lunedì 15 settembre 2025

Il Vangelo del Martedì 16 Settembre 2025

 

Della 24° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Cornelio, Papa,

e Cipriano, vescovo, martiri.

Prima Lettura.

Bisogna che il vescovo sia irreprensibile;

allo stesso modo i diaconi conservino il

mistero della fede in una coscienza pura.

Dalla prima lettera di san Paolo

apostolo a Timòteo (3,1-13)

Figlio mio, questa parola è degna di

fede: se uno aspira all'episcopato,

desidera un nobile lavoro.

Bisogna dunque che il vescovo sia

irreprensibile, marito di una sola donna,

sobrio, prudente, dignitoso, ospitale,

capace di insegnare, non dedito al vino,

non violento ma benevolo, non litigioso,

non attaccato al denaro.

Sappia guidare bene la propria famiglia

e abbia figli sottomessi e rispettosi,

perché, se uno non sa guidare la propria

famiglia, come potrà aver cura della

Chiesa di Dio?

Inoltre non sia un convertito da poco

tempo, perché, accecato dall'orgoglio,

non cada nella stessa condanna del diavolo.

È necessario che egli goda buona stima

presso quelli che sono fuori della comunità,

per non cadere in discredito e nelle

insidie del demonio.

Allo stesso modo i diaconi siano persone

degne e sincere nel parlare, moderati

nell'uso del vino e non avidi di guadagni

disonesti, e conservino il mistero della

fede in una coscienza pura.

Perciò siano prima sottoposti a una prova

e poi, se trovati irreprensibili, siano

ammessi al loro servizio.

Allo stesso modo le donne siano persone

degne, non maldicenti, sobrie, fedeli in tutto.

I diaconi siano mariti di una sola donna

e capaci di guidare bene i figli e le

proprie famiglie.

Coloro infatti che avranno esercitato bene

il loro ministero, si acquisteranno un grado

degno di onore e un grande coraggio nella

fede in Cristo Gesù.

Parola di Dio.

Vangelo.

Ragazzo, dico a te, àlzati!

Dal Vangelo secondo

Luca (7,11-17) anno dispari.

In quel tempo, Gesù si recò in una città

chiamata Nain, e con lui camminavano

i suoi discepoli e una grande folla.

Quando fu vicino alla porta della città,

ecco, veniva portato alla tomba un morto,

unico figlio di una madre rimasta vedova;

e molta gente della città era con lei.

Vedendola, il Signore fu preso da

grande compassione per lei e le

disse: «Non piangere!».

Si avvicinò e toccò la bara, mentre i

portatori si fermarono.

Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!».

Il morto si mise seduto e cominciò a parlare.

Ed egli lo restituì a sua madre.

Tutti furono presi da timore e glorificavano

Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto

tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo».

Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta

la Giudea e in tutta la regione circostante.

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Il funerale del figlio unico di madre

vedova; sembra l’inizio di un film horror!

Esiste un dolore più grande?

No, certo; perciò Luca sintetizza in

questo miracolo l’opera di salvezza

del Signore Gesù.

Il dolore è una cosa seria, inutile

banalizzarlo; Gesù ha resuscitato

questo ragazzo riconsegnandolo

alla madre, ma quanti altri sono

rimasti nella stretta della morte?

Quante volte nella vita affrontiamo

sofferenze che negano la

compassione di Dio?

Quante volte facciamo esperienza del

nostro limite insostenibile?

Esiste il dolore e anche il discepolo

ne fa esperienza.

Non possiamo liquidarlo con risposte

approssimative e consolanti, con sintesi

affrettate e inviti a sperare in Dio

nonostante tutto.

La chiave del racconto è tutta

nell’annotazione di Luca che riferisce

l’atteggiamento di Gesù verso

la madre; compassione.

Dio non ci preserva dal dolore ma lo

condivide, patisce con noi, assume su

di sé il dolore e lo trasfigura.

Ci basta?

O, più onestamente, vorremmo un Dio

che ci preservi dal dolore?

In questa domanda sta il cuore della nostra

fede; preferiamo un Dio che condivide

o uno che ci garantisca l’immunità?

Sinceramente, amici, non so darmi

una risposta ed allora chiedo aiuto

alla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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