mercoledì 9 luglio 2025

Il Vangelo del Giovedì 10 Luglio 2025

 

Della 14° settimana del Tempo Ordinario.

Sante Rufina e Seconda, martiri di Roma.

Prima lettura.

Dio mi ha mandato qui prima

di voi per conservarvi in vita.

Dal libro della

Gènesi (44,18-21.23b-29;45,1-5)

In quei giorni, Giuda si fece innanzi e

disse a Giuseppe: «Perdona, mio signore,

sia permesso al tuo servo di far sentire

una parola agli orecchi del mio signore;

non si accenda la tua ira contro il tuo

servo, perché uno come te è

pari al faraone!

Il mio signore aveva interrogato i suoi

servi: “Avete ancora un padre

o un fratello?”.

E noi avevamo risposto al mio signore:

“Abbiamo un padre vecchio e un figlio

ancora giovane natogli in vecchiaia,

il fratello che aveva è morto ed egli

è rimasto l’unico figlio di quella

madre e suo padre lo ama”.

Tu avevi detto ai tuoi servi: “Conducetelo

qui da me, perché possa vederlo con i

miei occhi.

Se il vostro fratello minore non verrà

qui con voi, non potrete più venire

alla mia presenza”.

Fatto ritorno dal tuo servo, mio padre,

gli riferimmo le parole del mio signore.

E nostro padre disse: “Tornate ad

acquistare per noi un po’ di viveri”.

E noi rispondemmo: “Non possiamo

ritornare laggiù: solo se verrà con noi

il nostro fratello mino- re, andremo;

non saremmo ammessi alla presenza

di quell’uomo senza avere con noi il

nostro fratello minore”.

Allora il tuo servo, mio padre, ci disse:

“Voi sapete che due figli mi aveva

procreato mia moglie.

Uno partì da me e dissi: certo è

stato sbranato!

Da allora non l’ho più visto.

Se ora mi porterete via anche questo

e gli capitasse una disgrazia, voi

fareste scendere con dolore la mia

canizie negli inferi”».

Allora Giuseppe non poté più trattenersi

dinanzi a tutti i circostanti e gridò: «Fate

uscire tutti dalla mia presenza!».

Così non restò nessun altro presso di

lui, mentre Giuseppe si faceva

conoscere dai suoi fratelli.

E proruppe in un grido di pianto.

Gli Egiziani lo sentirono e la cosa fu

risaputa nella casa del faraone.

Giuseppe disse ai fratelli: «Io

sono Giuseppe!

È ancora vivo mio padre?».

Ma i suoi fratelli non potevano

rispondergli, perché sconvolti dalla

sua presenza.

Allora Giuseppe disse ai fratelli:

«Avvicinatevi a me!».

Si avvicinarono e disse loro: «Io sono

Giuseppe, il vostro fratello, quello che

voi avete venduto sulla via verso l’Egitto.

Ma ora non vi rattristate e non vi crucciate

per avermi venduto quaggiù, perché Dio

mi ha mandato qui prima di voi per

conservarvi in vita».

Parola di Dio.

Vangelo.

Gratuitamente avete ricevuto,

gratuitamente date.

Dal Vangelo secondo

Matteo (10,7-15) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi

apostoli: «Strada facendo, predicate,

dicendo che il regno dei cieli è vicino.

Guarite gli infermi, risuscitate i morti,

purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.

Gratuitamente avete ricevuto,

gratuitamente date.

Non procuratevi oro né argento né

denaro nelle vostre cinture, né sacca

da viaggio, né due tuniche, né sandali,

né bastone, perché chi lavora ha diritto

al suo nutrimento.

In qualunque città o villaggio entriate,

domandate chi là sia degno e rimanetevi

finché non sarete partiti.

Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.

Se quella casa ne è degna, la vostra

pace scenda su di essa; ma se non ne

è degna, la vostra pace ritorni a voi.

Se qualcuno poi non vi accoglie e non

dà ascolto alle vostre parole, uscite da

quella casa o da quella città e scuotete

la polvere dei vostri piedi. In verità io

vi dico: nel giorno del giudizio la terra

di Sòdoma e Gomorra sarà trattata

meno duramente di quella città».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Continua il programma di annuncio del

Vangelo che il Signore affida ai Dodici.

Li ha chiamati a sé perché stessero con

Lui, ora li manda a costruire il Regno

di cui egli è la caparra.

Gesù dichiara con forza lo stile dell’essere

Chiesa; non nell’organizzazione, non nei

grandi mezzi, non nella struttura dimora

del segreto della Chiesa, ma nella

condivisione, nell’essenzialità,

nell’autenticità assoluta, nel possedere

un cuore pacificato che porti la pace,

un cuore che sappia anche accogliere

il fallimento e la disfatta come

opportunità, come strumento di

conversione personale.

Ecco; l’invito è chiaro, univoco, forte.

A noi, ora, di adeguarci, di capire,

di confrontare.

Sono così le nostre realtà di Chiesa?

O, molto spesso, solo una minima

parte di ciò che viviamo assomiglia,

vagamente, a quanto detto dal Signore?

Non è tutta in questa pagina la grave

crisi che colpisce la Chiesa?

Non una crisi di immagine, o di ostilità

del mondo relativista, ma una crisi che

ci colpisce perché snatura il compito

essenziale del nostro essere discepoli.

Animo, cercatori di Dio!

Proviamo, oggi, a vivere anche solo

uno di questi aspetti, nella giornata che

sta per iniziare, attraverso

l’aiuto della preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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