mercoledì 18 marzo 2026

Il Vangelo del Giovedì 19 Marzo 2026

 

Della 4° settimana di Quaresima.

San Giuseppe,

sposo della Beata Vergine Maria.

Prima lettura.

Il Signore Dio gli darà il trono

di Davide suo padre.

Dal secondo libro di

Samuèle (7,4-5a.12-14a.16)

In quei giorni, fu rivolta a Natan questa

parola del Signore: «Va' e di' al mio

servo Davide: Così dice il Signore:

"Quando i tuoi giorni saranno

compiuti e tu dormirai con i tuoi padri,

io susciterò un tuo discendente dopo

di te, uscito dalle tue viscere, e renderò

stabile il suo regno.

Egli edificherà una casa al mio nome

e io renderò stabile il trono del suo

regno per sempre. Io sarò per lui

padre ed egli sarà per me figlio.

La tua casa e il tuo regno saranno saldi

per sempre davanti a te, il tuo trono

sarà reso stabile per sempre"».

Parola di Dio.

 

Salmo Responsoriale dal Sal 88 (89)

Ripetiamo. In eterno durerà

la sua discendenza.

 

Canterò in eterno l'amore del Signore,

di generazione in generazione

farò conoscere con la mia bocca la tua

fedeltà, perché ho detto: «È un amore

edificato per sempre; nel cielo rendi

stabile la tua fedeltà». R.

 

«Ho stretto un'alleanza con il mio eletto,

ho giurato a Davide, mio servo.

Stabilirò per sempre la tua discendenza,

di generazione in generazione

edificherò il tuo trono». R.

 

«Egli mi invocherà: "Tu sei mio padre,

mio Dio e roccia della mia salvezza".

Gli conserverò sempre il mio amore,

la mia alleanza gli sarà fedele». R.

 

Seconda Lettura

Egli credette, saldo nella speranza

contro ogni speranza.

Dalla lettera di san Paolo apostolo

ai Romani (4,13.16-18.22)

Fratelli, non in virtù della Legge fu

data ad Abramo, o alla sua discendenza,

la promessa di diventare erede del

mondo, ma in virtù della giustizia

che viene dalla fede.

Eredi dunque si diventa in virtù della

fede, perché sia secondo la grazia,

e in tal modo la promessa sia sicura

per tutta la discendenza: non soltanto

per quella che deriva dalla Legge,

ma anche per quella che deriva dalla

fede di Abramo, il quale è padre di

tutti noi-come sta scritto: «Ti ho costituito

padre di molti popoli»-davanti al Dio nel

quale credette, che dà vita ai morti e chiama

all'esistenza le cose che non esistono.

Egli credette, saldo nella speranza contro

ogni speranza, e così divenne padre di

molti popoli, come gli era stato detto:

«Così sarà la tua discendenza».

Ecco perché gli fu accreditato come giustizia.

Parola di Dio.

 

Acclamazione al Vangelo

Lode e onore a te, Signore Gesù!

 

Beato chi abita nella tua casa, Signore:

senza fine canta le tue lodi. (Sal 83 (84),5)

 

Lode e onore a te, Signore Gesù!

 

Vangelo

Giuseppe fece come gli aveva

ordinato l'angelo del Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo

(1,16-18-21.21-24a) anno pari.

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di

Maria, dalla quale è nato Gesù,

chiamato Cristo.

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre

Maria, essendo promessa sposa di

Giuseppe, prima che andassero a vivere

insieme si trovò incinta per opera

dello Spirito Santo.

Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto

e non voleva accusarla pubblicamente,

pensò di ripudiarla in segreto.

Mentre però stava considerando queste

cose, ecco, gli apparve in sogno un

angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe,

figlio di Davide, non temere di prendere

con te Maria, tua sposa.

Infatti il bambino che è generato in lei

viene dallo Spirito Santo; ella darà alla

luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli

infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece

come gli aveva ordinato l'angelo del Signore.

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Oggi celebriamo la festa del Santo più

sfortunato della storia della Chiesa; Giuseppe!

Non gliene è mai andata una diritta.

Dio gli ha rubato la ragazza, ha passato la

vita a fare il padre ad un ragazzo che non

era suo, e di lui non è stato raccontato

praticamente nulla.

Matteo oggi scrive due righe per definire

una realtà sconvolgente: “Giuseppe che

era un uomo giusto decise di licenziarla

in segreto”.

Essere giusto, secondo la Scrittura,

significa essere fedele osservante della

Parola di Dio.

Ma Giuseppe aggiunge a questa giustizia

una sfumatura ancora più profonda, che

lo rende davvero grande ai nostri occhi;

egli è giusto perché non volendo fare del

male alla sua promessa sposa, decide di

obbedire alla sua coscienza, che gli dice

di salvarle la vita.

L’angelo, a quel punto, ha il compito di

aprirgli una prospettiva assolutamente

nuova e inaspettata, che soltanto chi ha

una fede profonda e un cuore grande

può accettare.

Quante cose nella nostra vita che

spesso non capiamo!

Eppure, se anche noi come Giuseppe

diremo di sì, vedremo miracoli.

L’unica cosa da fare è fidarci di Dio,

che a suo tempo ci rivelerà ogni cosa.

Certamente non è facile, ma abbiamo

la preghiera che ci può aiutare.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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