martedì 16 settembre 2025

Il Vangelo del Mercoledì 17 Settembre 2025

 

Della 24° settimana del Tempo Ordinario.

San Roberto Bellarmino,

vescovo e dottore della Chiesa.

Prima Lettura.

Grande è il mistero della vera religiosità.

Dalla prima lettera di san Paolo

apostolo a Timòteo (3,14-16)

Figlio mio, ti scrivo tutto questo nella

speranza di venire presto da te; ma se

dovessi tardare, voglio che tu sappia

come comportarti nella casa di Dio,

che è la Chiesa del Dio vivente,

colonna e sostegno della verità.

Non vi è alcun dubbio che grande

è il mistero della vera religiosità:

egli fu manifestato in carne umana

e riconosciuto giusto nello Spirito,

fu visto dagli angeli e annunciato fra

le genti, fu creduto nel mondo ed

elevato nella gloria.

Parola di Dio.

Vangelo.

Vi abbiamo suonato il flauto e non

avete ballato, abbiamo cantato un

lamento e non avete pianto.

Dal Vangelo secondo

Luca (7,31-35) anno dispari.

In quel tempo, il Signore disse: «A chi

posso paragonare la gente di

questa generazione?

A chi è simile?

È simile a bambini che, seduti in piazza,

gridano gli uni agli altri così: “Vi

abbiamo suonato il flauto e non avete

ballato, abbiamo cantato un lamento

e non avete pianto!”.

È venuto infatti Giovanni il Battista,

che non mangia pane e non beve

vino, e voi dite: “È indemoniato”.

È venuto il Figlio dell’uomo, che

mangia e beve, e voi dite: “Ecco un

mangione e un beone, un amico di

pubblicani e di peccatori!”.

Ma la Sapienza è stata riconosciuta

giusta da tutti i suoi figli».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Ha ragione, il Signore, ha ragione; non

siamo mai contenti, mai soddisfatti, come

i farisei, come la gente che lo ascolta.

Giovanni digiunava?

Certamente aveva un demonio in corpo!

Gesù non digiuna?

È un gaudente, un mangione e un beone!

Anche noi ci comportiamo in questo

modo nei confronti della Chiesa; tutti

noi ne sappiamo di più del Papa e tutti

sapremmo risolvere i tanti problemi che

affliggono la Santa Chiesa di Dio!

E la pastorale in parrocchia?

E il nostro parroco?

Non ne parliamo!

Quello di prima sì, invece.

Quando capiremo che ci è affidato

il Regno, che la diversità è un dono?

Che la lamentazione non è accettabile

nei figli di Dio?

Che ci occorre uno sguardo profondo e di

fede sulla realtà, su di noi, sulla Chiesa?

Poi, certo, insieme decidiamo cosa è

meglio fare, quali strategie adottare,

che tipo di pastorale proporre.

Ma sono scelte conseguenti all’incontro

e al rispetto del primo comandamento del

Signore che è quello dell’amore reciproco!

Grazie, Signore, di questa giornata, della

mia vita, delle cose che ho, di me stesso.

Non tutto funziona come vorrei, o come

dovrebbe, ma non voglio, oggi,

lamentarmi di nulla; ho Te e la

preghiera, cosa mi manca?

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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