Il Vangelo del Giovedì 8 Ottobre 2026

 

Della 27° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Pelagia di Antiochia, penitente.

Prima Lettura.

È per le opere della Legge che avete

ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato

la parola della fede?

Dalla lettera di san Paolo

apostolo ai Gàlati (3,1-5)

O stolti Gàlati, chi vi ha incantati?

Proprio voi, agli occhi dei quali fu

rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso!

Questo solo vorrei sapere da voi: è per

le opere della Legge che avete ricevuto

lo Spirito o per aver ascoltato la parola

della fede?

Siete così privi d’intelligenza che,

dopo aver cominciato nel segno dello

Spirito, ora volete finire nel segno

della carne?

Avete tanto sofferto invano?

Se almeno fosse invano!

Colui dunque che vi concede lo Spirito

e opera portenti in mezzo a voi, lo fa

grazie alle opere della Legge o perché

avete ascoltato la parola della fede?

Parola di Dio.

Vangelo.

Chiedete e vi sarà dato.

Dal Vangelo secondo

Luca (11,5-13) anno pari.

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:

«Se uno di voi ha un amico e a

mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico,

prestami tre pani, perché è giunto da

me un amico da un viaggio e non ho

nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno

gli risponde: “Non m’importunare,

la porta è già chiusa, io e i miei bambini

siamo a letto, non posso alzarmi per

darti i pani”, vi dico che, anche se non

si alzerà a darglieli perché è suo amico,

almeno per la sua invadenza si alzerà a

dargliene quanti gliene occorrono.

Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà

dato, cercate e troverete, bussate

e vi sarà aperto.

Perché chiunque chiede riceve e chi

cerca trova e a chi bussa sarà aperto.

Quale padre tra voi, se il figlio gli

chiede un pesce, gli darà una serpe

al posto del pesce?

O se gli chiede un uovo, gli darà

uno scorpione?

Se voi dunque, che siete cattivi, sapete

dare cose buone ai vostri figli, quanto

più il Padre vostro del cielo darà lo

Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

La splendida parabola dell’amico importuno

ci dice che la preghiera è una questione di

insistenza e di abitudine in senso positivo.

Non di insistenza nel senso che si tratta

di rompere le scatole a Dio finché non

ci esaudisca, ma insistenza verso noi

stessi, mettendo la preghiera al centro

della nostra vita interiore, coltivandola

quotidianamente, anche solo per pochi

minuti, per formarci ad una sana abitudine.

La nostra preghiera non deve essere

estemporanea, rarefatta, ma rivestirci

e animarci come qualcosa di essenziale

alla nostra vita.

In aggiunta alla preghiera del Padre nostro,

non importa quali siano le altre parole

che usiamo; la preghiera può essere una

lode, una richiesta, un’intercessione;

l’essenziale è che ci rivolgiamo ad un

Padre che già ci conosce e sa bene di

cosa abbiamo bisogno e che sa se ciò

che stiamo chiedendo è per il nostro bene,

per questo dobbiamo sempre pregare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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