domenica 8 febbraio 2026

Il Vangelo del Lunedì 9 Febbraio 2026

 

Della 5° settimana del Tempo Ordinario.

Sant'Apollonia, vergine e martire.

Prima Lettura.

Introdussero l’arca dell’alleanza nel

Santo dei Santi e la nube riempì

il tempio del Signore.

Dal primo libro dei Re (8,1-7.9-13)

In quei giorni, Salomone convocò presso

di sé in assemblea a Gerusalemme gli

anziani d’Israele, tutti i capitribù,

i prìncipi dei casati degli Israeliti, per

fare salire l’arca dell’alleanza del Signore

dalla Città di Davide, cioè da Sion.

Si radunarono presso il re Salomone tutti

gli Israeliti nel mese di Etanìm, cioè il

settimo mese, durante la festa.

Quando furono giunti tutti gli anziani

d’Israele, i sacerdoti sollevarono l’arca

e fecero salire l’arca del Signore, con la

tenda del convegno e con tutti gli oggetti

sacri che erano nella tenda; li facevano

salire i sacerdoti e i levìti.

Il re Salomone e tutta la comunità

d’Israele, convenuta presso di lui,

immolavano davanti all’arca pecore

e giovenchi, che non si potevano

contare né si potevano calcolare

per la quantità.

I sacerdoti introdussero l’arca dell’alleanza

del Signore al suo posto nel sacrario del

tempio, nel Santo dei Santi, sotto le ali

dei cherubini.

Difatti i cherubini stendevano le ali sul

luogo dell’arca; i cherubini, cioè,

proteggevano l’arca e le sue

stanghe dall’alto.

Nell’arca non c’era nulla se non le due

tavole di pietra, che vi aveva deposto

Mosè sull’Oreb, dove il Signore aveva

concluso l’alleanza con gli Israeliti

quando uscirono dalla terra d’Egitto.

Appena i sacerdoti furono usciti dal

santuario, la nube riempì il tempio del

Signore, e i sacerdoti non poterono

rimanervi per compiere il servizio a

causa della nube, perché la gloria del

Signore riempiva il tempio del Signore.

Allora Salomone disse: «Il Signore ha

deciso di abitare nella nube oscura.

Ho voluto costruirti una casa eccelsa,

un luogo per la tua dimora in eterno».

Parola di Dio.

Vangelo.

Quanti lo toccavano venivano salvati.

Dal Vangelo secondo

Marco (6,53-56) anno pari.

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli,

compiuta la traversata fino a terra,

giunsero a Gennèsaret e approdarono.

Scesi dalla barca, la gente subito lo

riconobbe e, accorrendo da tutta quella

regione, cominciarono a portargli sulle

barelle i malati, dovunque udivano

che egli si trovasse.

E là dove giungeva, in villaggi o città

o campagne, deponevano i malati nelle

piazze e lo supplicavano di poter toccare

almeno il lembo del suo mantello;

e quanti lo toccavano venivano salvati.

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Questi due versetti ci lasciano intendere

l’impatto che Gesù aveva sulla gente;

dovunque Egli andasse, la gente accorreva

verso di Lui portandogli coloro che erano

affetti da varie malattie.

La prima attività di Gesù infatti fu

anzitutto quella di predicare il regno

di Dio e di guarire gli ammalati; essi

erano i primi destinatari di un messaggio

di liberazione e di riscatto che trovava

in Gesù il suo culmine.

Ancora oggi Gesù vuole guarire e

sanare, ma vuole farlo per mezzo di

noi; c’è una medicina che guarisce

sempre e tutti, è l’amore.

Gesù, per mezzo nostro, vuole continuare

ad effondere il suo amore misericordioso

su tutte le ferite dell’umanità di oggi;

è bello sapere di poter essere medicina

per la guarigione altrui.

Per riuscirci meglio, preghiamo.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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