Il Vangelo del Sabato 8 Agosto 2026

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

San Domenico di Guzman, sacerdote

e fondatore dei predicatori.

Prima Lettura.

Il giusto vivrà per la sua fede.

Dal libro del profeta Abacuc (1,2-3;2,2-4)

Fino a quando, Signore, implorerò aiuto

e non ascolti, a te alzerò il grido:

«Violenza!» e non salvi?

Perché mi fai vedere l’iniquità e resti

spettatore dell’oppressione?

Ho davanti a me rapina e violenza e ci

sono liti e si muovono contese.

Il Signore rispose e mi disse: «Scrivi la

visione e incidila bene sulle tavolette,

perché la si legga speditamente.

È una visione che attesta un termine,

parla di una scadenza e non mentisce;

se indugia, attendila, perché certo

verrà e non tarderà.

Ecco, soccombe colui che non ha

l’animo retto, mentre il giusto vivrà

per la sua fede».

Parola di Dio.

Vangelo.

Se avrete fede, nulla vi sarà impossibile.

Dal Vangelo secondo

Matteo (17,14-20) anno pari.

In quel tempo, si avvicinò a Gesù un

uomo che gli si gettò in ginocchio

e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio!

È epilettico e soffre molto; cade spesso

nel fuoco e sovente nell'acqua.

L'ho portato dai tuoi discepoli, ma non

sono riusciti a guarirlo».

E Gesù rispose: «O generazione

incredula e perversa!

Fino a quando sarò con voi?

Fino a quando dovrò sopportarvi?

Portatelo qui da me».

Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui,

e da quel momento il ragazzo fu guarito.

Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù,

in disparte, e gli chiesero: «Perché noi

non siamo riusciti a scacciarlo?».

Ed egli rispose loro: «Per la vostra

poca fede.

In verità io vi dico: se avrete fede pari

a un granello di senape, direte a questo

monte: "Spòstati da qui a là", ed esso si

sposterà, e nulla vi sarà impossibile».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Ho sempre ammirato l’umiltà degli apostoli.

Invece di scrivere dei vangeli inneggianti

alla loro stessa tempra spirituale, non

temono di raccontare le loro figuracce.

Perché a loro non importa essere ricordati

per la loro integrità, ma annunciare la

presenza del Maestro.

Il racconto di oggi è impietoso; i discepoli

pensano di avere imparato a sufficienza,

non c’è bisogno di scomodare il Signore,

in fondo un epilettico non è così grave,

dovrebbero farcela!

E falliscono miseramente, costringendo

il povero padre a ricorrere a Gesù per

avere una guarigione.

Sono imbarazzati, gli apostoli; come mai

non sono riusciti a guarire il ragazzo?

Gesù è diretto e chiaro con loro; è perché

non hanno abbastanza fede, non ci credono.

Stiamo attenti quando vogliamo sostituirci

al Maestro, quando pensiamo che, in fondo,

anche noi siamo capaci di aiutare, di

condurre, di consolare, di sostenere.

Ricordiamoci sempre che siamo solo servi

della Parola, che nessuno ci ha eletto

rappresentanti di Dio, ma che siamo, con

gli altri fratelli, discepoli, umili operai che

lavorano nella vigna del Signore.

E cresciamo nella fede, come riusciamo?,

con semplicità e preghiera, per poter guarire

noi e gli altri da ogni fragilità.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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