martedì 8 luglio 2025

Il Vangelo del Mercoledì 9 Luglio 2025

 

Della 14° settimana del Tempo Ordinario.

Santa Veronica Giuliani, vergine.

Prima lettura.

Su di noi grava la colpa nei riguardi

di nostro fratello; per questo ci ha

colpiti quest’angoscia.

Dal libro della

Gènesi (41,55-57;42,5-7a.17-24a)

In quei giorni, tutta la terra d’Egitto

cominciò a sentire la fame e il popolo

gridò al faraone per avere il pane.

Il faraone disse a tutti gli Egiziani:

«Andate da Giuseppe; fate quello

che vi dirà».

La carestia imperversava su tutta la terra.

Allora Giuseppe aprì tutti i depositi in cui

vi era grano e lo vendette agli Egiziani.

La carestia si aggravava in Egitto, ma da

ogni paese venivano in Egitto per

acquistare grano da Giuseppe, perché

la carestia infieriva su tutta la terra.

Arrivarono i figli d’Israele per acquistare

il grano, in mezzo ad altri che pure erano

venuti, perché nella terra di Canaan

c’era la carestia.

Giuseppe aveva autorità su quella terra e

vendeva il grano a tutta la sua popolazione.

Perciò i fratelli di Giuseppe vennero da

lui e gli si prostrarono davanti con la

faccia a terra.

Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe,

ma fece l’estraneo verso di loro e li tenne

in carcere per tre giorni.

Il terzo giorno Giuseppe disse loro: «Fate

questo e avrete salva la vita; io temo Dio!

Se voi siete sinceri, uno di voi fratelli

resti prigioniero nel vostro carcere e voi

andate a portare il grano per la fame

delle vostre case.

Poi mi condurrete qui il vostro fratello

più giovane.

Così le vostre parole si dimostreranno

vere e non morirete».

Essi annuirono.

Si dissero allora l’un l’altro: «Certo su

di noi grava la colpa nei riguardi di

nostro fratello, perché abbiamo visto

con quale angoscia ci supplicava e

non lo abbiamo ascoltato.

Per questo ci ha colpiti quest’angoscia».

Ruben prese a dir loro: «Non vi avevo

detto io: “Non peccate contro il ragazzo”?

Ma non mi avete dato ascolto.

Ecco, ora ci viene domandato conto

del suo sangue».

Non si accorgevano che Giuseppe li

capiva, dato che tra lui e loro vi

era l’interprete.

Allora egli andò in disparte e pianse.

Parola di Dio.

Vangelo.

Rivolgetevi alle pecore perdute

della casa d'Israele.

Dal Vangelo secondo

Matteo (10,1-7) anno dispari.

In quel tempo, chiamati a sé i suoi

dodici discepoli, Gesù diede loro

potere sugli spiriti impuri per

scacciarli e guarire ogni malattia

e ogni infermità.

I nomi dei dodici apostoli sono: primo,

Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo

fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo,

e Giovanni suo fratello; Filippo e

Bartolomeo; Tommaso e Matteo il

pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo,

e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda

l'Iscariota, colui che poi lo tradì.

Questi sono i Dodici che Gesù inviò,

ordinando loro: «Non andate fra i

pagani e non entrate nelle città dei

Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle

pecore perdute della casa d'Israele.

Strada facendo, predicate, dicendo

che il regno dei cieli è vicino».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

I dodici. Quei dodici.

Quella lista, asciutta e stringata,

racchiude in sé tutta la novità

sconcertante portata da Gesù.

Non è un cavaliere solitario senza

macchia e senza paura, il Nazareno;

vuole che i figli dell’uomo lo aiutino a

costruire il Regno dove Dio è il padrone.

La Chiesa che Dio ha nel cuore, non

quella bruttina che portiamo nelle nostre

menti, è legata alla logica stringente

dell’incarnazione.

La Chiesa, per molti, rappresenta un

problema, un limite, un ostacolo alla

conoscenza di Dio.

Non così per Gesù che, nella Chiesa,

ha offerto il grande segno dell’amore

di Dio agli uomini.

Sono dodici discepoli limitati e ottusi

come noi, che Gesù ha voluto con sé

per imparare ad amare.

Hanno misurato (e quanto!) i propri

limiti, le proprie fragilità, sono cresciuti,

hanno combattuto contro l’uomo

vecchio fino alla fine.

Ma, se ora state leggendo queste parole,

amici, è perché sono stati fedeli a quel

mandato di annunciare il Regno nella

povertà dei propri mezzi, di annunciare

e portare la pace, di dimorare con

semplicità nella città degli uomini.

Ecco il manifesto della Chiesa,

il progetto di ogni comunità parrocchiale,

il paradigma di ogni movimento

ecclesiale; cerchiamo di viverlo,

oggi aiutandoci con la preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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