Della 23° settimana del Tempo Ordinario.
Santa Teresa di Calcutta, fondatrice.
Prima Lettura.
Tutte le cose sono state create per
mezzo di lui e in vista di lui.
Dalla lettera di san Paolo
apostolo ai Colossési (1,15-20)
Cristo Gesù è immagine del Dio
invisibile, primogenito di tutta la
creazione, perché in lui furono create
tutte le cose nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili: Troni,
Dominazioni, Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create per
mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose e tutte
in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo,
della Chiesa.
Egli è principio, primogenito di quelli
che risorgono dai morti, perché sia lui
ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui
tutta la pienezza e che per mezzo di lui
e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose, avendo
pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra, sia
quelle che stanno nei cieli.
Parola di Dio.
Vangelo.
Quando lo sposo sarà loro tolto,
allora in quei giorni digiuneranno.
Dal Vangelo secondo
Luca (5,33-39) anno dispari.
In quel tempo, i farisei e i loro scribi
dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni
digiunano spesso e fanno preghiere;
così pure i discepoli dei farisei; i tuoi
invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far
digiunare gli invitati a nozze quando
lo sposo è con loro?
Ma verranno giorni quando lo sposo
sarà loro tolto: allora in quei
giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno
strappa un pezzo da un vestito nuovo per
metterlo su un vestito vecchio; altrimenti
il nuovo lo strappa e al vecchio non si
adatta il pezzo preso dal nuovo.
E nessuno versa vino nuovo in otri
vecchi; altrimenti il vino nuovo
spaccherà gli otri, si spanderà e gli
otri andranno perduti.
Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi.
Nessuno poi che beve il vino vecchio
desidera il nuovo, perché dice:
“Il vecchio è gradevole!”».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù
non sembra proprio un profeta
e
glielo si fa notare; si comporta
liberamente
nei confronti delle
prescrizioni
rituali, non digiuna come
il
Battista, anzi è accusato di frequentare
i
salotti dei ricchi e dei pubblicani e di
essere
un gaudente, un mangione e un beone.
Gesù
non appare come un uomo religioso
e
devoto come ce lo immaginiamo, anzi.
Quanto
inganna l’apparenza!
Gesù
è libero interiormente, anche dallo
stereotipo
del pio israelita di ieri e di oggi.
Lui,
che pure vede Dio faccia faccia, è,
nel
contempo, un uomo concreto,
saldamente
realista, un uomo che sa
emozionarsi,
che si compromette.
I
suoi interlocutori ragionano in maniera
antiquata,
schematica, secondo la
tradizione
che Gesù recupera e supera;
il
vino nuovo del Vangelo va contenuto
in
botti nuove, perché la novità può
spaccare
vecchi meccanismi.
Ma
quanto è duro abbandonare ciò che
si
conosce per qualcosa di nuovo!
Si
sa che il vino vecchio è migliore!,
pensano
tutti.
E
se, invece, si fosse inacidito?
Gioiamo,
oggi, perché lo sposo è con
noi,
perché la fede è luce e danza, non
mortificazione
ma vivificazione e preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato
il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta
la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
rimetti a noi i nostri debiti come anche
noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e
benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per
noi peccatori, adesso e nell'ora della
nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e
allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e
sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

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