spirito, dal momento

che lo Spirito di Dio abita in voi.

Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo,

non gli appartiene.

E se lo Spirito di colui che ha risuscitato

Gesù dai morti abita in voi, colui che ha

risuscitato Cristo dai morti darà la vita

anche ai vostri corpi mortali per mezzo

del suo Spirito che abita in voi.

Così dunque fratelli, noi siamo debitori,

ma non verso la carne per vivere secondo

la carne; poiché se vivete secondo la carne,

voi morirete; se invece con l'aiuto dello

Spirito voi fate morire le opere del

corpo, vivrete.

Parola di Dio.

 

Canto al Vangelo

Alleluia, Alleluia.

 

Benedetto sei tu, Padre, Signore del

cielo e della terra, perché ai piccoli hai

rivelato i misteri del regno dei cieli.

 

Alleluia, alleluia.

 

Vangelo.

Io sono mite e umile di cuore.

Dal Vangelo secondo

Matteo (11,25-30) anno A.

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode,

Padre, Signore del cielo e della terra,

perché hai nascosto queste cose ai

sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.

Tutto mi è stato dato dal Padre mio;

nessuno conosce il Figlio se non il Padre,

e nessuno conosce il Padre se non il Figlio

e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati

e oppressi, e io vi ristorerò.

Prendete il mio giogo sopra di voi e

imparate da me, che sono mite e umile di

cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.

Il mio giogo infatti è dolce e il mio

carico leggero".

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

La vita, va affrontata con umiltà.

L’importante non è la meta, ma il

percorso fatto, e con chi.

E come.

Proprio come nella fede.

Ripenso a quello che scrive Zaccaria.

Israele si è lasciata sedurre dalla logica

del mondo, dal dominio, dalla forza

militare, dagli accordi diplomatici,

dai compromessi necessari.

Come facciamo tutti, per poter

sopravvivere, per mantenere il nostro

standard di vita, per trovare lavoro

e conservarlo, per non essere sbranati.

Non siamo dei forcaioli, per carità, ma a

volte un certo desiderio di prendere le

scorciatoie assale anche noi, di fronte al

diverso, allo straniero, all’arrogante,

la tentazione di dare qualche sonoro

cazzotto ci viene.

Anche nella Chiesa, ahimè, (e lo stiamo

vedendo ai giorni nostri, le porcherie

che fanno certi uomini di Chiesa) a

volte prevale la tentazione del

compromesso, dell’applauso,

della rivendicazione.

Giusto, purchè non si scordi mai di

chi siamo discepoli.

Di colui che entra in Gerusalemme a

bordo di un asino, re da farsa, clown

di Dio che ridicolizza i nostri deliri di

potere (anche clericale).

Invece Zaccaria esorta Efraim, la tribù

del sud, a non comprare i carri da

guerra e Gerusalemme, capitale del

regno di Giuda, a non imitare gli egizi

acquistando i possenti cavalli, ma di

accontentarsi dei ciuchini che bene si

adattano alle colline aspre del territorio.

Il mondo grida ed esige grinta, forza,

possenza, visibilità, arroganza.

Dio, invece, ci chiede pace del cuore,

mitezza, perdono.

Ci sono persone che vivono tutte

travolte dai desideri della carne,

come li chiama san Paolo.

Basta guardarsi intorno per capire, senza

cedere alla consueta retorica cattolica

dell’edonismo, vedendo il peccato ovunque.

Un dato di fatto c’è: oggi siamo troppo

attenti alla corporeità, alla fisicità.

Un’inchiesta recente rivela che, il numero

degli abbonati ad una palestra hanno

superato il numero di coloro che dicono

di partecipare alla messa o al culto

evangelico ogni Domenica, qui in Italia

ci andiamo molto vicino, per noi è

meglio andare in giro con dei bei

bicipidi, che dichiararsi cristiani.

Buffo semplificare, e pericoloso.

Certo è che la sensazione di un’eccessiva

ed ossessiva attenzione al ‘fuori’

a scapito del ‘dentro’, si percepisce.

Curiamo il nostro corpo e la nostra

salute, certo.

Ma anche il nostro spirito.

Sogno un’etica dell’estetica, una

spiritualità dell’attenzione alla corporeità.

Il mondo mette ai margini chi non è

splendido ed efficiente, chi non possiede,

chi non appare.

Dio, invece, ci chiede di accorgerci che le

opere carnali sono destinate al fallimento.

E che solo lo spirito, l’interiorità, il dentro

ci fanno vivere.

E fiorire in una bellezza globale.

Noi siamo portati a banalizzare e a

frastornare, tutto quello che ci circonda.

Fuori dal frastuono nell’intimità del

Signore tutto diventa vivibile, qui tutto

è essenziale, tutto è riportato nella sua

giusta dimensione.

È qui il vero luogo per chi ama ascoltare.

E ascolta chi è piccolo, chi è fragile,

chi è spalancato allo stupore.

Gesù stesso è turbato da questa scoperta.

Tra i suoi discepoli sono i

poveracci a prevalere.

I notabili, i religiosi e i devoti, i ricchi,

a parte qualche eccezione, tentennano,

dubitano, avvitano il proprio pensiero

su loro stessi. Deprimente.

Gesù non esulta, perchè; nel mondo prevale,

allora come oggi, la logica del potente.

Dio, invece, preferisce gli sfortunati

e i perdenti.

E dei perdenti ne fa discepoli.

Dei deboli i propri testimoni,

dei balbuzienti i propri proclamatori.

Buffo Dio.

Sapeste quanto lo amo.

Sapeste quanto mi ama.

Prendo volentieri il suo giogo sopra di me.

Non ho trovato nulla di più bello, di più

vero, di più luminoso.

Lo so, crederci sul serio è folle.

Vivere incentrati sulla mitezza è folle.

Vivere nel rispetto profondo del corpo,

nella sintonia con lo spirito è fuori moda.

Scegliere il profilo basso è perdente.

Pazienza, continuerò a correre il rischio

di credere nel Dio più pazzo che esiste.

Seguirò le poche tracce di luce che ho

scoperto davanti a me.

Buona Domenica, amici, Fausto.

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