giovedì 4 settembre 2025

Il Vangelo del Venerdì 5 Settembre 2025

 

Della 23° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Teresa di Calcutta, fondatrice.

Prima Lettura.

Tutte le cose sono state create per

mezzo di lui e in vista di lui.

Dalla lettera di san Paolo

apostolo ai Colossési (1,15-20)

Cristo Gesù è immagine del Dio

invisibile, primogenito di tutta la

creazione, perché in lui furono create

tutte le cose nei cieli e sulla terra,

quelle visibili e quelle invisibili: Troni,

Dominazioni, Principati e Potenze.

Tutte le cose sono state create per

mezzo di lui e in vista di lui.

Egli è prima di tutte le cose e tutte

in lui sussistono.

Egli è anche il capo del corpo,

della Chiesa.

Egli è principio, primogenito di quelli

che risorgono dai morti, perché sia lui

ad avere il primato su tutte le cose.

È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui

tutta la pienezza e che per mezzo di lui

e in vista di lui

siano riconciliate tutte le cose, avendo

pacificato con il sangue della sua croce

sia le cose che stanno sulla terra, sia

quelle che stanno nei cieli.

Parola di Dio.

Vangelo.

Quando lo sposo sarà loro tolto,

allora in quei giorni digiuneranno.

Dal Vangelo secondo

Luca (5,33-39) anno dispari.

In quel tempo, i farisei e i loro scribi

dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni

digiunano spesso e fanno preghiere;

così pure i discepoli dei farisei; i tuoi

invece mangiano e bevono!».

Gesù rispose loro: «Potete forse far

digiunare gli invitati a nozze quando

lo sposo è con loro?

Ma verranno giorni quando lo sposo

sarà loro tolto: allora in quei

giorni digiuneranno».

Diceva loro anche una parabola: «Nessuno

strappa un pezzo da un vestito nuovo per

metterlo su un vestito vecchio; altrimenti

il nuovo lo strappa e al vecchio non si

adatta il pezzo preso dal nuovo.

E nessuno versa vino nuovo in otri

vecchi; altrimenti il vino nuovo

spaccherà gli otri, si spanderà e gli

otri andranno perduti.

Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi.

Nessuno poi che beve il vino vecchio

desidera il nuovo, perché dice:

“Il vecchio è gradevole!”».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Gesù non sembra proprio un profeta

e glielo si fa notare; si comporta

liberamente nei confronti delle

prescrizioni rituali, non digiuna come

il Battista, anzi è accusato di frequentare

i salotti dei ricchi e dei pubblicani e di

essere un gaudente, un mangione e un beone.

Gesù non appare come un uomo religioso

e devoto come ce lo immaginiamo, anzi.

Quanto inganna l’apparenza!

Gesù è libero interiormente, anche dallo

stereotipo del pio israelita di ieri e di oggi.

Lui, che pure vede Dio faccia faccia, è,

nel contempo, un uomo concreto,

saldamente realista, un uomo che sa

emozionarsi, che si compromette.

I suoi interlocutori ragionano in maniera

antiquata, schematica, secondo la

tradizione che Gesù recupera e supera;

il vino nuovo del Vangelo va contenuto

in botti nuove, perché la novità può

spaccare vecchi meccanismi.

Ma quanto è duro abbandonare ciò che

si conosce per qualcosa di nuovo!

Si sa che il vino vecchio è migliore!,

pensano tutti.

E se, invece, si fosse inacidito?

Gioiamo, oggi, perché lo sposo è con

noi, perché la fede è luce e danza, non

mortificazione ma vivificazione e preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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