Il Vangelo del Lunedì 2 Novembre 2026
Della 31° settimana del Tempo Ordinario.
Commemorazione di tutti i fedeli defunti.
Prima Lettura.
Io lo so che il mio redentore è vivo.
Dal libro di Giobbe (19,1.23-27a)
Rispondendo Giobbe prese a dire: «Oh,
se le mie parole si scrivessero, se si
fissassero in un libro, fossero impresse
con stilo di ferro e con piombo, per
sempre s'incidessero sulla roccia!
Io so che il mio redentore è vivo e che,
ultimo, si ergerà sulla polvere!
Dopo che questa mia pelle sarà strappata
via, senza la mia carne, vedrò Dio.
Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo
contempleranno e non un altro».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale dal Sal 26 (27)
Ripetiamo. Il Signore è mia luce
e mia salvezza.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R.
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. R.
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto. R.
Sono certo di contemplare la bontà
del Signore nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi
il tuo cuore e spera nel Signore. R.
Seconda Lettura
Giustificàti nel suo sangue,
saremo salvati dall'ira per mezzo di lui.
Dalla lettera di san Paolo
apostolo ai Romani (5,5-11)
Fratelli, la speranza non delude, perché
l'amore di Dio è stato riversato nei nostri
cuori per mezzo dello Spirito Santo
che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli,
nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi.
Ora, a stento qualcuno è disposto a morire
per un giusto; forse qualcuno oserebbe
morire per una persona buona.
Ma Dio dimostra il suo amore verso di
noi nel fatto che, mentre eravamo ancora
peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificàti nel
suo sangue, saremo salvati dall'ira
per mezzo di lui.
Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo
stati riconciliati con Dio per mezzo della
morte del Figlio suo, molto più, ora che
siamo riconciliati, saremo salvati
mediante la sua vita.
Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio,
per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo,
grazie al quale ora abbiamo ricevuto
la riconciliazione.
Parola di Dio.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Questa è la volontà del Padre mio:
che chiunque vede il Figlio e crede in
lui abbia la vita eterna; e io lo
risusciterò nell’ultimo giorno,
dice il Signore. (Gv 6,40)
Alleluia, alleluia.
Vangelo.
Chi crede nel Figlio ha la vita eterna;
e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Dal Vangelo secondo
Giovanni (6,37-40) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà
a me: colui che viene a me, io non lo
caccerò fuori, perché sono disceso dal
cielo non per fare la mia volontà, ma
la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha
mandato: che io non perda nulla di
quanto egli mi ha dato, ma che lo
risusciti nell'ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio:
che chiunque vede il Figlio e crede in lui
abbia la vita eterna; e io lo risusciterò
nell'ultimo giorno».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il Vangelo afferma che il Signore non
abbandona quelli che ha amato; non li
lascia mai; specie nel difficile
passaggio della morte.
Anzi, li accoglie e li coinvolge nella
sua resurrezione.
Ed ecco che il dolore per il distacco
si accompagna alla speranza, anzi,
alla certezza di un nuovo incontro.
La vita, dice il Vangelo, non finisce
nella morte.
I nomi delle persone amate e conosciute,
non sono persi in quel grande buio
della morte.
È significativo che la liturgia della
Chiesa, metta una dopo l’altra le festa
dei santi con quella dei morti.
È stata una intuizione di straordinaria
forza evocativa; i santi e i morti, sono
uniti in un unico futuro.
Se ogni giorno, siamo invitati a ricordare
un numero enorme di gente, popoli interi,
masse di santi e di morti, tutti raccolti
in un unico destino.
Perciò, tutti uniti nella resurrezione di
Cristo.
Che è proprio la novità cristiana; la
vittoria
completa e piena di Gesù sulla morte.
Chi crede in Lui risorgerà con il suo corpo.
È un Vangelo, una buona notizia, davvero
sorprendente e consolante.
Nulla è impossibile a Dio, tanto più la
salvezza di coloro che ha amato, da
mandare per loro il suo Figlio sulla terra.
Certo, tutti sentiamo la durezza della morte
e, se pensiamo a coloro che sono morti,
particolarmente a quelli che sono a noi
più cari, non possiamo non sentire la
tristezza della separazione.
Tuttavia, l’apostolo Paolo invita a non
dimenticare il futuro riservato ai figli di
Dio: “Voi non avete ricevuto uno spirito
da schiavi per ricadere nella paura, ma
avete ricevuto uno spirito da figli.
E se siamo figli, siamo anche eredi”.
Perciò, tutti i credenti sono nelle
mani di Dio.
E il suo amore è più forte della morte.
Tutti ci chiediamo, dove sono i nostri
morti; e magari cerchiamo di pensarli,
di immaginare il luogo dove vivono
e cosa fanno.
Certo, è forte e bella la tradizione di
visitare i cimiteri, i luoghi dove essi,
come dice l’antica tradizione cristiana,
‘dormono’ in attesa del risveglio.
Ma è anche bello (e forse ancor più)
pensare che i nostri defunti, continuano
ad essere presenti nelle nostre Chiese,
là dove hanno ricevuto i sacramenti,
dove hanno pregato, dove hanno lodato
il Signore, dove hanno sperato e pregato
nei momenti difficili, e da dove sono
stati accompagnati verso il cielo.
Potremmo dire che, i defunti sono nelle
Chiese della comunità di cui facevano
parte; la morte, infatti, non ha
interrotto i legami.
Essi continuano ad essere vicini per
celebrare assieme a coloro che sono
sulla terra, la lode del Signore.
Per questo, la comunione con i defunti
è fondata sul mistero dell’amore di Dio,
che tutti raccoglie e sostiene.
L’amore di Dio è la verità della
vita e della morte.
Tutto passa, anche la fede e la speranza,
tranne l’amore, perciò, amici, preghiamo
insieme per tutti i nostri cari, Fausto.

Commenti
Posta un commento