domenica 25 gennaio 2026

Il Vangelo del Lunedì 26 Gennaio 2026

 


Della 3° settimana del Tempo Ordinario.

Santi Timoteo e Tito, vescovi.

Prima Lettura.

Mi ricordo della tua schietta fede.

Dalla seconda lettera di san

Paolo apostolo a Timòteo (1,1-8)

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà

di Dio e secondo la promessa della vita

che è in Cristo Gesù, a Timòteo, figlio

carissimo: grazia, misericordia e pace

da parte di Dio Padre e di

Cristo Gesù Signore nostro.

Rendo grazie a Dio che io servo, come

i miei antenati, con coscienza pura,

ricordandomi di te nelle mie preghiere

sempre, notte e giorno.

Mi tornano alla mente le tue lacrime

e sento la nostalgia di rivederti per

essere pieno di gioia.

Mi ricordo infatti della tua schietta fede,

che ebbero anche tua nonna Lòide e tua

madre Eunìce, e che ora, ne sono certo,

è anche in te.

Per questo motivo ti ricordo di ravvivare

il dono di Dio, che è in te mediante

l'imposizione delle mie mani. Dio infatti

non ci ha dato uno spirito di timidezza,

ma di forza, di carità e di prudenza.

Non vergognarti dunque di dare

testimonianza al Signore nostro, né di

me, che sono in carcere per lui; ma,

con la forza di Dio, soffri con me

per il Vangelo.

Parola di Dio.

Vangelo.

Dal Vangelo secondo

Luca (10,1-9) anno dispari.

In quel tempo, il Signore designò altri

settantadue e li inviò a due a due

davanti a sé in ogni città e luogo dove

stava per recarsi.

Diceva loro: «La messe è abbondante,

ma sono pochi gli operai!

Pregate dunque il signore della messe,

perché mandi operai nella sua messe!

Andate: ecco, vi mando come agnelli in

mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca,

né sandali e non fermatevi a salutare

nessuno lungo la strada.

In qualunque casa entriate, prima

dite: “Pace a questa casa!”.

Se vi sarà un figlio della pace, la vostra

pace scenderà su di lui, altrimenti

ritornerà su di voi.

Restate in quella casa, mangiando e

bevendo di quello che hanno, perché

chi lavora ha diritto alla sua ricompensa.

Non passate da una casa all’altra.

Quando entrerete in una città e vi

accoglieranno, mangiate quello che vi

sarà offerto, guarite i malati che vi si

trovano, e dite loro: «È vicino a voi

il regno di Dio».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

L’Evangelista, già all’inizio del cammino

verso Gerusalemme, nota qual’è il compito

dei settantadue discepoli; andare nelle città

ove Gesù stava per recarsi e preparare la

gente all’incontro con Lui.

Essi non sono chiamati a restare nei

luoghi abituali.

Il Signore li invita perché preparino gli

uomini e le donne con la predicazione

del Vangelo per accogliere Gesù.

Gesù manda i discepoli a due a due

perché la loro prima predicazione sia

l’amore vicendevole.

L’amore del Signore vince ‘i lupi’ di

questo mondo.

I discepoli non debbono portare nulla con

sé, se non il Vangelo e l’amore del Signore.

Con questo bagaglio possiamo percorrere

ancora oggi le vie del mondo, testimoniando

non noi stessi, non le nostre tradizioni,

non le nostre convinzioni, ma ‘colui che

ci ha mandati’.

Facciamo allora, come i settantadue

discepoli di Gesù, se abbiamo masticato

e capito il Vangelo, anche noi offriamolo,

come sto facendo io sulla mia pagina

facebook, tutti i giorni; a chi incontriamo,

prima però prepariamoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la

tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne

e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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