mercoledì 24 settembre 2025

Il Vangelo del Giovedì 25 Settembre 2025

 

Della 25° settimana del Tempo Ordinario.

San Cleofa, discepolo di Gesù.

Prima Lettura.

Ricostruite la mia casa,

in essa mi compiacerò.

Dal libro del profeta Aggèo (1,1-8)

L’anno secondo del re Dario, il primo

giorno del sesto mese, questa parola del

Signore fu rivolta per mezzo

del profeta Aggeo a Zorobabele, figlio

di Sealtièl, governatore della Giudea, e a

Giosuè, figlio di Iosadàk, sommo sacerdote.

«Così parla il Signore degli eserciti:

Questo popolo dice: “Non è ancora

venuto il tempo di ricostruire la casa

del Signore!”».

Allora fu rivolta per mezzo del profeta

Aggeo questa parola del Signore: «Vi

sembra questo il tempo di abitare

tranquilli nelle vostre case ben coperte,

mentre questa casa è ancora in rovina?

Ora, così dice il Signore degli eserciti:

Riflettete bene sul vostro comportamento!

Avete seminato molto, ma avete raccolto

poco; avete mangiato, ma non da togliervi

la fame; avete bevuto, ma non fino a

inebriarvi; vi siete vestiti, ma non vi

siete riscaldati; l’operaio ha avuto il

salario, ma per metterlo in un

sacchetto forato.

Così dice il Signore degli esciti:

Riflettete bene sul vostro comportamento!

Salite sul monte, portate legname,

ricostruite la mia casa.

In essa mi compiacerò e manifesterò

la mia gloria, dice il Signore».

Parola di Dio.

Vangelo.

Giovanni, l’ho fatto decapitare io;

chi è dunque costui, del quale sento

dire queste cose?

Dal Vangelo secondo

Luca (9,7-9) anno dispari.

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì

parlare di tutti questi avvenimenti e

non sapeva che cosa pensare, perché

alcuni dicevano: «Giovanni è risorto

dai morti», altri: «È apparso Elìa»,

e altri ancora: «È risorto uno degli

antichi profeti».

Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto

decapitare io; chi è dunque costui, del

quale sento dire queste cose?».

E cercava di vederlo.

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Erode non sa spiegarsi la missione e le

ragioni del successo del Nazareno.

Fantasmi lo perseguitano, sangue che

gronda dalle sue mani di re fantoccio che

si fa comandare dalla stizza di una concubina.

Chi è mai costui? Il Battista?

Erode caccia il pensiero con forza;

ancora gli duole la decisione presa,

da alticcio, durante un festino, di far

uccidere quel profeta che egli,

nonostante tutto, ascoltava

volentieri e stimava.

Decisione presa per non sfigurare,

per non ledere la sua immagine davanti

agli invitati, a causa di una stolta

promessa fatta ad una adolescente.

Chi è mai quest’uomo?

Ancora oggi, dopo più di duemila anni di

fatiche e di emozioni, il Nazareno fa

discutere di sé: chi è mai quest’uomo?

Un esaltato? Un folle?

Un profeta? Un idealista?

Gesù scuote, inquieta, smuove,

emoziona, fa rabbrividire.

È e resta un mistero per i potenti di

ogni tempo che tentano di eliminarlo

o di imitarlo o di blandirlo.

Ma Gesù, libero, forte, presente, ancora

accompagna i suoi discepoli.

I regni crollano, i potenti scompaiono,

la Storia, la grande mietitrice,

tutto livella, tutto scompone.

Ma Gesù, intatto, resta.

E noi con Lui e la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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