Della 24° settimana del Tempo Ordinario.
San Roberto Bellarmino,
vescovo e dottore della Chiesa.
Prima Lettura.
Grande è il mistero della vera religiosità.
Dalla prima lettera di san Paolo
apostolo a Timòteo (3,14-16)
Figlio mio, ti scrivo tutto questo nella
speranza di venire presto da te; ma se
dovessi tardare, voglio che tu sappia
come comportarti nella casa di Dio,
che è la Chiesa del Dio vivente,
colonna e sostegno della verità.
Non vi è alcun dubbio che grande
è il mistero della vera religiosità:
egli fu manifestato in carne umana
e riconosciuto giusto nello Spirito,
fu visto dagli angeli e annunciato fra
le genti, fu creduto nel mondo ed
elevato nella gloria.
Parola di Dio.
Vangelo.
Vi abbiamo suonato il flauto e non
avete ballato, abbiamo cantato un
lamento e non avete pianto.
Dal Vangelo secondo
Luca (7,31-35) anno dispari.
In quel tempo, il Signore disse: «A chi
posso paragonare la gente di
questa generazione?
A chi è simile?
È simile a bambini che, seduti in piazza,
gridano gli uni agli altri così: “Vi
abbiamo suonato il flauto e non avete
ballato, abbiamo cantato un lamento
e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista,
che non mangia pane e non beve
vino, e voi dite: “È indemoniato”.
È venuto il Figlio dell’uomo, che
mangia e beve, e voi dite: “Ecco un
mangione e un beone, un amico di
pubblicani e di peccatori!”.
Ma la Sapienza è stata riconosciuta
giusta da tutti i suoi figli».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ha
ragione, il Signore, ha ragione; non
siamo
mai contenti, mai soddisfatti, come
i
farisei, come la gente che lo ascolta.
Giovanni
digiunava?
Certamente
aveva un demonio in corpo!
Gesù
non digiuna?
È
un gaudente, un mangione e un beone!
Anche
noi ci comportiamo in questo
modo
nei confronti della Chiesa; tutti
noi
ne sappiamo di più del Papa e tutti
sapremmo
risolvere i tanti problemi che
affliggono
la Santa Chiesa di Dio!
E
la pastorale in parrocchia?
E
il nostro parroco?
Non
ne parliamo!
Quello
di prima sì, invece.
Quando
capiremo che ci è affidato
il
Regno, che la diversità è un dono?
Che
la lamentazione non è accettabile
nei
figli di Dio?
Che
ci occorre uno sguardo profondo e di
fede
sulla realtà, su di noi, sulla Chiesa?
Poi,
certo, insieme decidiamo cosa è
meglio
fare, quali strategie adottare,
che
tipo di pastorale proporre.
Ma
sono scelte conseguenti all’incontro
e
al rispetto del primo comandamento del
Signore
che è quello dell’amore reciproco!
Grazie,
Signore, di questa giornata, della
mia
vita, delle cose che ho, di me stesso.
Non
tutto funziona come vorrei, o come
dovrebbe,
ma non voglio, oggi,
lamentarmi
di nulla; ho Te e la
preghiera,
cosa mi manca?
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato
il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta
la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
rimetti a noi i nostri debiti come anche
noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e
benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per
noi peccatori, adesso e nell'ora della
nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e
allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e
sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

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