mercoledì 6 agosto 2025

Il Vangelo del Giovedì 7 Agosto 2025

 

Della 18° settimana del Tempo Ordinario.

San Gaetano Thiene, sacerdote.

Prima Lettura.

Ne uscì acqua in abbondanza.

Dal libro dei Numeri (20,1-13)

In quei giorni, tutta la comunità degli

Israeliti arrivò al deserto di Sin il primo

mese, e il popolo si fermò a Kades.

Qui morì e fu sepolta Maria.

Mancava l’acqua per la comunità:

ci fu un assembramento contro

Mosè e contro Aronne.

Il popolo ebbe una lite con Mosè,

dicendo: «Magari fossimo morti

quando morirono i nostri fratelli

davanti al Signore!

Perché avete condotto l’assemblea del

Signore in questo deserto per far morire

noi e il nostro bestiame?

E perché ci avete fatto uscire dall’Egitto

per condurci in questo luogo inospitale?

Non è un luogo dove si possa seminare,

non ci sono fichi, non vigne, non

melograni, e non c’è acqua da bere».

Allora Mosè e Aronne si allontanarono

dall’assemblea per recarsi all’ingresso

della tenda del convegno; si prostrarono

con la faccia a terra e la gloria del

Signore apparve loro.

Il Signore parlò a Mosè dicendo: «Prendi

il bastone; tu e tuo fratello Aronne

convocate la comunità e parlate alla

roccia sotto i loro occhi, ed essa darà

la sua acqua; tu farai uscire per loro

l’acqua dalla roccia e darai da bere alla

comunità e al loro bestiame».

Mosè dunque prese il bastone che era

davanti al Signore, come il Signore

gli aveva ordinato.

Mosè e Aronne radunarono l’assemblea

davanti alla roccia e Mosè disse loro:

«Ascoltate, o ribelli: vi faremo noi forse

uscire acqua da questa roccia?».

Mosè alzò la mano, percosse la roccia

con il bastone due volte e ne uscì acqua

in abbondanza; ne bevvero la

comunità e il bestiame.

Ma il Signore disse a Mosè e ad Aronne:

«Poiché non avete creduto in me, in

modo che manifestassi la mia santità

agli occhi degli Israeliti, voi non

introdurrete quest’assemblea nella

terra che io le do».

Queste sono le acque di Merìba, dove

gli Israeliti litigarono con il Signore

e dove egli si dimostrò santo in

mezzo a loro.

Parola di Dio.

Vangelo.

Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi

del regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo

Matteo (16,13-23) anno dispari.

In quel tempo, Gesù, giunto nella

regione di Cesarèa di Filippo, domandò

ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che

sia il Figlio dell'uomo?».

Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il

Battista, altri Elìa, altri Geremìa o

qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».

Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo,

il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone,

figlio di Giona, perché né carne né

sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre

mio che è nei cieli.

E io a te dico: tu sei Pietro e su questa

pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze

degli inferi non prevarranno su di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto

ciò che legherai sulla terra sarà legato nei

cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra

sarà sciolto nei cieli».

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad

alcuno che egli era il Cristo.

Da allora Gesù cominciò a spiegare ai

suoi discepoli che doveva andare a

Gerusalemme e soffrire molto da parte

degli anziani, dei capi dei sacerdoti e

degli scribi, e venire ucciso e risorgere

il terzo giorno.

Pietro lo prese in disparte e si mise a

rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia,

Signore; questo non ti accadrà mai».

Ma egli, voltandosi, disse a Pietro:

«Va' dietro a me, Satana!

Tu mi sei di scandalo, perché non pensi

secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

Parola del Signore.

Riflessione personale sul Vangelo di oggi.

Simone riconosce in Gesù il profeta,

qualcuno di immensamente più grande;

la presenza stessa di Dio, il Messia

atteso da tempo.

E la sua professione di fede è davvero

straordinaria; Gesù non assomiglia in

alcun modo al Messia vittorioso che

tutti stavano aspettando.

E Gesù gli restituisce il favore,

svelandogli la sua identità profonda;

Simone è una roccia, una pietra, è saldo

nella fede e perciò su di lui i fratelli

faranno affidamento.

Ma Pietro non capisce bene il peso di

ciò che il Signore ha detto; Gesù è

disposto a svelare il volto del Padre

in ogni modo, anche a costo di morire.

Apriti cielo!

Pietro lo prende da parte (è pur sempre

appena stato nominato Papa!) e lo

redarguisce; così facendo demoralizza

le truppe.

Povero Pietro!

Non ha capito molto di ciò che

sta accadendo!

Gesù lo invita a conversione, a non

ragionare come gli uomini ma di

entrare nella logica di Dio.

Gesù si svela a noi stessi; quando lo

riconosciamo nostro Signore, giungiamo

a capire chi siamo veramente.

Ma la conversione dura tutta la vita;

non basta avere un ruolo, nella Chiesa,

per non incorrere in pesanti scivoloni,

per non sbagliare.

Occorre sempre vigilare su noi stessi,

attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato

il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta

la tua volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

rimetti a noi i nostri debiti come anche

noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia,

il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e

benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per

noi peccatori, adesso e nell'ora della

nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e

allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e

sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

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